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The Joint

di SILVIA CARBONE E MICHELA MARRUCCI

Li avete conosciuti in The Pleasure, e ora Silvia Carbone e Michela Marrucci regalano a tutte le lettrici una lettura gratuita che racconta l’intensa e molto passionale storia d’amore tra Tom e Floyd. 

Buona lettura!

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lettura da 6 minuti

Floyd era rimasto chiuso nella stanza per tutta la notte, lasciando fuori Tom. Quando la mattina successiva aveva aperto la porta e si era diretto in cucina per prepararsi un caffè sperando che il compagno fosse già uscito per raggiungere Shad Blein al The Pleasure, lo aveva trovato al buio seduto sul divano del salone. Nello stesso punto dove avevano iniziato la discussione subito interrotta per la rivelazione di quello che ormai riteneva fosse: “un fottuto futuro traditore”. Purtroppo, doveva passargli davanti per raggiungere il bollitore.

Quando gli si avvicinò, Tom allungò una mano artigliando la sua e obbligandolo a fermarsi.

«Dobbiamo parlare, piccolo.»

«Non ti azzardare a rabbonirmi con i tuoi nomignoli del cazzo, Tom.» Floyd si divincolò dalla presa e si voltò, fronteggiandolo. Il fatto che il suo compagno fosse seduto gli regalò per un attimo una sensazione di supremazia.

Tom si passò una mano fra i capelli in segno di frustrazione e tirò via l'elastico che li teneva legati in una coda dietro la nuca. Floyd osservò il gesto ricordandone la morbidezza al tatto e il fatto che li avesse fatti crescere proprio per fargli piacere sapendo quanto lo rilassasse accarezzarli.

«Devi lasciarmi spiegare» tentò di giustificarsi Tom, riportando l’attenzione su di lui.

«E che diavolo c’è da spiegare, ancora? Hai detto chiaramente che vorresti scopartelo, o sbaglio?»

Tom sospirò e si alzò mettendosi di fronte al compagno. «No, non ti sbagli.»

Floyd sorrise e incrociò le braccia al petto, stizzito.  «Oh, ti prego. Continua pure a scavarti la fossa da solo.»

«Devi ascoltarmi.»

«E allora parla, cazzo! Cosa ti manca nel nostro rapporto per voler stare con un altro?»

Tom allungò le braccia e gli prese le sue, stringendolo. «Scoparlo, non stare. L’altra sera non mi hai dato il tempo di spiegare.»

A quel punto Floyd corrucciò la fronte e piegò la testa di lato. «Cazzo, Tom. Nel caso non te ne fossi reso conto, hai sganciato una bomba e il mio cervello ha registrato un’unica cosa. Sentiamo, allora, cosa intendi dire? Perché io davvero non ti capisco.»

«Possiamo sederci e parlarne con calma?»

Floyd si divincolò e gli voltò le spalle. «Come vuoi, ma in cucina. Ho bisogno di un cazzo di caffè che mi rinvigorisca il cervello perché al momento ho l’elettroencefalogramma piatto.»

Tom ridacchiò ma Floyd lo ignorò volutamente. Non si sarebbe lasciato distrarre dai suoi modi da seduttore fin quando non gli avesse spiegato tutto. Si avvicinò all'isola e accese la macchina per il caffè. Aprì l'anta del mobile e prese due tazze. «Parla» ordinò Floyd glacialmente.

«Prima di conoscerti avevo relazioni aperte. Mai niente di serio, fino al tuo arrivo.»

«Lo so,» rispose sbattendo l'anta del pensile. Si voltò e lo fulminò con lo sguardo. «Tutti abbiamo un trascorso, quindi cosa significa?»

Tom si avvicinò allo sgabello e lo tirò verso di sé prima di sedersi. «Avevo gusti particolari. Mi piaceva farlo con più di un uomo alla volta.»

Floyd restò per un attimo in silenzio. «Orgia?» chiese alla fine.

Tom scosse la testa. «Non così tanti» provò ad allentare l’evidente tensione senza ottenere il risultato sperato, perciò tornò serio. «Rapporti a tre.»

