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Tra vizi e virtù

di CHRISTINE MERRILL

Miss Paulette Montaigne è venuta dalla Francia per cantare nello scandaloso Vitium et Virtus, il circolo per gentiluomini più peccaminoso dell’alta società inglese. Però sa che la sua illibatezza la rende diversa… e come potrà fidarsi di quell'orso del suo protettore, Ben Snyder? 

I tempi del pugilato sono finiti per lui, e Ben ha imparato a usare più il cervello che i muscoli. Ma non per questo l’angelica Miss Montaigne è alla sua portata. Potrà proteggere Paulette e anche il proprio cuore?

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Paulette si ammirò allo specchio della modista di Bond Street prima di dare alla commessa la cuffietta da impacchettare. Non era sofisticata come alcuni cappellini visti a Parigi, ma lì era alla moda, e poteva comprarsela da sola. Dopo dieci anni in convento, ogni acquisto era un’emozione.

La commessa la trattò con deferenza, perché i soldi ottenevano sempre cortesia nei negozi. Però gli altri clienti a volte le rovinavano le sue uscite. Paulette si guardò di nuovo allo specchio, cercando di capire se avesse qualcosa di visibilmente diverso. Però faceva attenzione a essere sempre educata e a vestirsi sobriamente.

Nonostante ciò, bastò un’occhiata e le altre donne si misero a bisbigliare tra loro. Paulette avrebbe voluto credere che non parlassero di lei, ma le lanciarono un’altra occhiata poi le voltarono le spalle con ostentazione.

Paulette sentì la gola che si serrava di riflesso. Ora anche la commessa la guardava con aria strana, come se fosse tentata di rifiutarsi di servirla.

Ma, prima che potesse cambiare idea, Paulette mise dei soldi sul bancone, senza badare al valore delle banconote inglesi che non le erano familiari.

Dopo una breve esitazione, la ragazza li prese e Paulette le tolse di mano la cappelliera, disse in fretta: «Merci», e uscì senza aspettare il resto, per liberarsi dagli sguardi ostili delle donne che stavano decidendo se ignorarla o farle qualche battuta acida.

La situazione non era migliore in Francia. Le persone pensavano sempre il peggio degli artisti – per loro, gli uomini erano tutti ladri e le donne sgualdrine. Ma almeno in Francia era in patria. Lì era tutto strano e avrebbe dovuto ricominciare da capo per farsi accettare, imparare dove poteva e non poteva andare.

«Miss Montaigne?» la chiamò una voce maschile in strada. Dal tono, sembrava contento di vederla, e Paulette si girò sorridendo, tanto ansiosa di vedere un volto amico che non le importava chi fosse.

Era l’uomo che aveva visto a terra nel club la sera prima, lo stesso di cui parlavano le ragazze quando le aveva sorprese ad ammirare Snyder. Anche se Snyder aveva avuto dei pensieri impuri nei suoi confronti, gli doveva le sue scuse per avere giudicato male il modo in cui aveva trattato quell’uomo che, chiaramente, non era meglio di lui.

Il suo sorriso si raggelò. «Prego?» disse. Ormai era tardi per ignorarlo, ma anche in Inghilterra sicuramente era sconvenente parlare con un estraneo in strada.

Lui non badò al suo tono secco e le fece l’inchino e un sorriso smagliante. «Mr. Michael Danvers al vostro servizio, miss.»

«Bonjour, Mr. Danvers» rispose lei chinando il capo.

Fece per voltarsi, ma lui le sbarrò il passo. «Ieri sera vi ho vista esibirvi al Vitium et Virtus. La vostra voce è bella quasi quanto il vostro viso.»

Lei rispose con indifferenza, come a tutti i complimenti. «Spero di più, sir. La giovinezza passa, e non c’è motivo di essere vanitosi.»

«Non dite così, Miss Montaigne. Per chi guarda con gli occhi del cuore, la vostra bellezza non si offuscherà mai.»            

Tante svenevolezze avevano sempre lo stesso scopo. «Merci, Mr. Danvers» rispose Paulette. «Mi fa sempre piacere sapere che il mio pubblico mi apprezza.»

«Ma io vorrei offrirvi molto di più della mia ammirazione» insistette lui, noncurante del suo tentativo di mantenere le distanze.

«Mi bastano gli applausi» disse lei con fermezza, rammaricandosi di essere uscita senza farsi accompagnare da un’amica.

Si girò di nuovo ma lui la seguì. «Non preferireste essere applaudita con dei diamanti?» Stese la mano verso di lei, come per sfiorarle una guancia, ma Paulette indietreggiò per eludere il contatto.

«No, grazie. Non accetto doni dagli uomini.»

«Non dagli altri, forse, ma per me farete un’eccezione, spero.»

Ogni mercoledì un nuovo capitolo!
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