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Matrimonio in mare

di CHRISTINE RIMMER

Rafe McMillian è innamorato di sua moglie e del suo lavoro, ma ha ricevuto un messaggio molto chiaro: se non la porterà in crociera ai Caraibi la loro relazione non potrà durare!
Dopo otto anni di matrimonio, una carriera impegnativa e due figli, Gwen sente che la sua relazione con Rafe sta andando alla deriva. Tutto ciò che desidera è poter passare un po' di tempo con suo marito, possibilmente lontani dal mondo, per riaccendere la passione.
Con l'aiuto – non richiesto- di una tempesta in mare, sta per realizzare il suo desiderio in un modo che non avrebbe mai immaginato...

8

Ora lo vedeva. Un aeroplano, piccolo, ancora lontano sull'acqua, ma che veniva dalla loro parte. Il ronzio del motore era debole, ma diventava sempre più forte.

Il più delicatamente possibile Gwen posò la testa di Rafe sul giubbetto di salvataggio. Poi scattò in piedi e corse verso l'accampamento.

C'erano diversi rami secchi nel punto in cui li avevano raggruppati, pronti per essere accesi e portati al fuoco di segnalazione. Gwen ne prese diversi, li infilò tra i carboni ardenti, mentre la sua mente ripeteva all'infinito la stessa cantilena: Stai calma, procedi con cautela, fallo bene, non sbagliare...

I rami presero fuoco. Nel cielo l'aereo sembrava diventare sempre più grande, il rumore del motore sempre più forte...

Gwen si costrinse a tenere i bastoni nel fuoco per qualche altro prezioso secondo, per essere certa che non si spegnessero portandoli alla pira. Alla fine, pregando che rimanessero accesi, li tirò fuori e cominciò ad allontanarsi.

Sopra di lei il rumore dell'aereo si faceva sempre più forte. Gwen corse lungo la spiaggia portando i bastoni accesi, una mano di fronte come scudo non troppo efficace contro il vento. Le fiamme non durarono... ma le estremità erano ancora incandescenti.

Gwen raggiunse la pira e infilò i bastoni alla base. L'aereo in quel momento era direttamente sopra la sua testa. Di certo il pilota riusciva a vederla, riusciva a vedere la pila di legna e foglie, riusciva a vedere il segnale di SOS scritto con le pietre sulla sabbia. Gwen sapeva che probabilmente era inutile gridare e saltellare in giro, ma non riuscì ad impedirselo.

Gridò, agitò le braccia, urlò. "Quaggiù! Aiuto! Quaggiù!"

Si mise persino il fischietto in bocca e soffiò con tutto il fiato che aveva.

L'aereo sembrò abbassarsi in picchiata su di lei. E poi tornò ad alzarsi... e volò sulle cime delle palme, scomparendo alla vista.

"No!" gridò Gwen. "No, torna indietro!

Torna subito indietro!"

All'improvviso i tizzoni all'estremità dei bastoni fecero il loro dovere. Con un forte crepitio la pira si accese di bruciante vita. Gwen rimase dove si trovava e la guardò, guardò le fiamme prendere vita e alzarsi, guardò il fumo salire verso il cielo azzurro, tese l'orecchio per sentire il rumore dell'aereo che tornava indietro.

Ma aspettò invano. Il suono del motore era svanito.

Aveva fallito, non era stata abbastanza veloce, non era stata abbastanza pronta. Gettò uno sguardo a Rafe, che ora era completamente immobile sulla sabbia, e desiderò esserci lei là distesa, malata e impotente, e che lui fosse lì in piedi vicino al fuoco di segnalazione che avevano creato insieme.

La sensazione di impotenza crebbe dentro di lei fino a farle male. Gli occhi le si riempirono di lacrime. E poi una voce nella sua testa, una voce molto simile a quella di suo marito, le disse con forza: "No!".

Non poteva permetterselo. Basta con queste debolezze. Era lei quella lì in piedi, era lei quella al comando ora. E non si sarebbe mai, in nessuna circostanza, arresa alla disperazione.

Il fuoco stava bruciando, il fumo stava salendo, denso e scuro. Il pilota  l'avrebbe di certo visto. Sarebbe di certo tornato indietro.

E proprio in quel momento, mentre stava dicendo a se stessa quello che stava per accadere... accadde.

Gwen sentì nuovamente il ronzio del motore, lo sentì crescere... lo sentì avvicinarsi. Stava tornando!

E poi, là sul mare infinito, la vide: una barca, una barca di salvataggio. Stava correndo dritta verso di loro, lasciando una scia bianca dietro di sé.

Sulla sua testa l'aereo scese in picchiata, si rialzò, girò in cerchio e tornò indietro. La barca si dirigeva verso la spiaggia.

Il miracolo era avvenuto. Qualcuno era venuto a salvarli.

Gwen corse da suo marito e lo trovò privo di sensi. Gli prese la testa e se la posò in grembo, sussurrando: "Oh, Rafe. Andrà tutto bene. Te lo prometto. Starai bene. Sono venuti ad aiutarci..."

Ogni mercoledì un nuovo capitolo!
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