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Esperimento d’amore

di LOUISE ALLEN

Convinta di non poter mai ricevere un’offerta di matrimonio come si deve, l’anticonformista Lady Chloe Albright prende al volo l’opportunità di fingere un fidanzamento con Lord Christopher – Kit – Fellingham, Conte di Twyford. Avendo amato Kit per anni e in segreto, ha imparato a nascondere le sue pene d’amore. Per lui non può essere più della sorella minore del suo migliore amico e compagno di studi. Ora deve mettere in pratica le sue tecniche di consumata attrice dei sentimenti per un esperimento d’amore. Funzionerà?

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Chloe era una donna razionale. Una scienziata. Sapeva di non essere il tipo di donna che si scioglie solo perché un uomo bellissimo le accarezza il mento, eppure si sentiva a disagio, come se avesse dovuto sperimentare la teoria secondo la quale a lei non capitava. Si accorse in quell’istante che Kit le aveva fatto una domanda.

“Sei in difficoltà e io posso aiutarti”, disse, schiarendosi la voce. “James ha detto che hai bisogno di un fidanzamento per mettere tutto a tacere. Direi che potremmo sfruttare lo scandalo dovuto alla rottura del fidanzamento di mia sorella Penelope. Come potevo io festeggiare il mio stesso fidanzamento se la mia povera sorella Penny aveva appena lasciato Andrew?”.

“Donna di carattere, tua sorella!”.

“Ovvio! Anch’io avrei fatto così. Ha trovato Andrew che si dava alla pazza gioia con Lady Isobel Jervis...”.

Kit si allontanò di un passo e mormorò sovrappensiero: “In effetti sarebbe un’ottima scusa. L’onta è ancora fresca”.

Magnifico! Grazie mille, Kit, si trattenne dal dirgli. Le venne la pelle d’oca.

“Concordo sul fatto che tutto ciò metterebbe a tacere Woolmer, ma a te quali benefici apporterebbe?”.

“La consapevolezza di aver agito bene e di aver evitato un matrimonio infelice, oltre alla gratificazione di aver aiutato uno dei migliori amici di mio fratello James”.

“Mi sembra un tantino drastica come soluzione”. I suoi occhi si posarono sulla pila di libri, di carte e di frammenti di rocce accanto alla sedia. “E non c’è in giro qualche gentiluomo disposto a condividere la tua passione e i tuoi studi?” le domandò. “Non mi va di essere inseguito da uno scienziato al quale avevi promesso la tua mano”.

“Non c’è nessuno scienziato. Sei al sicuro, fidati”. Chloe arrossì, redendosi conto che poteva averlo offeso con le sue parole, come se non fosse del tutto certa del suo coraggio. “Ehm, cioè intendo dire: sei al sicuro, non dovrai far del male a nessuno”.

“No? E che mi dici di te?”.

Era ammirevole il suo senso dell’onore. “Non corro alcun rischio”. Bugiarda!

“E secondo te saremo credibili?”, le chiese Kit, dubbioso. “Che cosa abbiamo in comune?”.

“Non dobbiamo rendere il fidanzamento ufficiale, basterà annunciarlo a Woolmer”. Kit aggrottò le sopracciglia, non convinto. Avrebbero discusso i dettagli più tardi e comunque si trattava di una situazione temporanea, che sarebbe durata fin tanto che Antonia Woolmer avrebbe trovato un buon partito. A quel punto avrebbero potuto dire che non c’era più alcun fidanzamento, perché si erano accorti di non essere fatti l’uno per l’altra.

“Siamo entrambi intelligenti e proveniamo da due famiglie aristocratiche, Mister Woolmer non potrà mettere in dubbio il nostro legame basato principalmente su ragioni... come dire? di rango. La gente parla di me come di una nobildonna eccentrica, ma ti assicuro che sono stata educata come si conviene a una signorina del mio ceto: so come si governa una casa e non passo tutta la giornata a esaminare rocce. Mister Woolmer potrà constatare di persona quanto io sia adatta al ruolo e magari questo potrebbe sorprenderlo ma solo perché tu sei un ottimo partito”.

“Anche tu lo sei”. Kit sembrava pensieroso. Chloe ebbe l’impressione che la stesse osservando in cerca di qualcosa su cui farle un complimento. Lo vide posare lo sguardo prima sugli occhiali, poi sui suoi capelli scuri e ondulati e infine sulle lentiggini che aveva sul naso, colpa della sua pessima abitudine di non indossare il cappello quando usciva.

“Sono un ottimo partito... e poi?”, chiese.

“E poi sei noto anche per la schiera di donne bellissime con cui flirti”.

“Eh...?”.

“Mi sembrava di aver sentito la tua voce, Chloe”. Furono interrotti dall’arrivo di James. “Stai forse impedendo a Kit di godersi il suo brandy?”.

“Nient’affatto”, intervenne Kit. Sembrava imbarazzato. Si schiarì la voce e si rivolse a lei: “Lady Chloe, potresti scusarci un attimo? Dovrei parlare con James, per chiedere il suo benestare”.

“Benestare per cosa?”, chiese lei, scuotendo poi il capo. Certo, certo, le cose andavano fatte con criterio. Kit doveva chiedere la sua mano a James, poiché rappresentava lui il capostipite della famiglia.

“Riguardo alla questione di cui stavamo discutendo prima, mia cara”. Mia che...? Chloe non ebbe il tempo di protestare che lui aveva già aperto la porta della biblioteca per farla uscire. “Ne riparliamo dopo cena”, le disse.

Al di là della porta, Chloe rimase per qualche istante in contemplazione dell’anta di quercia e udì appena, ma distintamente, la voce di suo fratello James che esclamava: “Tu vuoi... cosa...?”

Ogni mercoledì un nuovo capitolo!
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