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La Regina del deserto

di MAISEY YATES

Da cameriera... a Regina! Determinata a non sentire mai più l’umiliazione del rifiuto inflitta dal suo ricco padre, la bella cameriera Elyse ha giurato di proteggersi dal dolore. Tuttavia la sua decisione va in frantumi quando il tocco del seducente e peccaminoso Sceicco Khaled accende una passione che Elyse non ha mai provato prima...

Per anni, lo Sceicco Khaled si è trincerato dietro al senso di colpa dovuto alla morte di sua moglie. Una notte, però, Elyse aprirà un varco nella sua armatura, minacciando di lasciare scoperte le cicatrici del suo passato. Khaled abbasserà la guardia per dare a Elyse il finale da fiaba che ha sempre sognato... facendola diventare la sua regina?

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lettura da 3 minuti

Pioveva. Erano giorni e giorni che pioveva. E che io non lo vedevo. Ottenni un nuovo incarico per occupare il mio tempo durante il suo soggiorno a palazzo. Se Kairos sapeva tutto, non disse nulla. Infondo, perché avrebbe dovuto? Era un re e, anche se aveva mostrato un momentaneo interesse per la mia sicurezza, non gli importava del dramma che stavo vivendo nella mia vita quotidiana.
Mentre spostavo un vaso nel grande e vasto corridoio, la mia mente continuava a ripetere: Sono solo una cameriera. Sono solo una cameriera.
Quelle parole mi battevano nelle tempie, un mal di testa che mi autoinfliggevo e a cui restavo aggrappata.
Mi chiedevo se Khaled fosse andato via. Non l'avevo più visto dal giorno in cui mi aveva cacciato dalla sua camera. Ero stato costretta a raccogliere i miei vestiti il più rapidamente possibile e a uscire dalla stanza, tremando e cercando di mantenere la calma.
Era stato allora che mi ero resa conto che fuori era buio. Che avevo speso un'intera giornata tra le sue braccia.
E sulla scia di quel pensiero, ne venne un altro. Si era trattato solo di un giorno. Un giorno con lui. Un giorno in cui avevo vissuto ogni singola fantasia che non avevo mai nemmeno immaginato di avere.
Dovrebbe essere abbastanza. Dovrebbe bastarmi, pensai.
Ora dovevo solo fare in modo di tenermi impegnata, ed ero determinata. Correva voce che, a causa del mancato concepimento dell'erede al trono da parte del re e della regina, Kairos avesse presto chiesto a suo fratello minore Andres di trovare una sposa adatta.
Ciò sarebbe stato oggetto di molta ilarità e divertimento per chi abitava a palazzo, dal momento che il principe playboy probabilmente avrebbe preferito nuotare nudo in una vasca piena di storioni che sposarsi.
A parte quel diversivo, ciò avrebbe significato l’organizzazione di un enorme matrimonio reale a palazzo. Forse sarei stata assegnata tra le cameriere che avrebbero aiutato la sposa a prepararsi.
Non sarai mai stata io una sposa.
Presa da quel pensiero, feci involontariamente cadere il vaso dal piedistallo sul pavimento. Si ruppe in un milione di piccoli pezzi. Era irrecuperabile.
Per un momento, tutto ciò che potei fare fu fissarlo per qualche istate, indecisa sul da farsi. Lo guardavo e facevo un paragone tra la porcellana frantumata e il mio cuore spezzato.
Quando mi resi conto che avevo effettivamente rotto un vaso appartenente alla famiglia reale; forse più vecchio di me e persino di mia madre, e la madre di mia madre e... fui presa dal panico.
Mi inginocchiai sul pavimento e cominciai a spazzare via i cocci con il panno che reggevo in mano.
Poi sentii il rumore di passi che provenivano da dietro, mi fermai e mi girai.
Sapevo di chi si trattava. Lo sapevo. Mi sarebbe bastato anche solo guardare le sue scarpe per saperlo. Perché percepivo la sua presenza come il sole che esce da dietro una nuvola. Non c'era nient'altro che poteva produrre in me quell’effetto. Non c'era nessun altro che lui.
Mi alzai lentamente, tenendo il panno per la polvere davanti a me, rigirandolo tra le mani e cercando di fare qualcosa per attenuare il nervosismo.
"Sceicco Khaled, che cosa ci fai qui?"
Si mosse verso di me, i suoi occhi si addolcirono, quelle pupille dure e granitiche si spostarono su di me: era cambiato. "Sono qui per te, Elyse, sono tornato per te” disse infine.

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