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Tra vizi e virtù

di CHRISTINE MERRILL

Miss Paulette Montaigne è venuta dalla Francia per cantare nello scandaloso Vitium et Virtus, il circolo per gentiluomini più peccaminoso dell’alta società inglese. Però sa che la sua illibatezza la rende diversa… e come potrà fidarsi di quell'orso del suo protettore, Ben Snyder? 

I tempi del pugilato sono finiti per lui, e Ben ha imparato a usare più il cervello che i muscoli. Ma non per questo l’angelica Miss Montaigne è alla sua portata. Potrà proteggere Paulette e anche il proprio cuore?

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lettura da 3 minuti

Era una serata perfetta al Vitium et Virtus. I giocatori che persero a carte non diedero in escandescenze. Gli ospiti in maschera che affollavano la sala da ballo erano ebbri di vino e d’amore. Danzavano ondeggiando al ritmo della musica, avvinti in abbracci intimi che avrebbero scandalizzato le signore perbene che frequentavano Almack’s. A una a una le coppie si dileguavano di sopra per chiudersi in camera, con le donne che guidavano e seguivano in uguale misura.

E Ben Snyder era assurdamente contento. Aveva fatto ridere Paulette Montaigne. Le aveva rivelato i suoi pochi segreti, e lei li aveva accettati con un sorriso complice.

Era un progresso sbalorditivo rispetto alla settimana prima, quando le era bastato vederlo per svenire. Forse con un’altra settimana sarebbero diventati amici. E dopo un’altra settimana ancora?

Sorrise di nuovo: era veramente l’uomo più felice del club.

«Mr. Snyder! Venite subito! Mr. Danvers è andato nella camera di Paulette.» Era Maria, angosciata, che lo tirava per la manica per farsi seguire. È passato davanti alla mia porta poco fa, con la sua faccia tosta, ed è salito di sopra.»

Per un attimo Ben si raggelò. Avrebbe dovuto immaginare che la tranquillità della serata era dovuta all’assenza di quell’uomo. Ma, per quanto Danvers fosse uno che creava problemi, Ben non avrebbe mai pensato di cercarlo negli alloggi privati. Nessun ospite era mai stato tanto sfrontato da andare oltre i camerini. Ma non poteva non intervenire proprio ora, e proprio con lei…

Quel momento passò, e lui si precipitò verso il retro del palazzo. La camera di Paulette Montaigne era all'ultimo piano, in mansarda. Salì le tre rampe di scale come una furia. Sentì un grido e percorse gli ultimi gradini a passo svelto, diretto verso la porta chiusa sul pianerottolo. Non si curò di abbassare la maniglia; aprì con un calcio ed entrò.

Paulette era sul letto con le spalle al muro. Danvers incombeva su di lei e le aveva strappato la vestaglia di seta.

«No!»

Tutti i movimenti si bloccarono al suo grido. Paulette si voltò verso di lui con l’espressione disperata, ma lui non perse tempo a rassicurarla e agguantò Danvers per le spalle per staccarlo da lei, poi lo fece voltare e gli diede un pugno nello stomaco.

Danvers reagì con un’espirazione violenta e soffocata, senza fiato. Ma, prima che potesse riprendersi, Ben lo afferrò per la collottola e lo trascinò verso le scale. Prima di uscire, si voltò verso Paulette. «Vi ha fatto del male?»

Con gli occhi sgranati per la paura, lei scosse lentamente la testa.

Lui annuì e scese le scale trascinandosi dietro Danvers, senza badare a dove lo faceva sbattere mentre lo portava al pianterreno. «Siete stato fortunato che sia arrivato in tempo» gli disse scuotendolo con tanta forza da fargli urtare il muro. «Significa che potrete sopravvivere per commettere un’altra stupidaggine. Ma non qui.» Erano arrivati al corridoio del pianterreno e Danvers barcollava, cercando di rimettersi dritto. Ben si fermò giusto il tempo per dargli una speranza, poi gli strattonò con forza il collo della giacca, facendogli perdere l’equilibrio e tirandolo nel salone.

Danvers si era tolto la maschera prima di aggredire Paulette, perciò Ben rallentò, per dargli un altro motivo di pentirsi delle sue azioni sconsiderate. Ora veniva trascinato a volto scoperto verso la porta in mezzo alla folla irridente.

Arrivati all'ingresso, bastò un’occhiata truce da parte di Ben perché il lacchè aprisse la porta e si scostasse. Ben rimise dritto Danvers, poi lo afferrò per il bavero e gli disse, a un soffio dal suo viso rosso: «Vi ho lasciato in vita perché eravamo all'interno del Vitium et Virtus, solo per rispetto dei miei padroni, non per voi. Ma se vi rivedrò altrove o vicino a Miss Montaigne, non sarete più tanto fortunato. Capito?».

Attese finché l’altro non fece un tremulo cenno d’assenso.

Poi gli diede una spinta violenta facendolo finire in strada.

Ogni mercoledì un nuovo capitolo!
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