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Viaggio di un guerriero irlandese

di MICHELLE WILLINGHAM

Da tre anni Quin MacEgan è il più caro amico e protettore di Brenna Ó Neill. Quin è tutto per Brenda, ma lei prova emozioni e desideri che la spaventano.
La paura di diventare la donna che non è - una donna come sua madre - la porta a rifiutare Quin e a unirsi in matrimonio con un altro uomo.
Ma quando il fidanzato di Brenna non sopravvive a uno sfortunato viaggio di lavoro, Quin è ancora più determinato ad averla. Anche se questo significa mettere da parte la sua passione e accettare di non toccarla mai...

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lettura da 3 minuti

«Siete la donna più bella che abbia mai visto» mormorò Quin. Quelle parole dolci e sensuali erano simili a una carezza invisibile.

Brenna attese che fosse lui a toccarla. E quando sentì il suo caldo abbraccio, fremette di gioia. Le grandi mani virili le percorsero la schiena, esplorandone ogni parte. Infine Quin le posò i palmi a coppa sotto i glutei e, appena lei dischiuse le gambe, insinuò le dita tra le cosce.

Un brivido caldo la percorse al contatto dei polpastrelli con le umide pieghe. Allarmata dall'intensità della sensazione, Brenna arretrò di un passo. Quin non la trattenne.

«Stendetevi sul giaciglio» la esortò. Tremando, lei obbedì. Si sdraiò sulle morbide pellicce, che solleticavano la pelle nuda. Quin si avvicinò e si inginocchiò al suo fianco. Brenna serrò le dita, eccitata e timorosa allo stesso tempo.

«Non ancora, a stór» sussurrò lui. Le sparse sul petto la folta chioma castana e, con le morbide ciocche, le stuzzicò i capezzoli. Scoprì poi i seni turgidi, esponendoli all'aria fresca. Sopraffatta da una ventata di desiderio, lei tentò di abbassarlo sul proprio corpo.

Ma lui non l'assecondò. Le percorse, invece, il corpo con lo sguardo e le rivolse un lento sorriso.

«È la nostra prima volta, a stór» le rammentò. «Intendo farla durare per l'intera notte.»

Brenna annuì debolmente e lui si chinò a baciarle la bocca... la gola... il seno. Mentre assaggiava i capezzoli tumidi, le accarezzò il petto e il ventre, giù fino alle cosce. D'istinto, lei strinse le gambe, sebbene la mente le imponesse di rilassarsi.

Era Quin a toccarla. Le aveva promesso di prendersi cura di lei, di proteggerla a costo della vita. Non glielo aveva mai dichiarato, ma dimostrava in ogni modo di amarla.

Brenna sussultò quando le posò le mani dietro le ginocchia e si chinò sul suo pube. Poi Quin sollevò il capo e la guardò con occhi lustri di desiderio. «Avvisatemi se qualcosa vi infastidisce: mi fermerò.»

Non era una promessa a vuoto. Di sicuro, stava ripensando alla sera precedente, quando Brenna aveva perso il coraggio.

«Continuate» sussurrò lei. Gli prese la testa tra le mani e lo trasse a sé per baciarlo. Lui posò le labbra sulle sue con passione travolgente, come sul punto di smarrire il controllo. Le sollevò un ginocchio, se lo portò sopra un fianco e continuò a baciarla con ardore. Nel punto più intimo e segreto, lei sentì la sensuale carezza del pene eretto. Tremò, sopraffatta dall'eccitazione.

Tuttavia Quin non la penetrò. Al contrario, si ritrasse un poco, alzandole intanto l'altro ginocchio. Si spostò più in basso per stuzzicare con le labbra l'interno di una coscia, poi dell'altra. Lei tentò di chiudere le gambe, ma lui glielo impedì.

«Fidatevi di me, a stór. Vi voglio soltanto baciare.» Brenna prevedeva che si portasse di nuovo sopra di lei. Invece, Quin sfiorò con la punta della lingua le calde pieghe femminili, insistendo fino a incendiarle i sensi.

«Quin...» ansimò lei, incapace di opporsi all'ondata di sensazioni. Tentò di respingerlo, sperando di placare il fuoco che la consumava. Ma quando lui posò le labbra sulla piccola protuberanza turgida e succhiò con forza, lei fu percorsa da un tremito incontrollabile.

«Lo sentite?» le domandò in un sussurro, poi la stuzzicò ancora con la punta della lingua. «Non opponete resistenza, lasciate che accada. Abbandonatevi, Brenna.»

«Non posso» mormorò lei, mentre il piacere diveniva ancora più intenso. La tensione che la pervadeva era quasi dolorosa.

«Sì, invece.» Continuando a baciarla intimamente, la penetrò piano con il pollice. Lei era sul punto di singhiozzare, travolta dal godimento.

«No. Fermatevi, vi prego» riuscì a supplicarlo.

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