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La Regina del deserto

di MAISEY YATES

Da cameriera... a Regina! Determinata a non sentire mai più l’umiliazione del rifiuto inflitta dal suo ricco padre, la bella cameriera Elyse ha giurato di proteggersi dal dolore. Tuttavia la sua decisione va in frantumi quando il tocco del seducente e peccaminoso Sceicco Khaled accende una passione che Elyse non ha mai provato prima...

Per anni, lo Sceicco Khaled si è trincerato dietro al senso di colpa dovuto alla morte di sua moglie. Una notte, però, Elyse aprirà un varco nella sua armatura, minacciando di lasciare scoperte le cicatrici del suo passato. Khaled abbasserà la guardia per dare a Elyse il finale da fiaba che ha sempre sognato... facendola diventare la sua regina?

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Premetti i palmi sul suo petto, quel torace duro e sfregiato che raccontava della sua forza e della sua debolezza in una maniera tale che le parole non avrebbero mai saputo né potuto fare.
Volevo dirgli tutto quello che mi frullava in testa, volevo dare voce ai sentimenti che impazzavano dentro di me come una tempesta. Ma avevo paura.
Paura di parlare, ma non ha paura di agire.
Buttai via quella paura insieme ai miei vestiti. Solo per lui. Solo e sempre per lui. Lo baciai, sollevando la mano e tracciando la linea della sua mascella ruvida, che mi ricordava quanto fosse uomo, e quanto fosse così diverso da me.
Mi ha faceva sentire forte. Mi faceva avere meno paura. Quando ero con lui mi sembrava di poter chiedere qualsiasi cosa. Anche la luna. Oppure un palazzo e un trono e di poter stare al suo fianco per sempre.
Se lo avessi chiesto in quel momento, forse non sarebbe stato così impossibile.
Tuttavia non lo feci.
Continuavo semplicemente a baciarlo, a toccarlo, a gustarlo. Mentre mi mettevo a cavalcioni su di lui, prendendolo nel mio corpo, mi sentivo così bene. Era tutto così giusto. Avrei dovuto chiedermi perché fosse così. A che razza di gioco malato e ingiusto giocava l'universo per far sì che un uomo talmente lontano dalla mia portata si adattasse così perfettamente a me.
Era nato non per stare con una come me, e la vita che aveva trascorso lo aveva reso ancora più lontano da ciò a cui potevo aspirare. Era più vecchio. Sfregiato nel corpo e nell’anima. Aveva già trovato l'amore, e lo aveva perso, aveva combattuto in guerra e sofferto in modi inimmaginabili.
Io, che fino a quel momento avevo creduto di aver vissuto una vita difficile, mi sentivo meschina al confronto.
Non importava. In quell’istante eravamo uniti nel modo più profondo e intimo possibile tra uomo e donna.
Tutto il resto era nulla. Tutto tranne il fuoco che ardeva nel mio cuore e che bruciava la mia stessa anima.
Ero persa in lui. E non ricordavo perché avessi avuto paura. Ciò che mi aveva devastato solo un attimo prima, adesso era la mia forza, la certezza di ciò che c’era tra noi.
Mi afferrò i fianchi, e spinse il suo membro più a fondo dentro di me. Spinta dopo spinta, il nostro piacere cresceva fino a quando non consumò entrambi. Fino a quando non ci portò oltre il limite. Non c'era niente lì. Nient'altro che lui. Nient'altro che me.
Nient'altro che la verità nuda e innegabile che non volevo più nascondere.
"Ti amo” gli dissi.

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