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The Joint

di SILVIA CARBONE E MICHELA MARRUCCI

Li avete conosciuti in The Pleasure, e ora Silvia Carbone e Michela Marrucci regalano a tutte le lettrici una lettura gratuita che racconta l’intensa e molto passionale storia d’amore tra Tom e Floyd. 

Buona lettura!

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lettura da 8 minuti

La camera che Tom aveva prenotato per la notte da passare con Drew, era in un albergo esclusivo di Miami. Quando erano arrivati, lui e Floyd, avevano aperto due birre e si erano seduti sul terrazzo da cui si godeva una vista mozzafiato sullo skyline della città. Il sole stava tramontando sull’oceano e il cielo aveva assunto una tonalità arancio con pennellate di rosa. Poco dopo era entrato Drew portando con sé tutto il suo portamento arrogante e il fascino del proibito. Era superbo e sfrontato. Era proprio quello che Floyd continuava a pensare di lui dal primo istante in cui lo aveva conosciuto, ma non doveva piacergli il carattere per scoparselo anzi, se fosse rimasto in silenzio per tutto il tempo sarebbe stato l’ideale.

«Vuoi qualcosa da bere?» la voce roca di Tom lo risvegliò da quei pensieri e rivolse la sua attenzione alla scena che si stava svolgendo nella suite. Tom indossava i jeans a vita bassa che gli fasciavano il culo sodo che tanto amava. Era a torso nudo e scalzo. Quell’immagine in contrapposizione con Drew vestito con il suo vestito classico dal taglio Armani aveva qualcosa di alquanto sensuale.

«No, andrei subito al dunque» rispose Drew slegando il nodo della cravatta e facendola scivolare dalla piega del colletto. Iniziò a slacciarsi la camicia e alzò lo sguardo verso Floyd che era rimasto appoggiato al muro contemplando la situazione, con un misto di curiosità ed eccitazione. «Tutto bene?» gli chiese senza mai togliere gli occhi dal suo volto.

Floyd annuì alzando la testa e poi si voltò nella direzione del suo uomo che lo stava osservando con le pupille dilatate e un’erezione che tirava il cavallo dei pantaloni. L’eccitazione aleggiava già nella stanza. Con una spinta al fianco si allontanò dal muro e raggiunse Tom. Si fermò solo quando i loro petti si sfiorarono e sul viso avvertì il respiro caldo del suo ragazzo. Ispirando il suo profumo, alzò il mento e gli leccò il collo mentre la mano scivolava all’interno dei suoi pantaloni per stringergli l’uccello già duro. Quando lo prese in mano, e il fiato di Tom si fece più pensante, si voltò di nuovo verso Drew.

«Continua a spogliarti» ordinò Floyd. Tenne gli occhi aperti e si voltò per catturare la bocca di Tom e baciarlo avidamente. Drew era affascinato dalla visione di quei due uomini bellissimi e amanti che si toccavano eccitati nell’osservarlo. Deglutì e in pochi istanti sitolseancheipantaloni, restando in boxer.

A quel punto Tom interruppe per primo il bacio con Floyd. «Piccolo, vai in camera e spogliati. Io e Drew ti raggiungiamo tra poco.»

«Okay, non metterci troppo» lo stuzzicò il ragazzo andando verso la stanza.

Tom lo seguì con lo sguardo e quando lo vide attraversare la porta si avvicinò squadrando e ammirando il corpo di Drew. «Ti ricordiilimiti?» domandò alla fine.

L’uomo fece un segno di assenso con la testa. «Sì, stai tranquillo.»

Tom fece un sorriso e indicò con la testa la stanza. «E allora andiamo a giocare.»

Gli uomini entrarono nella stanza e videro Floyd nudo, ai piedi del letto. Il suo membro si ergeva fino all’altezza dell’ombelico e si guardava allo specchio accarezzandosi. Tom si avvicinò al suo uomo e si mise dietro le sue spalle sovrastandolo in altezza catturando il suo sguardo nello specchio. Floyd spostò all’indietro le braccia e gli sganciò i bottoni dei jeans.

«Devo toglierli?» chiese Tom parlandogli sul collo mentre la lingua lambiva la sua pelle sensibile.

Floyd guardò Drew attraverso lo specchio. Era fermo, immobile, nudo e in attesa diistruzioni. «Voglio che te li tolga lui.»

