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Soul

di Silvia Carbone

A grande richiesta pubblichiamo il prequel inedito di The Pleasure, il romanzo scritto a quattro mani da Silvia Carbone e Michela Marrucci.

Soul racconterà la struggente e delicata storia d’amore tra Aamir e Hannah, i genitori di Shad Blaine, il protagonista, insieme a Madison, di The Pleasure.

Buona lettura!

3.
lettura da 10 minuti

 “L'istante in cui la mia anima ha scelto di cambiare la nostra esistenza”.
Hannah Blein

 
Dopo una giornata estenuante a teatro, Hannah si era fermata a prendere del cibo take away per poterlo consumare comodamente seduta sul divano. Quando era arrivata a casa, aveva fatto una doccia e aveva indossato un paio di pantaloni larghi della tuta con una felpa a maniche lunghe che le ricadeva fino alle ginocchia. Si era appena sistemata quando qualcuno bussò alla porta.
Si avvicinò allo spioncino e sgranò gli occhi. Tolse la catenella e aprì il battente con un grande sorriso. Aamir era vestito con un pantalone color cachi e una camicia nera che lo rendevano ancora più affascinante di quello che normalmente era. Si spostò sul lato per dargli possibilità di entrare.
Aamir, non appena la porta fu richiusa, si avvicinò a lei e la baciò sulla fronte.
«Non ti aspettavo così presto. Pensavo dovessi tornare a Takei» disse la ragazza senza riuscire a nascondere il suo entusiasmo.
L'uomo la guardò ma non disse nulla. A quel punto lei studiò attentamente i suoi occhi e quello che lesse la fece trasalire. La sofferenza che leggeva nell'abisso di quell'oscurità la metteva in soggezione e le faceva semplicemente, paura. «È successo qualcosa?» chiese facendosi forza.
Aamir sospirò e strinse la mandibola. «Non so neanche da che parte iniziare.»
«Mi stai facendo preoccupare» mormorò Hannah allungando la mano per posargliela sul viso. Voleva incoraggiarlo e sperava che il suo tocco potesse essergli di conforto.
Aamir appoggiò il viso in quell'incavo caldo e le coprì la mano con la sua, stringendola.        
« Habi, devo lasciarti andare.»
Hannah trasalì. «Cosa intendi dire?»
Aamir si passò di nuovo una mano fra i capelli dimostrando chiaramente la sua frustrazione. «Sono stato promesso a una donna del mio popolo. Mi sposerò fra tre mesi e non posso rifiutare.»
Hannah fece un passo indietro mettendo spazio tra loro. «Oh, capisco.»
Aamir scosse la testa. «Come puoi capire? Non lo comprendo neanche io. Dopo averti incontrato, ho detto a mio padre di te. Ma quando sono nato, sono stati presi degli accordi e dovrò rispettarli.»
Hannah deglutì e cercò di sorridere. «Tu la ami?»
 La dolcezza di quella ragazza atterriva Aamir ogni volta. «Non la conosco neanche» deglutì a fatica con voce tremante, cercando di nascondere il nodo alla gola che si era formato.
Hannah scosse la testa. «L'altro giorno hai avuto tutto il tempo di dirmelo, perché proprio ora?»
«Perché non tornerò qui da uomo libero e dovevo vederti un’ultima volta per cercare di memorizzare i tuoi lineamenti, la sensazione delle tue labbra sulle mie e il tuo corpo tra le mie braccia. Dovevo portare via un ricordo che mi fosse d'aiuto nelle notti fredde e per sentire un’ultima volta quest'emozione che si chiama “amore” scorrermi nel sangue per pompare nel cuore.»
Le lacrime di Hannah non tardarono ad arrivare. Aamir si avvicinò per toccarla. «Ti prego, non piangere, Hannah. Mi lacera il cuore sapere di essere la causa del tuo dolore.»
La ragazza si asciugò le lacrime con il polsino della maglia che teneva stretto nel pugno. Tutto il calore avvertito nell’attimo in cui lo aveva rivisto era stato spazzato da un’ondata di gelo. S’impose di non crollare davanti a lui perché nonostante tutto, riusciva a leggere nei suoi occhi quanto questa cosa lo distruggesse. Quello che gli era stato chiesto di fare, non era facile neppure per lui ma era un uomo d’onore e avrebbe fatto quello che era giusto anche a costo di sacrificare se stesso. Paradossalmente, s’innamorò di lui ancora di più e s’impose di cercare di rendere meno doloroso possibile quel distacco. «Credo che tu debba andare, ora. Ti auguro ogni bene, Principe Aamir.»
