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Esperimento d’amore

di LOUISE ALLEN

Convinta di non poter mai ricevere un’offerta di matrimonio come si deve, l’anticonformista Lady Chloe Albright prende al volo l’opportunità di fingere un fidanzamento con Lord Christopher – Kit – Fellingham, Conte di Twyford. Avendo amato Kit per anni e in segreto, ha imparato a nascondere le sue pene d’amore. Per lui non può essere più della sorella minore del suo migliore amico e compagno di studi. Ora deve mettere in pratica le sue tecniche di consumata attrice dei sentimenti per un esperimento d’amore. Funzionerà?

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lettura da 4 minuti

“Chloe, tesoro”. Kit era di fronte a lei e reggeva una candela. Indossava una magnifica vestaglia di seta e lei ipotizzò che sotto non portasse nulla. “Sei così bella. Fin da quando ti ho vista percorrere la navata della chiesa non sono riuscito a toglierti gli occhi di dosso”. Chloe sapeva che era vero.

“Sei stanca?” le domandò lui, esitando per un momento.

Il che significava, detto più gentilmente, posso fare l’amore con te?

“No, non sono affatto stanca”, sorrise e scostò le coperte per fargli posto. Kit posò la candela sul comodino e si sfilò la vestaglia. Chloe cercò di mantenere la calma e di respirare. Suo marito aveva un fisico perfetto e atletico non terribile come i signori giapponesi delle illustrazioni. Che sollievo! La prese tra le braccia e cominciò a baciarla. Ricambiò l’abbraccio sentendosi al sicuro: era bellissima la sensazione dei loro corpi nudi che si sfioravano. Le piacevano i baci di Kit sulla sua pelle.

Dopo un lungo piacevole momento, Kit si staccò da lei, puntellandosi su un gomito: “Stai bene, Chloe? Non sei nervosa?”.

Lei ne approfittò per dirgli: “Più che nervosa, ho paura di non essere abbastanza brava o allenata... ho fatto degli esercizi, ma non so se...”.

“Hai fatto cosa?” le chiese Kit, sedendosi sul letto per osservarla meglio.

“Come mettere le gambe... per esempio. L’ho visto sui libri!”.

“Che libri?”. Kit sembrava agitato.

“Mi sono dovuta documentare”, gli spiegò. “Le mie zie non sarebbero mai state in grado di fornirmi spiegazioni, così ho trovato questi libri in uno scaffale chiuso della biblioteca...”.

Si alzò dal letto per dirigersi verso il portacappelli dove aveva nascosto i volumi più piccoli. “Ecco, sono piuttosto espliciti, ma mi sono stati utili”, gli disse porgendogliene uno.

Il viso di Kit era in fiamme. Dopo qualche attimo di silenzio, fu chiara la sua battaglia interiore per trovare le parole giuste da dire a sua moglie: “E li hai letti tutti? Che cosa ne pensi?”.

“Mi hanno messo un po’ in agitazione”, ammise. “E avrei desiderato leggerli con te così...”.

“Così non ti avrebbero spaventata, vero?”. Kit mise i libri da parte e le accarezzò dolcemente il viso.

“Credo che alcuni libri siano davvero esagerati, come questo qui”. Chloe gli porse un volumetto, aperto su una pagina.

Kit gli diede una rapida occhiata, glielo sfilò dalle dita e lo gettò via. “Sì, sono esagerati soprattutto per una ragazza che non ha mai avuto rapporti sessuali. Non avresti dovuto leggerli”.

“No? E come potevo saperlo? Non avevo la minima idea di cosa fare”. Era molto confusa, adesso. Nessuno sarebbe stato in grado di spiegarle come funzionava tra marito e moglie a letto se non i libri, come avrebbe saputo cosa fare e cosa non fare, altrimenti? Non ne aveva azzeccata una da quando si erano fidanzati. Lei gli aveva chiesto il primo bacio, e lo aveva messo in imbarazzo. Si era vestita bene per lui, ma Kit aveva detto di preferire la solita Chloe.

Lanciò uno sguardo ansioso a suo marito. “Non voglio deluderti!”.

“Non potresti mai”. Posò il libro sul pavimento e l’attirò a sé. “Ti insegnerò io ogni cosa fare...”.

E lo fece.

 

Qualche ora più tardi, Chloe sollevò la testa dal petto di Kit per osservare il pavimento sul quale si trovavano i libri. “Non sei arrabbiato con me, vero?”.

“No”, mormorò lui, abbracciandola. “È una delle cose che più amo di te, Chloe, tesoro mio. Mi piace che tu abbia sempre sete di sapere. Adoro vederti felice e soddisfatta quando fai una scoperta. Come poco prima”, le disse, strizzandole l’occhio.

“Quando mi hai detto che mi ami?”. Era stato un miracolo! Aveva capito che l’amore non aveva nulla a che vedere con la razionalità, anzi. Era una faccenda chimica, certo, ma di cuore non di testa.

“Più ti conosco e più ti amo”, sussurrò lui, il sorriso svanì all’improvviso per lasciare il posto a una strana espressione che lo faceva sembrare vulnerabile. “Ti dispiace?” le chiese, infine.

“Dispiacermi? Kit, ma che dici? Sono anni che ti amo!”.

Kit la strinse forte e l’attirò giù sui cuscini. “E allora facciamo qualche altra ricerca sul campo...”, mormorò. “Non si sa mai, potresti fare qualche altra scoperta...”. E la baciò.

Ogni mercoledì un nuovo capitolo!
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