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Viaggio di un guerriero irlandese

di MICHELLE WILLINGHAM

Da tre anni Quin MacEgan è il più caro amico e protettore di Brenna Ó Neill. Quin è tutto per Brenda, ma lei prova emozioni e desideri che la spaventano.
La paura di diventare la donna che non è - una donna come sua madre - la porta a rifiutare Quin e a unirsi in matrimonio con un altro uomo.
Ma quando il fidanzato di Brenna non sopravvive a uno sfortunato viaggio di lavoro, Quin è ancora più determinato ad averla. Anche se questo significa mettere da parte la sua passione e accettare di non toccarla mai...

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Críost. era esausto. Quin non dormiva da giorni, impegnato a lottare per mantenere a galla il misero relitto. Era un autentico miracolo se erano riusciti a tornare sani e salvi, dopo che i predoni stranieri avevano rubato la lana e l'argento, massacrando tanti uomini a bordo.

Era felice di vedere Brenna, anche se lei era pronta a sbatterlo fuori casa. I capelli castani, raccolti in trecce, erano rischiarati da riflessi rossi alla viva luce del fuoco. Furibondi occhi grigi lo squadravano con ostilità.

«Questa è la dimora di Aimon e non intendo disonorare la sua memoria lasciandovi restare qui. Lui non lo avrebbe voluto.»

Brenna stava santificando la figura di Aimon, il che era piuttosto irritante. «Non eravate molto in confidenza, vero? E avete acconsentito a sposarlo due settimane dopo avermi dato una risposta negativa.»

«Lo conoscevo abbastanza» mormorò lei, poi s'indurì in volto. «Speravate che morisse?»

«Ho cercato di salvarlo.» Evitò di rivelargliene il motivo principale, poiché non lo avrebbe compreso. Quin, infatti, aveva tentato di soccorrere Aimon proprio per lei. E il pensiero di non esserci riuscito lo tormentava.

«Non ci credo» sussurrò Brenna, accasciandosi su uno sgabello. Appoggiò i gomiti alle ginocchia e chinò il capo.

Quin rimase in silenzio, temendo di dire qualcosa di sbagliato. Sarebbe stato disposto a camminare su cocci di vetro, purché Brenna versasse almeno una lacrima per lui. Il bisogno di toccarla, di alleviare l'intima sofferenza, poneva in secondo piano la stanchezza. Più che di cibo e di acqua, aveva fame di lei.

Avanzò di un passo, poi di un altro, e infine s'inginocchiò sul freddo pavimento di terra battuta. Sebbene desiderasse scostarle dal viso una lunga ciocca castana e scoprire la guancia, umida di pianto, trattenne le mani vicino ai fianchi. «Questa volta non vi abbandonerò, Brenna.»

«Non ho intenzione di sposarvi.» Brenna voltò verso di lui il viso pallido. «Le mie motivazioni non sono cambiate.»

«Avevate paura di quello che esisteva tra noi.»

«No.» Abbassò di nuovo gli occhi sulle mani, incapace di sostenere il suo sguardo. Intanto, però, arrossì d'imbarazzo.

Quin sfiorò con le nocche delle dita la gota liscia e avvicinò il volto al suo, fino a sfiorarle la punta del naso. Aspirò il delicato profumo di primavera dei suoi capelli e chiuse gli occhi per meglio assaporare la dolce vicinanza. Era vivo, e insieme a lei. Le posò il palmo su un lato del viso, quasi sicuro che si sarebbe sottratta al contatto.

Brenna, invece, gli coprì la mano con la sua. «Quin, cercate da me qualcosa che non vi posso offrire.».

«Al momento, desidero soltanto questo.» Protendendosi in avanti, s'impadronì delle sue labbra in un bacio ardente.

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