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Viaggio di un guerriero irlandese

di MICHELLE WILLINGHAM

Da tre anni Quin MacEgan è il più caro amico e protettore di Brenna Ó Neill. Quin è tutto per Brenda, ma lei prova emozioni e desideri che la spaventano.
La paura di diventare la donna che non è - una donna come sua madre - la porta a rifiutare Quin e a unirsi in matrimonio con un altro uomo.
Ma quando il fidanzato di Brenna non sopravvive a uno sfortunato viaggio di lavoro, Quin è ancora più determinato ad averla. Anche se questo significa mettere da parte la sua passione e accettare di non toccarla mai...

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lettura da 3 minuti

«Pur di condividere la vita con voi, sarei disposto ad astenermene.»

«Non vi credo.»

«Volete che ve lo dimostri?» Le andò di fronte e unì le mani dietro la schiena. «Fate quello che desiderate: non mi muoverò.»

Lei serrò le labbra, dubbiosa. Tuttavia smise di tessere e si avvicinò, fino a portarsi alla distanza di un palmo. Quin percepì il lieve profumo di sapone dei suoi capelli e colse l'espressione guardinga degli occhi grigi.

Era un autentico tormento. Quando Brenna avanzò al punto di sfiorargli il petto, gli comunicò il dolce tepore del suo corpo. Eccitato dal contatto con il morbido seno, lui non poté frenare la reazione fisica.

Appena se ne accorse, lei si raggelò.

«Non è colpa mia» si giustificò Quin con un sorrisino sghembo. «Non posso controllare gli istinti.» Con sua sorpresa, lei non si scostò.

«Non vi accuso per questo. Tuttavia voglio capire se sarete capace di rispettare la parola data.» Gli accarezzò i capelli, soffermando il palmo sulla guancia.

«Non credo sia possibile.»

Lui chiuse gli occhi e strinse i pugni, mentre Brenna percorreva con un polpastrello i contorni del mento e poi seguiva la linea delle labbra. Restare immobile, lasciandosi tentare, era eccitante da impazzire. Un brivido lo percorse quando lei gli toccò con il pollice gli angoli della bocca e avvicinò il viso al suo, fino a sfiorargli la punta del naso.

Se avesse osato reagire, Quin l'avrebbe perduta per sempre. Soltanto per questo motivo riuscì a trattenersi, senza muovere nemmeno un muscolo.

«Apprezzo la vostra resistenza» notò infine lei, arretrando di un passo. «Non me l'aspettavo.»

«Io mantengo sempre le promesse, Brenna.» Tornò alla porta. «Partirò domattina all’alba per Laochre, dove mi consulterò con il re. Se decidete di venire...»

«Non vi posso ancora rispondere. Sono accadute troppe cose. La notizia della scomparsa di Aimon mi impedisce di pensare con chiarezza.» Gli voltò la schiena, a testa bassa.

«Per quale motivo avete scelto lui?» le domandò con calma Quin. Brenna non glielo aveva mai spiegato. Che sentimenti provava per Aimon?

Lei si voltò a guardarlo. «Perché con lui mi sarei sentita al sicuro. Saremmo stati tranquilli insieme.»

«Anch’io vi avrei protetta.»

«Non capite.» Brenna si posò una mano sul cuore.

«Quando sono insieme a voi, mi smarrisco.»

Arrossì di vergogna e con questo chiarì le sue paure. Non voleva avere nulla in comune con la madre, niente che la ponesse nella medesima luce. Nessuna pulsione fisica, nessun piacere dei sensi. Desiderava soltanto compagnia; un matrimonio basato sull’amicizia, non sull’amore.

«Se ci sposassimo, non farebbe alcuna differenza per voi?»

Lei scosse il capo. «Ogni volta che vi tocco o vi bacio, mi ricordo della vita dissoluta di mia madre. Non posso rischiare di seguire il suo esempio.»

Quin non seppe cosa rispondere. Non riusciva a comprendere perché una giovane bella e sensibile come lei dovesse addossarsi colpe non sue.

«Non è necessario che accada» mormorò. «Vi desidero più di qualunque altra donna al mondo. Per me esistete soltanto voi. E non c'è alcun peccato in questo.»

«Ho paura» ammise Brenna in un sussurro.

«Celebriamo le nozze provvisorie. Resteremo insieme per un anno e un giorno. Se sarete infelice, mi potrete lasciare in qualunque momento.»

Lei incrociò le braccia al petto, colta da profonda indecisione. «Non lo so»

Quin puntò una mano contro il muro. «Vi potete liberare del passato, Brenna. Provateci.»

Ogni mercoledì un nuovo capitolo!
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