Aamir strinse i pugni e alzò lo sguardo lucido su di lei. Quella separazione sapeva di tradimento, di desolazione e solitudine. Si avvicinò con un lungo passo e la strinse a sé, inebriandosi della sensazione di quel corpo caldo premuto contro il suo.
«Devi lasciami andare» mormorò Hannah.
Aamir la strinse ancora di più. «Non posso. Non riesco. Mandami ancora via, Hannah.  Altrimenti non risponderò delle mie azioni. Lo so che è sbagliato ma sto facendo fatica a trattenermi, perché io so che ci apparteniamo. Che la mia anima è la tua. E la tua, la mia.»
Hannah fece un passo indietro e lo guardò per un lungo istante. Gli occhi dell’uomo erano pieni di tormento ma bruciavano di passione. Il riflesso perfetto dei suoi. E fu in quel momento che prese la sua decisione. Gli strinse la mano portandolo nella sua camera. Aamir fece un passo avanti e Hannah richiuse la porta dietro di se. Fece il giro del corpo di Aamir e una volta davanti a lui, si alzò sulle punte dei piedi per baciarlo. Aamir allungò il braccio avvolgendole la vita e stringendola a se. Aprì la bocca e iniziò a succhiare la sua lingua, accarezzando il palato. L'altra mano scese a stringerle una natica e l'avvicinò, facendole sentire l'erezione che premeva sul ventre di Hannah. Il gemito della donna mandò i sensi di Aamir in delirio. Come posseduti da una forza superiore, si spogliarono e in pochi istanti si ritrovarono sdraiati sul letto, completamente nudi. La donna strinse fra le mani il viso di Aamir e lo guardò negli occhi. «Sono vergine» ammise e quando lui cercò di tirarsi su, lo trattenne, cingendo la vita stretta con le gambe. «Voglio che la mia prima volta sia con te.»
Il corpo di Aamir fu percorso da un brivido ma poi appoggiò la fronte sulla sua. «Sei sicura? Una volta iniziato non riuscirò a fermarmi, quindi devi dirmi se è davvero questo ciò che desideri.»
Hannah non rispose ma s'inarcò verso il suo corpo in un tacito invito. Aamir si allungò verso il pantalone ed estrasse un preservativo dal portafoglio, lo posò sul comodino e poi tornò a dedicarsi alla sua ragazza. Si avventò con urgenza sulle sue morbide labbra e riprese a baciarla con passione. Amava il modo in cui il corpo di Hannah rispondeva al suo: il modo in cui si fletteva o i versi che la sua bocca emetteva, erano carburante per il suo corpo in fiamme. Tracciò una scia di baci languidi sulla pelle e le strinse un seno nel palmo della mano, massaggiando con il pollice il capezzolo duro. Hannah gemette ancora una volta aggrappandosi alle sue spalle con le unghie conficcate nella pelle. Aamir ringhiò avvertendo una scarica elettrica scorrergli lungo la spina dorsale fino al suo membro. Prese il capezzolo turgido tra le labbra e iniziò a succhiarlo con vigore mentre l’altra mano scese in mezzo alle gambe di Hannah. Insinuò un dito facendosi spazio tra le sue labbra bagnate e poi ne inserì un secondo. «Cazzo» si lasciò sfuggire quando le sentì risucchiate. Continuando a leccarla, prese a muovere la mano, entrando e uscendo da lei, con movimenti sempre più veloci. Hannah era già vicina. Lo sentiva da come i muscoli si contraevano a ogni affondo. La vide serrare le labbra e chiudere gli occhi. «Guardami» ringhiò con un verso gutturale. «Voglio vedere i tuoi occhi mentre vieni sulle mie dita» continuò ammorbidendo il tono. E lei lo fece. Obbedì al suo ordine gemendo il suo nome quando l’orgasmo la travolse. Le dita di Aamir vennero inghiottite dalla sua carne in preda agli spasmi e gli occorse tutta la sua forza di volontà per trattenersi dal venire a sua volta di fronte a quello spettacolo. Afferrò con urgenza il preservativo e lo fece scendere sulla sua erezione fino alla base. Quando si mise tra le