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Emergenza: ex in corsia!

di CAROL MARINELLI

Ogni medico del Pronto Soccorso trema all'idea di poter riconoscere qualche paziente in questo reparto, persino il razionale ed efficiente dottor James Morrell. Rimane quindi doppiamente scioccato quando si imbatte in una donna priva di sensi identica alla sua ex moglie!

Lorna McClelland non sopporta di essere bloccata in un letto d'ospedale e di dover dipendere proprio dall'uomo che l'ha ferita di più. Tuttavia, una volta guarita, si rende conto che la passione che la lega a James è tutt'altro che sbiadita.

 

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«Preferisco essere molto preciso» disse il ginecologo, rivolto a Lorna. May sedeva compunta, in atteggiamento reverenziale. «Dopo la visita, ho avuto dei dubbi, e prudentemente richiesto un test di gravidanza. Le probabilità sono molto alte.»

Lorna lo fissò, accigliata. «Non è possibile.»

«Comprendo il suo stupore» proseguì lui. «È anche vero che la sua storia non suggerisce entusiasmi, però vorrei eseguire un breve controllo ecografico, prima di andare avanti. Prego, si accomodi sul lettino.»

La presenza di May si rivelò indispensabile. L'aiutò a spogliarsi, a distendersi, piegò i suoi abiti, sempre sorridente, lodando la morbidezza e la praticità dei tessuti di lana misti con altre fibre. E quando il dottore rientrò, le tenne la mano. «Brava, così... Solo un po' di gel sulla pancia.»

Lorna non osava guardare, né sperare di udire quel soffio leggero, il battito di un minuscolo cuore. Lowther non mi ingannerebbe, pensava intanto, non è da lui.

Ma un battito di cuore non vale nulla, se non proviene dal luogo giusto. Adesso il dottore stava passando lo scanner a sinistra, esattamente sulla tuba di Falloppio rimasta. Il destino non poteva essere così crudele per due volte di seguito...

«Solo per controllare che da questa parte tutto sia a posto, e non ci sia nulla nel posto sbagliato.»

May approvò con lo sguardo.

Un dottore davvero straordinario, pensò Lorna. Così scrupoloso, preciso. Un mago, specialmente quando lo udì pronunciare le parole che non si aspettava.

«Sì, eccolo, c'è, ben collocato nell'utero, in alto.»

«Sono incinta...»

«Congratulazioni.» La parola più bella del mondo, ripetuta ancora, anche da May.

«Dottore, non è possibile, prendo la pillola» disse Lorna, incredula, mentre Lowther raccoglieva le immagini dell'ecografia dalla stampante.

«Ebbene, dottoressa» replicò lui sorridendo, bonariamente ironico. «Gli antibiotici possono aver bloccato l'efficacia della pillola, no? E ha avuto anche il ciclo.»

«Santo cielo» mormorò May. «Glieli ho dati io!»

«Lei non è sterile, Lorna» dichiarò lo specialista. «Certo, una sola tuba dimezza le opportunità, e tra aderenze ed endometriosi sarà meno facile, ma è chiaro che l'altra ovaia funziona bene, e la tuba rimasta anche. Di recente si è sentita molto meglio, è vero?»

«Mangia come un cavallo» ammiccò May, mentre Lowther tornava alla scrivania. «Io lo sapevo che eri incinta» mormorò a Lorna, aiutandola a rivestirsi. «Lo sapevo da giorni.»

«Macché...»

«Sì, invece. A parte i tuoi problemi, da un po' di tempo appari raggiante.»

«Intensa attività sessuale» bisbigliò lei.

Entrambe dovettero controllarsi molto, per non scoppiare a ridere forte. Lorna si sentiva euforica, leggera, rilassata e felice, come sognava da tempo.

Adesso doveva dirlo a James.

«Vai a casa» le suggerì May, appena Lorna finì di ringraziare all'infinito Henry Lowther. La prossima visita prenatale era già prenotata.

Le sembrava impossibile. Avrebbe baciato il mondo intero, persino la faccia annoiata della segretaria, mentre le tendeva il suo documento.

«Non posso, May. Il mio turno finisce alle cinque.»

«Vai a casa!» Stavolta era un ordine.

«D'accordo. Parlo un momento con Rita, poi vado» promise. Si allontanò, emozionata.

Ancora pochi minuti, poi andrò via. A dare la notizia a James.

Ogni mercoledì un nuovo capitolo!
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