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Viaggio di un guerriero irlandese

di MICHELLE WILLINGHAM

Da tre anni Quin MacEgan è il più caro amico e protettore di Brenna Ó Neill. Quin è tutto per Brenda, ma lei prova emozioni e desideri che la spaventano.
La paura di diventare la donna che non è - una donna come sua madre - la porta a rifiutare Quin e a unirsi in matrimonio con un altro uomo.
Ma quando il fidanzato di Brenna non sopravvive a uno sfortunato viaggio di lavoro, Quin è ancora più determinato ad averla. Anche se questo significa mettere da parte la sua passione e accettare di non toccarla mai...

11

«Non siete vostra madre, Brenna» le rammentò. «Le sue scelte di vita non vi riguardano.»

Lei ritrasse la mano, come colpita da uno schiaffo. «Lo so. Tuttavia non sarò mai nemmeno il tipo di donna che voi desiderate.»

Non avrebbe potuto sbagliarsi di più.

Dietro lo scudo della paura, infatti, Brenna era compassionevole, generosa, capace di comprenderlo come nessun'altra al mondo. «Vi desidero da tre anni, Brenna.» Con delicatezza, le sospinse il dorso contro la pietra e appoggiò le mani ai lati delle sue spalle. «Non è cambiato niente.»

Pur avendo tutte le possibilità di sfuggire all'abbraccio, Brenna lo sorprese posandogli la guancia al petto. «Non so più se sia vero.»

Quin la trasse a sé, animato da un barlume di speranza. Era la prima volta che Brenna lo toccava di sua spontanea volontà.

«Avevate ragione: la scelta di Aimon era determinata dalla paura di unirmi a voi.» Gli sfiorò il viso con espressione tesa. «Meritate una sposa migliore di me.»

«Siete voi che voglio, Brenna.»

A quel punto lei si allontanò e si diresse verso un'altra pietra. Rimase voltata per qualche minuto. «Eppure non mi potete comprendere. Non vi ho mai spiegato cosa provo davvero.»

«Ditemi, dunque.»

Brenna abbassò le spalle, sopraffatta dalla vergogna.

«Ignoro chi sia mio padre. Anche durante la mia infanzia, mia madre partiva spesso per seguire i soldati normanni. Una volta mi portò persino all'accampamento.»

Il petto di Quin si contrasse al pensiero di una fanciulla esposta a un ambiente tanto rude. «Qualcuno vi fece del male?»

Brenna scosse la testa in segno negativo. «No, però vidi mia madre insieme a loro. E per questo scappai.» Quando si girò a guardarlo, aveva il volto bagnato di lacrime. «Se non fosse stato per il periodo di affido, non avrei mai conosciuto una vera famiglia.»

«Ma così è stato.» Si portò dietro di lei e le posò le mani sulle spalle. «E siete rimasta lontana per anni da vostra madre.»

«Avrei voluto rimanere con i genitori adottivi.» Si asciugò in fretta le guance. «Mi sentivo al sicuro insieme a loro.»

«Lo siete con me» le garantì. «E un giorno creerete una famiglia vostra. Avrete bambini, se mi consentirete di donarveli.»

Brenna si girò e lo fissò negli occhi, affranta. «Non so se riuscirò mai a permettere a un uomo di toccarmi. Non in quel modo.»

Lui le prese le mani e se le portò al cuore. Lei tremò, ma non si oppose. «Vi intimorisco?»

«A spaventarmi è ciò che provo per voi.»

Quelle parole dissolsero le buone intenzioni di Quin. Desiderava tanto comunicarle conforto, dimostrarle che non le avrebbe mai chiesto più di quanto non fosse in grado di offrirgli.

Le afferrò le mani e se le posò sulla vita. «Non dovete mai avere paura di me.» Accarezzandole il volto, dichiarò: «Siete mia, Brenna, così come io sono vostro. Sin dal giorno in cui tesseste quella vela per me. Sin dal nostro primo bacio».

Lei lo fissò con occhi colmi di pena. «Non voglio più vivere in questo modo. Aiutatemi a sconfiggere le angosce.»

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