Il mese più crudele
di MARCO SANI
La campagna toscana è un sistema circolatorio complesso di strade sterrate, sporche e buie. Lingue d’asfalto e terra dove è facile perdersi. Qui, da vent’anni, Zeno Bosco ha seppellito un passato di violenza, corruzione e tradimenti nel silenzio di un isolamento autoimposto. Lontano da tutto, aveva giurato a se stesso di non uccidere mai più.
Ma un pomeriggio di aprile, sotto un cielo che minaccia pioggia, tutto cambia.
Sull’asfalto umido della statale, un SUV compatto, troppo lucido e costoso per la campagna, è fermo a bordo strada. Il proprietario, alto e massiccio, intima a Zeno di andarsene, ma, dal sedile posteriore, due occhi azzurri e spaventati gli rivolgono una richiesta d’aiuto muta che non può ignorare. In un attimo, l’istinto sopito si risveglia e Zeno oltrepassa il confine che aveva giurato di non varcare mai più. Si ritrova così con la vita di una ragazzina sconosciuta tra le mani, in fuga da una spietata rete di sfruttamento. Braccato da poliziotti corrotti e vecchi nemici, può contare soltanto sull’uomo che gli ha offerto rifugio per tutti quegli anni, un alleato cinico e disilluso, conosciuto come “Il Vecchio”.
Mentre la pioggia incessante trasforma il paesaggio in una trappola di fango e gli inseguitori stringono la morsa, per salvarsi Zeno dovrà affrontare ciò che aveva sepolto dentro di sé, e accettare che certi peccati non smettono mai di chiedere il conto.
Con uno stile teso e implacabile, Marco Sani, già sceneggiatore della serie Netflix Suburra e ora al suo esordio nella narrativa, firma un noir duro e indimenticabile, che tiene il lettore incollato alla pagina e al tempo stesso riflette sulla colpa, la redenzione e il male nella sua forma più primitiva e spaventosa.