Floyd aveva un'espressione strana ma il fischio del bollitore lo scosse. Si voltò, verso il caffè nelle tazze e rigirandosi ne lasciò una sul tavolo per Tom.

«Grazie» mormorò l'uomo guardandolo attentamente.

Floyd si appoggiò al piano della cucina tenendo stretta la tazza fra le mani. «E tu intendevi questo per “scopare con questo Drew”?

«Certo, pensavi sul serio che ti volessi sostituire?»

«Ah, non lo so ragazzone. Forse perché hai avuto un atteggiamento al quanto equivoco e hai sparato un paio di cazzate al riguardo?»

Tom si alzò e si avvicinò a lui appoggiando il suo corpo contro di lui. «Non lo farei mai, tu sei la mia famiglia. Il mio compagno.»

Floyd continuò a osservarlo e dopo qualche istante posò la tazza tornando poi con lo sguardo su di lui. Appoggiò le mani sul viso dell'uomo. «Mi stai chiedendo di fare sesso con questo Drew insieme a te? Per provare qualcosa di nuovo?»

Tom abbassò la testa appoggiando la fronte su quella del ragazzo. «Sì. Non sapevo come chiedertelo o come avresti preso la cosa. Ci ho pensato a lungo e alla fine l’ho sputato fuori e basta. Sai che sono un coglione senza tatto, alle volte. Ma non voglio metterti fretta od obbligarti a fare qualcosa contro il tuo volere. Non se ne farà niente se tu non sarai d’accordo.»

Floyd restò per qualche minuto in silenzio. «Per me è ok» disse d'un tratto Floyd.

Tom si allontanò sgranando gli occhi. «Davvero? Non credevo che tu… Aspetta un attimo» si bloccò guardandolo con un’aria incerta. «Lo hai già fatto?»

Floyd annuì. «Sì, ma nulla di così importante.»

«Perché in due anni non me ne hai mai parlato?»

«Potrei farti la stessa domanda» ribatté Floyd.

«Hai ragione, ma non credevo fosse importante.»

«Infatti, non lo è. Chi è questo Drew? Come fai a conoscerlo?» Chiese incuriosito Floyd.

«È un mio vecchio compagno di college.»

«Siete mai stati insieme?»

«No, ma è affascinante. Credo che ti piacerà.»

Floyd osservò quella fiamma di lussuria accendersi nello sguardo di Tom e ne ebbe paura. «A una condizione.»

«Tutte quelle che vuoi, piccolo.»

«Scopiamo solo io e te. Niente penetrazione con lui.»

«Certo, non gli avrei mai permesso di avvicinarsi al tuo bellissimo culo.»

Floyd alzò gli occhi al cielo ma subito dopo sul suo viso passò un velo di preoccupazione.

«Dimmi a cosa stai pensando» chiese Tom davanti a quell’espressione.

«Non voglio che questa cosa sia pericolosa per noi. Promettimi che saremo io e te. Sempre.»

«Sempre. Con qualche bonus se ci andrà» promise Tom.

Floyd allungò le mani e le incastrò fra i capelli dell’uomo. Lo tirò verso di sé e gli appoggiò le labbra sulle sue dopo avergliele leccate con la lingua.

Tom sospirò. «Ti amo.»

«Anch’io» mormorò Floyd prima di allontanarsi. «Non vai al Pleasure, oggi?»

«Shad mi ha dato la giornata libera» mormorò sapendo benissimo che Floyd lo desiderava come lo voleva lui.

Floyd sorrise e gli prese la mano trascinandolo verso la camera da letto.

«Perché, che intenzioni hai?»

«Lo vedrai» disse spingendolo verso il letto. «Sei in debito di un orgasmo e ho intenzione di riscuoterlo con gli interessi. E dopo avermelo succhiato, potrai parlarmi di quella puttanella di Drew.»

Tom ridacchiò e scosse la testa prima di trovarsi disteso sul letto. «Amo quando tenti di fare il dominatore.»

«Vero?» ridacchiò Floyd mordicchiandogli il lobo dell’orecchio.

«Già, peccato che non ti riesca bene.» E con un colpo di bacino lo spostò sotto di lui, pronto a riprendere il comando. Come sempre.

The Joint
© 2019 Silvia Carbone e Michela Marrucci

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