Tom acconsentì e il vecchio compagno di college si diresse verso di loro, mettendosi davanti a Floyd. Drew lo guardò dritto negli occhi e Floyd osservò quella strana luce che luccicava nel suo sguardo colmo di desiderio. Sentì montare l’eccitazione del momento, alzò una mano e accarezzò il collo di Drew facendo scivolare la mano fino alla sua erezione. Strinse il suo uccello nella mano e lo pompò fino a quando gli occhi di Drew si chiusero in preda all’estasi. Nonostante lo stordimento, portò le mani dietro la schiena di Floyd e accarezzò Tom che era rimasto appoggiato al suo uomo, baciandolo e accarezzandolo. Tom alzò lo sguardo distratto da quelle carezze estranee al suo corpo. Floyd poteva osservare tutto attraverso lo specchio e sempre attraverso di esso, guardare il fisico asciutto ma muscoloso, molto simile al suo, di Drew. Quest’ultimo agganciò il bordo dei pantaloni di Tom e iniziò ad abbassarsi abbracciando entrambi gli uomini e liberando Tom dagli indumenti. Quando fu in ginocchio davanti a Floyd, la voce di Tom arrivò roca facendo salire i brividi lungo la schiena di Floyd. «Succhiaglielo.»

Drew si passò la lingua sulle labbra per inumidirle, alzò una mano e iniziò ad accarezzare il membro di Floyd mentre Tom gli mordeva e succhiava il collo.

Floyd chiuse gli occhi perdendosi nell’estasi della percezione sensoriale che i due uomini, toccandolo, gli stavano donando. Percepì il momento esatto in cui il respiro di Drew accarezzava la carne sensibile e gli leccò la punta umida. Un verso gutturale gli uscì dalle labbra socchiuse quando Tom, con la mano aperta sulla sua schiena, lo spinse obbligandolo a piegarsi in avanti. I palmi sudati di Floyd, appoggiati sulla superficie riflettente, lasciavano il segno e il respiro, sempre più veloce, appannava lo specchio. Tom iniziò a massaggiargli il culo stringendolo tra le grandi mani. Lo allargò fino a tirare la pelle e provocargli una fitta di eccitante dolore. Nel frattempo le dita di Tom, fredde perché coperte dal lubrificante, iniziarono a stimolarlo. Tom aveva un membro che lo faceva impazzire. Quando era eccitato diventava enorme, con le vene che pulsavano in rilievo e correvano lungo tutto il membro. Quando sentì la punta premere e penetrarlo, Floyd cercò di rilassare i muscoli per accoglierlo ma non era semplice con Drew che aveva ricominciato a succhiarlo. Lottò con l’istinto di chiudere gli occhi quando Tom si spinse dentro ma al contrario, fissò la scena allo specchio. I capelli biondi di Drew si muovevano al ritmo della sua testa mentre il volto di Tom, con un velo di sudore che faceva luccicare la pelle arrossata, si contraeva per la concentrazione di trattenersi. «Non farlo» mormorò Floyd. «Scopami come sai fare.»

Tom non se lo fece ripetere una seconda volta e Floyd grugnì di piacere quando il ritmo degli affondi aumentò. Avvertiva i muscoli delle gambe cedere, si raddrizzò e prese Drew per la nuca spingendolo contro il suo bacino per scopare la sua bocca.

La morsa delle mani di Tom che lo reggevano ai fianchi, si fece più intensa. Era molto vicino all’orgasmo che arrivò dopo una serie di colpi più secchi e repentini che portarono anche lui all’apice.

Sudati, accaldati e con il respiro corto, i tre ragazzi rimasero appoggiati contro lo specchio per qualche minuto fino a quando Tom ordinò a tutti e due di spostarsi sul letto king-size al centro della camera.

Spinse Drew supino sul materasso e tirò Floyd per la nuca baciandolo con passione mentre l’uomo sdraiato si massaggiava. Tom si mise al lato di Drew facendo cadere un rivolo di saliva sulla punta per bagnarlo, mentre Floyd rimase dall’altro, osservando. Tom si sporse in avanti e baciò di nuovo il suo ragazzo. Quando si staccò lesse il desiderio in fondo agli occhi di Floyd e gli fece cenno verso il basso. Floyd abbassò lo sguardò e quando capì l’intento di Tom gli strinse la mano e si chinarono. Leccarono insieme il membro di Drew, lasciando che le loro lingue si toccassero ogni volta che raggiungevano l’apice, alternandosi e massaggiandolo fino a che non raggiunse l’orgasmo. Dopo aver ripreso fiato Drew si alzò e si diresse verso il bagno.

Tom e Floyd rimasero sdraiati a letto, nudi e abbracciati fino a quando Drew non tornò vestito e pronto per andare via.

«Vi lascioda soli, ragazzi. Basta una telefonata per replicare e spero che possa arrivare presto» aggiunse soffermando lo sguardo più del dovuto su Floyd.

«Ti farò sapere» replicò secco Tom con un tono infastidito.

«Okay» tagliò corto l’ospite, sapendo che era ora di andarsene. «Ci vediamo» salutò lasciandoda solo i due amanti.

«Forse sei stato un po’ frettoloso nel mandarlo via» rise Floyd quando lui lo strinse contro il suo petto.

«Se ne farà una ragione. Adesso ho solo voglia distareda solo con te. Sei stato bene?» chiese con amore Tom.

«Con te. Sempre» rispose Floyd avvinghiandosi ancora di più a quel corpo che amava.

 

The Joint

© 2019 Silvia Carbone e Michela Marrucci

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