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Viaggio di un guerriero irlandese

di MICHELLE WILLINGHAM

Da tre anni Quin MacEgan è il più caro amico e protettore di Brenna Ó Neill. Quin è tutto per Brenda, ma lei prova emozioni e desideri che la spaventano.
La paura di diventare la donna che non è - una donna come sua madre - la porta a rifiutare Quin e a unirsi in matrimonio con un altro uomo.
Ma quando il fidanzato di Brenna non sopravvive a uno sfortunato viaggio di lavoro, Quin è ancora più determinato ad averla. Anche se questo significa mettere da parte la sua passione e accettare di non toccarla mai...

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lettura da 4 minuti

Quin ritirò all'istante la mano. Respirando a fatica, Brenna sentì gli occhi colmarsi di lacrime. Si vergognava da morire. Era un'incapace, una fallita. Non era in grado di donargli quello che cercava da lei.

Voleva piangere, poiché lo aveva di nuovo deluso. Quin la scrutava con espressione illeggibile. Brenna si aspettava che se ne andasse, disgustato. Era affranta, disperata, adirata con se stessa. Non sarebbe mai diventata la moglie che lui meritava.

Dopo tanti anni, non aveva ancora imparato a seppellire il passato. Eppure sul volto di Quin non scorgeva collera, ma tensione e pazienza. Poi un sorrisino gli incurvò le labbra. «Non avrei dovuto affrettarmi così» si scusò. «Non eravate pronta.»

Si allungò al suo fianco. Il membro virile, ancora eretto, si puntò contro il suo addome.

«Mi dispiace, Quin. Credevo...»

«È tutto a posto» la rassicurò. «Avremo tempo.» Non era vero: Quin sarebbe partito con i suoi uomini poche ore dopo. Lei lo abbracciò, posandogli una guancia sul petto. Da principio era imbarazzata dalla nudità, ma ormai iniziava ad abituarsi alla situazione intima. Con dolcezza, gli accarezzò il busto. Notò che lui aveva gli occhi chiusi, ma non pensò che stesse dormendo.

Abbassò lo sguardo sul pene e si domandò come fosse al tatto. Duro e ruvido? Lo sfiorò con un dito. Subito sentì Quin sussultare.

«Scusate.»

Spostò subito la mano, ma lui scosse la testa. «Mi potete toccare quanto volete, a stór. Ora il mio corpo vi appartiene.»

L'idea l'affascinò. Magari era incapace di fare l'amore, tuttavia sapeva che esistevano sistemi per donare piacere un uomo. Posò una mano a coppa sotto il sesso e, con l'altra, l'accarezzò lentamente. Lui emise in fretta il fiato, inducendola a ritrarsi ancora.

«No, Brenna, non vi fermate. È bello.» Aprì gli occhi, rivelandole l'intensità del bisogno. «Mettetevi a cavalcioni su di me, mentre mi toccate.»

Pur sentendosi a disagio, lei si pose sopra i suoi fianchi e continuò la sensuale esplorazione Quin muoveva il bacino a ritmo con le carezze. Quando strinse il membro, Brenna sentì riversarsi sulle dita una calda umidità. Con sorpresa, si accorse di avere la medesima reazione.

D'improvviso, moriva dalla voglia di colmare un vuoto, di sentire Quin dentro di sé e saziare una fame mai provata prima di allora. Con lentezza, spostò il bacino e, fissandolo negli occhi, si posizionò sopra di lui.

«Brenna» mormorò Quin con un filo di voce. Brenna si abbassò sul membro eretto, sostituendo la mano con il proprio corpo. Nonostante la tensione, il contatto non si rivelò doloroso come aveva temuto. Lui mosse piano il bacino, sollevandola un poco. E quando la penetrò di nuovo, accese nel suo ventre una vampata di calore.

Come prima, l'eccitazione crebbe a dismisura. Questa volta, però, lei riuscì a dominare le sensazioni.

Provò ad alzarsi fino a tenere dentro di sé soltanto l'estremità del pene. E quando si riabbassò, avvertì un fremito violento nelle profondità del grembo.

Era... magnifico unirsi a lui. Quando Brenna iniziò a muoversi su e giù, si accorse che Quin provava sensazioni simili alle sue. Capiva di offrirgli lo stesso piacere travolgente che aveva tentato di regalarle, e questa consapevolezza esilarante la incoraggiava ad accelerare i movimenti.

Rapita ed eccitata, aumentò il ritmo. Quin si alzò a sedere, portandosi le sue gambe attorno alla vita. Le posò la bocca sul seno e, come aveva fatto prima, le succhiò e le stuzzicò il capezzolo. Brenna fece per fermarsi, ma lui la incalzò a continuare, affondando sempre più nella sua intimità.

A poco a poco, sensazioni selvagge e incontrollabili s'impadronirono di lei. Afferrandogli la nuca, lo esortò a continuare, finché non lo vide contrarre i lineamenti e poi abbandonarsi all'estasi. A quel punto, Brenna rinunciò a ogni controllo e si arrese a un orgasmo travolgente, stretta dalle forti braccia di Quin.

Infine lui la distese con delicatezza sul giaciglio di pellicce, senza rompere l'unione dei corpi. Brenna continuò per qualche istante a fremere di piacere.

Infine riuscì ad aprire gli occhi e si accorse che Quin non sorrideva.

Ogni mercoledì un nuovo capitolo!
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