gambe di Hannah, si guardarono di nuovo negli occhi, la luce contro l'oscurità, e si dissero tutto quello che dovevano sapere. L'amore non era prevedibile, la passione era travolgente ed erano diventati i protagonisti del loro stesso destino. Aamir sospirò e con grande delicatezza entrò in lei. Hannah non si oppose, la totale fiducia in Aamir le permise di vivere quel momento in totale serenità. Quando lo sentì dentro, chiuse gli occhi e attese che iniziasse a muoversi. Aamir come se avesse percepito la sua richiesta iniziò a pompare con grande calma, uscendo fino alla punta per poi entrare di nuovo con tutta la sua lunghezza, in una danza sensuale dove i corpi si muovono all'unisono. Si spostò di lato e strinse il seno, tintinnando il capezzolo e provocando il celestiale suono dei gemiti di Hannah. Erano un corpo solo, come un qualcosa di assolutamente perfetto e indistruttibile. «Sei. Mia.» Ruggì Aamir mettendo la mano a coppa sulla sua femminilità e muovendo il pollice sul clitoride strofinando con movimenti circolatori per aumentare l'eccitazione della ragazza. Quando sentì le pareti di Hannah stringerlo, iniziò a martellarla più forte fino a sentirla urlare per il piacere, e solo in quel momento lui si abbandonò, stringendo i glutei e inarcandosi verso l'alto in un totale abbandono dei sensi. Un piacere senza eguali. Piacere che Aamir sapeva, non avrebbe mai dimenticato. Quando ripresero fiato, l'uomo la bacio profondamente. La lingua che le accarezzava l'interno e quando le morse leggermente il labbro inferiore, Hannah ridacchiò.
«Devo togliere il preservativo e prendere un panno umido per ripulirti» disse uscendo a malincuore da lei ma poi si bloccò. «Merda.»
Hannah si tirò su con i gomiti e guardò il punto, dove l'attenzione di Aamir si era concentrata. E le mancò il respiro, alzando di scatto la testa lo guardò con uno sguardo di paura dipinto sul volto. Una volta uscito del tutto, chiuse le gambe d’istinto sentendo scivolare un liquido.
 «Sono sano» fu la prima cosa che disse Aamir nel tentativo di rassicurarla.
«Ma si è rotto. Io non sono mai stata con nessuno ma tu sì e so che nella tua cultura esistono gli harem personali, con donne pronte a soddisfare ogni fantasia…»
«Shh…» si affrettò a stringerla tra le braccia per rassicurarla quando avvertì la sua agitazione. «Va tutto bene, habi. Respira» la cullò dolcemente e tornò a parlare solo quando la sentì rilassarsi un pochino. «Non nel mio Paese.»
«Cosa?»
«Non abbiamo harem a Takei. Mio fratello ha abolito quella tradizione dopo aver sposato sua moglie. La ama troppo per farle una cosa del genere.»
«In ogni caso avrai avuto delle donne, no?»
Aamir si alzò e andò in bagno prima di tornare e guardarla dall'alto del letto. «Ne ho avute ma ho sempre usato il preservativo e comunque mi sottopongo a esami completi ogni tre mesi. Quindi, Hannah, puoi stare tranquilla, non avrai problemi.»
Lei sorrise e aprì le braccia in un invito. «Vieni, non roviniamo il nostro ultimo giorno insieme.»
Quelle parole colpirono Aamir più di quanto avrebbero dovuto. Dopo che lei si era donata a lui, anima, cuore e corpo non era più sicuro di poterla lasciarla andare. Si avvicinò a lei e la strinse a se cullandola nel suo abbraccio. «Credi sia possibile amare una persona dopo così poco tempo averla conosciuta?»
Hannah si voltò e lo guardò da sopra la spalla. «Solo se si appartengono. Solo in quel caso. E io ti amo, Principe Aamir.»
Hannah voltò la testa e l'uomo la strinse ancora più a se. «E io amo te, Hannah Blein di Seattle.»
Quella notte Aamir e Hannah si amarono con tutto il loro essere fino alle prime luci dell'alba. Aamir si vestì e se ne andò senza svegliarla. Non voleva che lo vedesse in lacrime e devastato da quel dolore che gli stava spaccando il cuore.

 

Soul
© 2018 Silvia Carbone e Michela Marrucci
© 2018 HarperCollins Italia S.p.A., Milano

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