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La Regina del deserto

di MAISEY YATES

Da cameriera... a Regina! Determinata a non sentire mai più l’umiliazione del rifiuto inflitta dal suo ricco padre, la bella cameriera Elyse ha giurato di proteggersi dal dolore. Tuttavia la sua decisione va in frantumi quando il tocco del seducente e peccaminoso Sceicco Khaled accende una passione che Elyse non ha mai provato prima...

Per anni, lo Sceicco Khaled si è trincerato dietro al senso di colpa dovuto alla morte di sua moglie. Una notte, però, Elyse aprirà un varco nella sua armatura, minacciando di lasciare scoperte le cicatrici del suo passato. Khaled abbasserà la guardia per dare a Elyse il finale da fiaba che ha sempre sognato... facendola diventare la sua regina?

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Lo guardai: in quel momento i suoi lineamenti, così duri e perfetti, si potevano scolpire nel granito.

"Ne dubito. Sembrate l’uomo giusto per me."

"Questo è ciò che mi rende un mostro terrificante” insistette Khaled. "Quando sembra che io non sia pericoloso, si è tentati di avvicinarmi."

Era vero. Io ero tentata. Più che tentata. Volevo cancellare la distanza tra noi. I nostri vestiti. Le mie inibizioni.

Invece rimasi esattamente dov’ero.

"Ditemi di più di voi” insistetti facendo eco alle sue precedenti richieste.

"Ho una sorella, ti ho mai parlato di lei?"

Il brusco cambiamento di argomento mi provocò quasi le vertigini. "No” ammisi sincera.

"È più giovane di me, penso che sia anche più giovane di te. È bella e viziata, è contenta di passare le sue giornate a letto in pigiama a mangiare caramelle e di fare shopping per ore in lussuosi grandi magazzini. E io glielo permetto. Sai perché? Perché so che aspetto ha la sofferenza, per questo ora sono grato al destino di quanto posseggo. Quando ero giovane, ho combattuto una guerra per il mio Paese e ho visto molte atrocità. Sono diventato parte di loro. In quei momenti devi decidere fino a che punto sei disposto ad andare avanti per preservare il tuo stile di vita. Per questo ora sono indulgente con mia sorella…"

"Quanti anni avevate?"

"Diciotto anni quando iniziò la guerra, venti quando finì."

"E… pensate che questo vi renda un mostro?"

"No, ma ne sono uscito un uomo diverso. Questo è sicuro.”

Adesso sembrava... sembrava triste. Come se avesse bisogno di rassicurazioni. Tuttavia non capivo come uno Sceicco potesse aver bisogno di essere consolato da me. Non capivo che cosa avrei potuto mai dargli.

Volevo toccarlo, come lui mi aveva toccato prima. Volevo posare la mia mano sul suo viso. Volevo disegnare i contorni dei suoi occhi, della sua bocca. Tracce solcate dalla preoccupazione e dal dolore. Anche dalla guerra, forse.

Volevo saperne di più. Nello stesso tempo, però, avevo paura di saperne di più.

Ho sempre avuto paura di conoscere che cosa ci fosse nel profondo del suo animo. Dentro l’animo di qualsiasi uomo, in realtà. Era il motivo per cui, a venticinque anni, ero rimasta in questo palazzo a fare la cameriera. Era il motivo per cui non avevo mai avuto un amore. Perché non avevo mai cercato nulla al di fuori della mia zona franca.

La paura mi dominava da sempre, maledizione!

Anche adesso che ero lì, con il cuore che mi batteva e le dita che mi tremavano. Morivo dal desiderio di lui. Non potevo fare un passo avanti perché la foschia nebbiosa chiamata futuro mi impediva di avanzare. La percepivo assolutamente impenetrabile.

Tuttavia sapevo una sola cosa: se non l'avessi toccato, le cose non sarebbero mai cambiate. Ero certa che, oltre quella nebbia, c’era Khaled.

Mi chiesi quale fosse il punto di non ritorno, oltre il quale avrei vagato nell'ignoto.

Se fossi rimasta dov'ero, non avrei mai cambiato la mia vita. Né l’avrei mai saputo.

"Mostratemi la via” lo sollecitai d’istinto. Le parole mi erano uscite di getto. "Fatemi vedere che mostro siete. Qui, adesso."

Ogni mercoledì un nuovo capitolo!
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