Sei già registrato? Entra nella tua area personale

Chiudi gli occhi

di JACKIE ASHENDEN

Da tre anni Lincoln e Grace hanno una storia basata unicamente sul piacere.

Concorrenti nel mondo degli affari di giorno, di notte hanno trovato il modo di sfogare lo stress incontrandosi ogni tre mesi nelle salette appartate del Club dei Milionari.

Ma ora Linc vuole qualcosa di più da Grace, e intende rischiare il tutto per tutto per averlo. Sa che lei stenta a fidarsi, perciò per raggiungere il suo scopo dovrà dimostrarle che può fidarsi di lui… e per cominciare dovrà convincerla a mettersi completamente nelle sue mani e ad abbandonarsi al suo seducente dominio.

 

 

10

10

Grace

Non potevo fare a meno di tremare perché mi sentivo impotente, con le mani legate dietro la schiena e senza poter vedere. Ma era quello che Lincoln voleva.
Mi turbava perché non mi sentivo così sin da bambina, e lui sapeva che effetto mi faceva. Però ero stata io a decidere di farmi bendare e legare, e non volevo tirarmi indietro, perciò aprii la bocca mentre lui mi stringeva più forte i capelli.
In fondo non voleva niente che non gli avessi fatto mille volte durante i nostri incontri.
Ma non così.
No, era vero. Non mi ero mai fatta immobilizzare. Non mi ero mai trovata impossibilitata a fare qualsiasi cosa che non fosse obbedirgli.

Però non volevo dargli la soddisfazione di fargli vedere che ero inquieta, perciò lasciai che mi mettesse il pene in bocca, e avvertii un’ondata di desiderio nel sentire il suo sapore e la sua consistenza. Era una sensazione familiare ed eccitante. Emisi un gemito e chiusi le labbra. Mossi istintivamente una mano per toccarlo, perché mi piaceva stimolarlo e farlo gemere, ma la seta che mi legava i polsi me lo impedì.
Di colpo mi resi conto che non solo non potevo vederlo, ma non potevo neppure toccarlo. E la sua stretta forte sui capelli m’impediva di fare qualsiasi movimento.

Avvertii un brivido per il panico, ma Lincoln doveva essersene accorto in qualche modo perché mi rassicurò con la sua voce ferma e profonda. «Sono io, Grace. Ricordi? Puoi fidarti.»

Tremavo, ma mi dissi che aveva ragione. Era Lincoln, che conoscevo da tre anni, che mi aveva toccato e baciato, che aveva riso con me. Che non mi avrebbe mai fatto del male.
Fece scivolare il pene fuori dalla mia bocca poi riaffondò in un lungo slancio lento. Io non potevo fare altro che lasciarmi guidare, e lui mi tirò la testa all’indietro per affondare più profondamente.
Aveva un buon sapore, e la sua pelle era liscia e calda sulla mia lingua.

«Succhiamelo» mi ordinò, con voce roca e quel suo accento seducente.

Obbedii, accarezzandolo con la lingua e sfiorandolo appena con i denti. La fragranza muschiata e virile della sua eccitazione mi faceva venire voglia di prendere il sopravvento con un ringhio animalesco. Invece potevo solo rimanere in ginocchio davanti a lui e permettergli di fare tutto quello che voleva.
Era liberatorio in una maniera senza precedenti. Non mi ero mai resa conto di quanto fosse elettrizzante non dover prendere decisioni, e lasciare che fosse lui a decidere tutto al mio posto. Non dovevo preoccuparmi di avere il controllo, perché tutto il potere era nelle sue mani.

Io dovevo solo abbandonarmi alle sensazioni.

Perciò fu ciò che feci.

Ogni mercoledì un nuovo capitolo!
< Vai a Capitolo 9 Vai a Capitolo 11 >