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Tra vizi e virtù

di CHRISTINE MERRILL

Miss Paulette Montaigne è venuta dalla Francia per cantare nello scandaloso Vitium et Virtus, il circolo per gentiluomini più peccaminoso dell’alta società inglese. Però sa che la sua illibatezza la rende diversa… e come potrà fidarsi di quell'orso del suo protettore, Ben Snyder? 

I tempi del pugilato sono finiti per lui, e Ben ha imparato a usare più il cervello che i muscoli. Ma non per questo l’angelica Miss Montaigne è alla sua portata. Potrà proteggere Paulette e anche il proprio cuore?

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Paulette non era molto esperta in fatto di baci. In verità, non sapeva nulla perché non l’aveva mai fatto. Però aprì la bocca come aveva visto fare alle altre ragazze con i loro amanti, per dimostrare a Mr. Snyder che non gli offriva solo un conforto amichevole, da sorella.

Lui resistette solo per un istante, poi la sollevò con facilità, come se cogliesse un fiore, le passò una mano dietro la nuca e la baciò con ardore come se fossero le sue labbra a dargli la vita. Malgrado il gelo della stanza, nel corpo di Paulette si diffuse un calore intenso che non aveva mai provato prima di allora.

Non era come il primo bacio che sognavano le fanciulle innocenti. Lui era sporco e con la barba lunga, e la cella in cui l’avevano chiuso odorava di muffa e di disperazione. Eppure, voleva rimanere lì con lui, ferma in quel momento per sempre. Lui le aveva infilato la lingua in bocca e la muoveva lentamente, come un’onda. Paulette aveva creduto che le sue mani sarebbero state brutali e impietose, e invece la teneva tanto delicatamente che le sembrava di galleggiare su una nuvola.

E poi lasciò la presa con la stessa delicatezza, e la fece scivolare lungo il suo corpo fino a farle toccare terra con i piedi. Era più tenero di quanto avesse immaginato, ma solido in certi punti del corpo che la fecero pensare ai quadri appesi al Vitium et Virtus e le infiammarono il sangue.

Si protese verso di lui per avere un altro bacio ma lui glielo rifiutò e le accarezzò le braccia pur tenendola a distanza di sicurezza. «Non oso baciarvi ancora finché non potrò offrirvi qualcosa di più di questo.» Si guardò intorno con disgusto, poi tornò a posare lo sguardo su di lei e la mestizia svanì dai suoi occhi. Le sorrise e aggiunse: «Ma custodirò per sempre nel cuore l’onore che mi avete fatto».

Lei gli sorrise raggiante. «Allora dovete promettermi di baciarmi ancora, quando vi libereranno.»

Il sorriso di Ben si spense. «Forse le leggi sono diverse nel vostro paese, ma il reato che ho commesso è gravissimo.»

Lei si accigliò. «Non avete commesso alcun crimine. Mi proteggevate, come avevate promesso.»

Lui scosse la testa. «Ma per proteggervi ho colpito il figlio di un nobile, un uomo importante. Non mi rilasceranno.»

«Li obbligherò.»

«Volete far scoppiare una rivoluzione?»

«Se necessario, sì.» Era sorpresa che lui potesse scherzare su un argomento tanto serio. «Ma non potete rimanere qui.»

«Va bene.» Ora Ben sorrideva di nuovo, ma la piega delle sue labbra le fece capire che era solo per accontentarla. «Non rimarrò qui, ma non dovreste trovarvi qui neanche voi. È un luogo malsano, e non dovete mettere in pericolo la vostra voce per colpa mia. Tornate al club e verrò da voi se verrò rilasciato.»

«Quando verrete rilasciato» insistette lei, stringendogli la mano. «Ve l’ho detto, non dovete perdere la speranza.»

«Lo farò solo per voi» Si portò la sua mano alle labbra e la baciò. «Addio, Miss Montaigne.»

«Au revoir» precisò lei con fermezza. «Au revoir, mon amour.»

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