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Quando arriva Natale

di AMY VASTINE

Mancano pochi giorni a Natale ma, invece di pensare ai dolcetti delle feste, nella mente di Josie Peters aleggiano visioni apocalittiche.
Proprietaria di un bar ristorante, il Sundown, sa che deluderà tutta la città se non terminerà i lavori di ristrutturazione in tempo per riaprire per il concerto di Natale di Boone Williams, famosissimo cantante country.
Deve concentrarsi.
E non dovrebbe essere difficile, con un tuttofare taciturno come Clint. Però per ogni minuto che trascorre ad appendere festoni, ne passa un altro a guardare lui. Il misterioso, ombroso Clint che pensa solo al lavoro, e a nient’altro.
Josie sa che scapperebbe a gambe levate se lei tentasse di approfondire la conoscenza.
E’ iniziato il conto alla rovescia per il Natale, e Josie non può permettersi di perdere l’uomo che deve costruirle il palco… e ha anche conquistato il suo cuore.
 
OGNI MERCOLEDì UN NUOVO CAPITOLO!
 

 

 

13

Josie posò sul bancone del bar il vaso con il mazzo di fiori che le era stato appena consegnato, per poterli ammirare per tutto il giorno. Erano dei fiori stupendi e dovevano essere costati una fortuna. Harriet, la fioraia di Grass Lake, era un vero genio nelle composizioni floreali, e si faceva pagare di conseguenza.

Sul biglietto era scritto semplicemente Grazie della cena. Josie immaginò che fosse stato Nate a mandarle i fiori perché lei aveva insistito per pagare. Era stata lei a invitarlo, dopotutto.

La cena della sera prima era stata piacevole, ma le aveva anche ribadito la sua convinzione che sarebbero stati solo ottimi amici. Nate era un tesoro, ma aveva ragione – era l’altro fratello McBride a farle battere il cuore.

«Bei fiori» commentò Clint dal palcoscenico dov’era impegnato a sistemare tutte le prese di corrente per la strumentazione dei musicisti. In jeans e una camicia a quadri rossi e neri, le ricordava un boscaiolo.

«Tuo fratello è molto generoso.»

«Ma davvero?» Clint teneva la testa bassa mentre era in ginocchio sul palco. Mancava una settimana all’inaugurazione per la riapertura del locale e Clint faceva gli straordinari per finire tutto in tempo, ma di Nate non si vedeva neppure l’ombra.

«Siamo tornati tanto tardi che stamattina tuo fratello non poteva lavorare?» gli chiese Josie, avvicinandosi.

«Lavoro meglio da solo.»

Josie deglutì con forza. Clint la faceva agitare. Era come se potesse leggerle nella mente. Con lui non poteva nascondersi dietro un atteggiamento spiritoso né fingere di essere quella che non era. Era troppo perspicace per caderci.

«Tuo fratello mi ha detto che eri bravissimo a football quando facevate le superiori. A quei tempi eri in grado di fare parte di una squadra, evidentemente.»

«Era un’altra vita» borbottò lui.

«E davvero diversa! Mi ha stupito ancora di più quando mi ha detto che studiavi per diventare insegnante e allenatore. Proprio come mio padre.»   

Clint posò il trapano sul palco. «Che cos’altro ti ha detto mio fratello?»

La sua frustrazione la prese alla sprovvista. «Nient’altro» lo rassicurò, torcendosi le mani.

«Perché avete perso tempo a parlare di me?» Clint continuava a tenere la testa bassa.

Josie si strinse nelle spalle. «Non lo so.»

Non era del tutto vero. Voleva sapere tutto di Clint. Come avrebbe potuto convincerlo che non correva rischi ad aprirsi con lei? Si sarebbe mai fidato al punto di permetterle di essere sua amica?

Josie era convinta che a tutti servissero degli amici. Ma, come le aveva fatto notare Nate, forse lei voleva essere qualcosa di più per Clint di una semplice amica.

«Mi sono divertita a cena con tuo fratello, ma mi ero divertita di più con te prima.»

«Non fare così, Josie» l’ammonì lui.

Era sincera. Faith l’aveva sfidata a esporsi, con il cuore in mano, ed era ciò che tentava di fare.

«So che cosa ti è accaduto. E ho visto quale effetto ha avuto su di te quando quel bambino ha fatto scoppiare il sacchetto al cinema. Però sono ancora qui, Clint, e cerco di conoscerti meglio. Perché non vuoi aprirti con me, solo un pochino?»

«A mio fratello piaci. Non devi conoscere me. Nate è quello giusto per te.»

«Io e Nate siamo amici. Si possono avere degli amici. Noi potremmo esserlo. Nate mi ha detto che suonavi la chitarra. È vero?»

Senza aprire bocca, Clint si alzò e uscì, così di colpo.

Ogni mercoledì un nuovo capitolo!
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