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Uno sceicco sotto l'albero

di ABBY GREEN

Ammaliata dal tocco dello sceicco!

Dopo sei mesi di passione, il desiderio reciproco tra Riad e Cassidy non accenna ad affievolirsi. Cassidy, però, ha bisogno di qualcosa di più: il loro rapporto è intenso, ma senza impegno, e Riad non intende offrirle nulla di più.

Cassidy decide che ne ha abbastanza: esce quindi dai confini del letto del miliardario per entrare in una dimensione della sua vita in cui nessuna donna era mai stata ammessa.

Riad potrà accettare che Cassidy sia l’unica donna a cui non può proprio rinunciare?

 

 

9

Riad smise di camminare come una tigre in gabbia. «Elise è con i nonni in Svizzera per il finesettimana ma non si sente bene e vuole tornare a casa. Ha nostalgia.»

Cassidy avvertì una stretta al cuore per la bambina e per l’evidente preoccupazione di Riad. «Ma certo. Che cosa dobbiamo fare?»

«Partiremo fra un’ora al massimo e torneremo a Parigi via Ginevra.»

Cassidy dimenticò tutti i suoi propositi di parlare con Riad e si precipitò a fare i bagagli, asciugarsi sommariamente i capelli e vestirsi. Ben presto uscirono dal palazzo, lasciandosi la festa alle spalle.

Quando arrivarono nel piccolo aeroporto pieno di jet privati di gente ricca e famosa, furono portati a quello di Riad, dove il pilota e il personale di bordo li aspettavano già, pronti alla partenza.

Anche se erano ormai sei mesi che Cassidy viaggiava con Riad sul suo aereo privato non si era mai abituata. Veniva da una famiglia borghese: suo padre adottivo era un medico di base e la madre faceva la casalinga. Non potendo avere figli loro, avevano adottato Cassidy quando era piccolissima ma, cinque anni dopo, avevano avuto miracolosamente due gemelli, Tom e Rosie.

Cassidy non si era mai sentita poco amata o accolta, neppure per un istante, ma lo speciale legame di sangue tra genitori e figli propri era innegabile. Cassidy voleva bene a Tom e Rosie quanto ai genitori ma, con una certa vergogna, doveva ammettere di essere sempre stata un po’ invidiosa perché loro conoscevano le proprie origini, e non erano pieni d’interrogativi e sensazioni d’inadeguatezza. Era uno dei motivi per cui era andata via di casa tanto presto, già a diciassette anni, dopo essere stata notata da un agente di modelle nel supermercato del suo quartiere.

«Signorina O’Connor?»

Cassidy, che guardava fuori dal finestrino mentre si allontanavano dal Tabat, si girò e vide lo steward che le chiedeva se volesse qualcosa. Scosse la testa, sbalordita dalla facilità con cui si era abbandonata ai ricordi.

Guardò Riad, che era girato anche lui verso il suo finestrino. In quel momento Cassidy avvertì fortemente l’abisso che li separava. Probabilmente era pentito di non averle organizzato il viaggio separatamente, perché Cassidy non aveva mai conosciuto Elise.

Però quando vide la postura tesa di Riad si sentì obbligata a dire: «Sono sicura che stia bene, Riad. È fortunata ad avere un padre pronto a lasciare tutto per correre da lei».

Riad s’irrigidì ancora di più nel sentire la voce roca di Cassidy. Si stava giusto maledicendo per non essersi organizzato meglio. Era sempre stato attentissimo a tenere separate le sue amanti dalla sua vita con Elise, e invece ora le due dimensioni sarebbero entrate in collisione.

Tuttavia, sapeva istintivamente che Cassidy non era tipo da strumentalizzare l’incontro con Elise a suo vantaggio, contrariamente ad alcune delle sue amanti che avevano considerato sua figlia come un mezzo per cercare di ottenere un impegno più profondo da lui. Però improvvisamente era comunque agitato alla prospettiva dell’incontro tra Cassidy ed Elise, come se avesse intuito che quel momento avrebbe infranto le sue illusioni di controllare il loro rapporto.

«Riad?»

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