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Viaggio di un guerriero irlandese

di MICHELLE WILLINGHAM

Da tre anni Quin MacEgan è il più caro amico e protettore di Brenna Ó Neill. Quin è tutto per Brenda, ma lei prova emozioni e desideri che la spaventano.
La paura di diventare la donna che non è - una donna come sua madre - la porta a rifiutare Quin e a unirsi in matrimonio con un altro uomo.
Ma quando il fidanzato di Brenna non sopravvive a uno sfortunato viaggio di lavoro, Quin è ancora più determinato ad averla. Anche se questo significa mettere da parte la sua passione e accettare di non toccarla mai...

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lettura da 4 minuti

Per il resto del viaggio evitarono quasi di parlarsi. Quin l'aveva scortata all'accampamento senza discutere, ma Brenna sapeva di averlo offeso. Notava, infatti, la sua postura rigida, quasi oppressa dalla frustrazione.

Una profonda tristezza l'accompagnò per l'intero tragitto fino all'arrivo a Laochre, il giorno successivo. Forse avrebbe fatto meglio ad arrendersi alle carezze, ignorando il disagio. Tuttavia non trovava il coraggio di parlarne con lui.

Quando giunsero a destinazione, Brenna notò che il sovrano aveva reso la fortezza simile a un castello normanno, come quelli che aveva visto nella regione nordorientale, con imponenti torrioni quadrati e mura molto più alte di un uomo. Senza dubbio Re Patrick disponeva di mezzi e ricchezze sufficienti per riportare in patria i prigionieri dalla lontana Iberia.

Mentre varcavano le porte, lei alzò lo sguardo e scorse un monello che le sorrideva dalla caditoia. Nel cortile interno, un drappello di donne si allenava nel tiro con l'arco. Erano capitanate da una giovane dai capelli scuri, tagliati all'altezza delle spalle. Con grande sorpresa, Brenna notò che aveva una spada fissata alla cintura.

 

«È Honora MacEgan» le spiegò Quin, indicandola con un cenno del capo. Era la prima volta che le rivolgeva la parola da parecchie ore. «Ha sposato mio cugino Ewan l'estate scorsa.»

«Una donna guerriera?»

Lui alzò le spalle. «A Patrick sembra un buon sistema per potenziare le nostre difese. Soltanto le donne che scelgono di combattere si addestrano con Honora. Non è obbligatorio.»

Brenna le osservò con attenzione. Indossavano indumenti maschili riadattati, ma le lunghe trecce rendevano evidente il loro sesso. Snelle e robuste, parevano decise e sicure di sé. Parecchi uomini, impegnati a riparare un muro di pietra, le corteggiavano senza pudore.

Invece di mostrarsi in imbarazzo, le giovani sembravano contente delle attenzioni. Una sorrise divertita, prima di puntare l'arco. Reggeva l'arma con fermezza, dimostrando la notevole forza delle braccia; quando scoccò la freccia, colpì il bersaglio in pieno centro.

Una fitta d'invidia colse Brenna. Non le era mai capitato di sentirsi ammirata, anziché disprezzata. E quelle donne intrepide la rendevano ancor più consapevole delle sue insicurezze.

Pochi minuti dopo, Quin l'aiutò a scendere di sella e la presentò a Ewan MacEgan. Il giovane guerriero dai capelli biondo cenere la salutò con cordialità. Brenna notò gli occhi verdi, simili a quelli di Quin. Ewan era più muscoloso, mentre Quin era più slanciato, ma tutti e due parevano assai robusti.

«Ci è giunta notizia dei prigionieri» annunciò Ewan. «Stasera ci incontreremo con Re Patrick e discuteremo la strategia da adottare.»

«Volete qualche donna per combattere?» intervenne una voce femminile. Honora MacEgan raggiunse il marito, che la salutò con un bacio.

«A stór, c'è una sola donna che desidero. E non per battersi.» Ewan le rivolse un sorrisino seducente e lei rispose con un radioso sorriso.

Brenna provò un'immediata simpatia per la coppia, tanto affettuosa e amorevole. Scoccò un'occhiata a Quin, ma lo vide in tensione.

Sapeva che la colpa era sua, sebbene lui non l'avesse accusata di nulla. Si era lasciata di nuovo dominare dalla paura degli impulsi fisici. Ormai non sopportava più quell'ostacolo tra loro. Aveva già respinto Quin più di una volta, come se non si considerasse degna di essere felice.

Non siete vostra madre, le aveva rammentato Quin. In effetti non lo era, per nulla. E desiderava soltanto un uomo nella vita, colui che le era rimasto al fianco per tutti quegli anni.

«Vi troverò una sistemazione per la notte» stava dicendo Ewan, poi strizzò gli occhi, come tentando di stabilire se separarli o meno.

Brenna trasse un respiro profondo e si rivolse a Honora. «Vi posso chiedere aiuto?»

La moglie di Ewan la guardò incuriosita. «Certo.» Ignorando il battito frenetico del cuore, Brenna prese per mano Quin. Anche se la timidezza le rendeva difficile parlare, gli voleva comunicare la risposta.

Infine, facendosi forza, si costrinse a dichiarare: «Io e Quin siamo fidanzati. Mi piacerebbe sposarlo questa sera, prima che parta per il viaggio».

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