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Viaggio di un guerriero irlandese

di MICHELLE WILLINGHAM

Da tre anni Quin MacEgan è il più caro amico e protettore di Brenna Ó Neill. Quin è tutto per Brenda, ma lei prova emozioni e desideri che la spaventano.
La paura di diventare la donna che non è - una donna come sua madre - la porta a rifiutare Quin e a unirsi in matrimonio con un altro uomo.
Ma quando il fidanzato di Brenna non sopravvive a uno sfortunato viaggio di lavoro, Quin è ancora più determinato ad averla. Anche se questo significa mettere da parte la sua passione e accettare di non toccarla mai...

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«Mi sento responsabile per questa cicatrice» le dichiarò, sfiorandone i margini con i polpastrelli. «Vi hanno fatto molto male.»

Le parlava tanto vicino all’orecchio da generare un brivido. Brenna sentiva il tepore del fiato sulla pelle. Se avesse girato di poco la testa, avrebbe posato le labbra sulle sue.

Combattuta tra la tentazione di arrendersi e la volontà di sottrarsi, aprì gli occhi e si levò in piedi. «A volte i ragazzi commettono sciocchezze.»

«Anche gli adulti.» Quin le andò di fronte e le portò delicatamente un ciuffo di capelli dietro l'orecchio. Con un sorriso irresistibile, azzardò: «Se preferite, io torno fuori a dormire».

Brenna scosse la testa.

«Ormai si sono accorti che siete qui. Immagino che i pettegolezzi si siano già diffusi.»

Lui tornò davanti al fuoco e si soffermò a studiare le fiamme. «Non sono certo venuto per indurre gli altri a pensare male di voi.»

«Non potrebbero avere un'opinione peggiore. Sono convinti che diventerò come mia madre, disposta ad accogliere tra le braccia qualunque uomo.» Quando era tornata al forte dopo il periodo di affido, aveva trascorso innumerevoli notti da sola nella foresta, mentre la madre riceveva amanti. Nelle rare occasioni in cui era rientrata troppo presto, aveva colto le loro occhiate libidinose; rivolte a lei.

Incrociò le braccia al petto, tremando al ricordo. Grazie al cielo, l'avevano lasciata in pace dopo la morte della madre, forse grazie a Quin oppure al capoclan. Brenna, comunque, aveva cercato di mantenersi il più in disparte possibile.

«Avete scelto voi di isolarvi dal resto del clan» proseguì Quin. «Nessuno vi critica.»

Lei si avvicinò al telaio e sistemò i fili di lana.

«Mi scherniscono sin dall’infanzia. Non ho bisogno degli altri.»

«A loro, invece, servono le vostre capacità.» Indicò la tela variopinta che stava tessendo. Non l'aveva iniziata col proposito di creare un motivo decorativo, poi, però, non aveva saputo resistere alle tinte vivaci.

Brenna cominciò a tessere, cercando un pretesto per non parlare. Quin la osservò per qualche minuto.

«Per che ragione, Brenna?» le chiese infine. «Come mai vi siete promessa a lui e non a me?»

Perché Aimon non poneva problemi: non avrebbe mai risvegliato alcuna attrazione fisica.

Il silenzio prolungato indusse Quin ad abbassarsi su un ginocchio, accanto a lei. «Vi avrei dato tutto quello che desiderate.»

«Non tutto.» Lei passò nel telaio un filo di lana azzurra, mantenendo la trama compatta e uniforme.

Con la coda dell’occhio, vide l'espressione di Quin farsi tesa. Temeva che si adirasse, non potendo comprendere la paura che la tormentava. Se Brenna avesse abbandonato il rigido controllo sul proprio corpo, sarebbe forse diventata come la madre, alla continua ricerca del piacere fisico.

«Domani andrò dal re» annunciò Quin, alzandosi in piedi e allontanandosi di qualche passo. «Voglio che veniate con me.»

Lei stava per rifiutare, ma fu sopraffatta dalla curiosità. «Per quale motivo?»

«Dalla nave sono stati presi alcuni prigionieri. Intendo richiedere aiuto per liberarli.»

Prigionieri? Brenna fu tentata di domandare se Aimon fosse tra loro, però si trattenne, dissuasa dallo sguardo cupo di Quin. Del resto, sapeva che non mentiva mai.

«Dove sono stati portati? E da chi?»

«Lo ignoro. Spesso i Mori vendono schiavi in Al- Andalus. Se esiste qualche speranza di rintracciarli, ci occorre un nuovo vascello.» Scosse la testa, dispiaciuto. «Il mio non sarebbe in grado di compiere la traversata senza affondare.»

Lei ripose la spoletta, col cuore che batteva forte.

«Perché desiderate che vi accompagni?»

«Qui non siete a casa vostra. Intendo condurvi alla fortezza di mio cugino, dove starete al sicuro durante la mia assenza.»

Appoggiò una mano allo stipite della porta.

«Vi chiedo di sposarmi. Mi impegno ad accordarvi tutto quello che vi aveva promesso Aimon. Anche se dovesse significare non toccarvi mai.»

Sorpresa e incerta, lei fissò i suoi intensi occhi verdi. Pur essendo stato respinto una volta in passato, Quin era pronto a offrirle un tetto, insieme alla garanzia di protezione.

«Che cosa mi rispondete, Brenna?»

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