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Uno sceicco sotto l'albero

di ABBY GREEN

Ammaliata dal tocco dello sceicco!

Dopo sei mesi di passione, il desiderio reciproco tra Riad e Cassidy non accenna ad affievolirsi. Cassidy, però, ha bisogno di qualcosa di più: il loro rapporto è intenso, ma senza impegno, e Riad non intende offrirle nulla di più.

Cassidy decide che ne ha abbastanza: esce quindi dai confini del letto del miliardario per entrare in una dimensione della sua vita in cui nessuna donna era mai stata ammessa.

Riad potrà accettare che Cassidy sia l’unica donna a cui non può proprio rinunciare?

 

 

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lettura da 5 minuti

«Ne sei sicuro, Riad? Diventare Re di Tabat non è una proposta trascurabile…»

Riad Arnaud rispose in tono secco alla domanda del suo caro amico e lontano cugino. «Correggimi se sbaglio, ma avevo l’impressione che un regno si erediti tramite la dinastia della famiglia reale.»

Lo Sceicco Salim Ibn Hafiz Al-Noury grugnì all’altro capo del telefono. «Sei uno sceicco e hai ereditato le tue terre, che non sono di dimensioni irrilevanti, ai confini tra il Tabat e Jandor. Non siamo poi tanto lontani come parentela, cugino, anche se non usi il titolo ufficiale che ti è stato tramandato dal tuo prozio.»

Riad ripeté quello che aveva già detto a Salim. «Non utilizzo il titolo perché non ho fatto nulla per meritare l’appellativo di sceicco. Nel Nadar non vive nessuno, all’infuori degli operai immigrati che vanno e vengono per la manutenzione dei pozzi di petrolio. Forse se s’insediasse qualche comunità e venisse costruita una città, allora sarebbe il caso di chiamarmi sceicco. Però fino a quel momento gestisco un’attività, tutto qui. Non ho alcuna voglia di allargare i miei interessi in quella regione, e per diventare re ci vorrebbe molto di più. Sai perché non posso, Salim.»

Riad sentì il sospiro del cugino. Gli dispiaceva per lui, ma non era intenzionato a cedere. Non poteva. Sarebbe stato chiedere troppo.

Salim puntò subito il dito sul motivo per cui Riad si rifiutava di cambiare completamente vita. «Come sta Elise?» gli chiese.

Riad fece un sorriso indulgente mentre guardava lo stupendo panorama di Parigi dalla finestra dell’ufficio. «Sta benissimo. È l’amore della mia vita. Un giorno capirai che cosa significa essere tanto succube di una donna da non essere più il proprietario della tua vita.»

Salim fece una risata secca. «Credo che il fatto che sia tua figlia ti renda poco obiettivo. Però, a parte l’affetto che provi per lei, presumo che porterai una persona più adulta alla festa nel Tabat, questo fine settimana, no?»

«Sempre che io sia ancora invitato» disse Riad in tono leggero, mentre la sua mente veniva invasa istantaneamente dalle immagini della donna che aveva lasciato a letto solo qualche ora prima, per tornare a casa sua mentre l’alba rischiarava il cielo di Parigi, e poter essere lì quando la figlia di sette anni si fosse svegliata per andare a scuola.

Lunghi capelli rossi sparsi sul cuscino… un corpo sinuoso coperto dalla vita in giù dal lenzuolo. Dai seni svettanti e perfetti alla vita stretta, dai fianchi larghi alle gambe lunghe, era l’incarnazione ideale di una top model e dominava il mondo della moda da quasi dieci anni. Cassidy O’Connor.

Con irritante prevedibilità, il suo corpo reagì eccitandosi, e il sangue affluì in parti su cui aveva ben poco controllo da mesi. Sei mesi. Ma Riad preferiva non pensare all’importanza di quel particolare.

Aveva avuto delle amanti da quando sua moglie era morta, sei mesi addietro, ma nessuna era durata più di un paio di settimane. Fino a Cassidy.

«Ma certo che sei ancora invitato.» La voce di Salim lo fece riscuotere dalle sue fantasticherie, e Riad ne fu contento, perché non gli piaceva affatto la direzione presa dai suoi pensieri.

«Allora ci sarò. Non posso fare quello che mi chiedi, Salim. Non posso catapultare mia figlia in una vita piena di doveri che non ha mai chiesto. Però avrai il mio appoggio qualsiasi cosa farai, lo sai.»

«Grazie, lo apprezzo molto» disse suo cugino con voce un po’ burbera. «Allora, chi porterai con te?»

Riad avvertì un vago disagio nel rendersi conto dell’importanza che aveva assunto la sua amante nella sua vita, ma fu svelto a respingerlo e rispose: «Porterò Cassidy». Una vocina nella sua testa gli fece notare che non l’aveva ancora invitata, ma con l’arroganza che derivava dalla sua appartenenza a una delle più antiche e ricche famiglie di Francia, per non parlare della sua posizione come uno dei migliori partiti del mondo tra i vedovi, Riad sapeva già che avrebbe accettato.

Pochi gli dicevano di no in qualsiasi ambito della sua vita. Però Cassidy l’aveva respinto all’inizio, finché non l’aveva finalmente convinta ad andare a letto con lui. Riad respinse anche quel ricordo, perché non gli faceva piacere rammentare che Cassidy era l’unica donna imprevedibile con cui era stato.

C’era voluto tempo per conquistarla. Per il suo cinismo era stata una bella novità interessante, ma l’aveva attribuito solo al fatto che era semplicemente più abile nel gioco della seduzione delle altre amanti che aveva avuto. Però quell’affermazione ora gli sembrava inesatta. Dopo averla conosciuta meglio, aveva capito che Cassidy non faceva giochetti.

Suo cugino emise un fischio al telefono. «Ancora Cassidy? È durata più delle altre…»

Sentir dire ad alta voce quello che pensava non gli fece piacere. Riad chiuse la comunicazione con un secco: «Ci vediamo nel fine settimana, Salim».

Ancora irritato e permaloso, digitò un messaggio e lo inviò, poi buttò il cellulare sul tavolo.

Riad si diresse verso l’ampia finestra e si disse che l’unico motivo per cui Cassidy era ancora nella sua vita era perché tra loro c’era un’alchimia incredibile, ed erano esattamente sulla stessa lunghezza d’onda. Sapevano tutti e due che il loro rapporto non aveva un futuro.

Ogni mercoledì un nuovo capitolo!
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