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Esperimento d’amore

di LOUISE ALLEN

Convinta di non poter mai ricevere un’offerta di matrimonio come si deve, l’anticonformista Lady Chloe Albright prende al volo l’opportunità di fingere un fidanzamento con Lord Christopher – Kit – Fellingham, Conte di Twyford. Avendo amato Kit per anni e in segreto, ha imparato a nascondere le sue pene d’amore. Per lui non può essere più della sorella minore del suo migliore amico e compagno di studi. Ora deve mettere in pratica le sue tecniche di consumata attrice dei sentimenti per un esperimento d’amore. Funzionerà?

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lettura da 3 minuti

“Che cosa ti fa pensare che io ti voglia diversa da come sei?”, le chiese Kit entrando nel salotto.

“Io sono diversa, Kit, e questo potrebbe essere un problema nonostante la tua gentilezza nei miei confronti” rispose Chloe.

“Un problema per chi, di grazia?” Kit sembrava furibondo. Percorreva a grandi passi la stanza senza mai fermarsi.

Chloe si lasciò andare su una sedia, sperando che anche lui si sedesse, prima o poi. “Per te. Per chi se no? Una moglie come me che torna a casa ricoperta di fango non fa per te. Stavo solo cercando di essere una fidanzata più convenzionale, stasera.”

“Preferisco mille volte il fango alle risatine” disse Kit. Un’espressione grave gli si dipinse sul volto. “Ho capito dopo troppo tempo che il mio concetto di matrimonio può andare a farsi benedire!”

“Sei gentile, ma non credo di avere le carte in regola per essere una buona moglie per te.”

“Io sono soddisfatto così, Chloe. Non potrei chiedere di meglio.”

Soddisfatto? Be’, non sprizzi gioia da tutti i pori, vero... ma poi io che mi aspettavo? Non si può far innamorare un uomo così di punto in bianco. È più difficile di quanto immaginassi.

“Ho pensato di cominciare con l’apparire un po’ più femminile.”

“Per quale motivo?”

“Perché non lo sono per niente e poi...” arrossì prima di riprendere a parlare, “ho le lentiggini!”

“A me piacciono le tue lentiggini. Mi piacciono i tuoi capelli ribelli e sempre spettinati. E perché dovrei desiderare una moglie che si torturi indossando un corsetto che non le permette di respirare?”

Gli piacevano le sue lentiggini? E i capelli spettinati? Ma agli uomini non pia­cevano forse le donne ben vestite ed eleganti?

“Per un fatto di... prestigio?” suggerì chiedendosi se lui le avesse fatto dei complimenti e lei non li avesse capiti. “Ho letto che nelle società tribali gli uomini vogliono far vedere quanto sono ricchi e potenti attraverso le loro mogli: più sono belle e agghindate più loro vengono considerati ricchi e di conseguenza potenti.”

Kit alzò gli occhi al cielo. “Io non sono così.” Le prese per mano, facendola alzare. “Vieni qui.”

Incuriosita, Chloe restò ferma davanti a lui. Kit le mise le mani tra i capelli e le tolse via la tiara e i boccioli di rosa.

“Kit!” protestò lei, quando lui le cominciò a togliere anche i fermagli.

“Non ti aspetterai di certo che rimuova per bene tutti questi lacci e laccetti, ma per lo meno, ti tolgo il grosso... ecco qui... magnifico!”, esclamò quando i capelli di Chloe ricaddero sulle sue spalle.

Chloe osservò il suo volto perfetto, era così vicino a lei... i suoi occhi avevano una strana espressione, le labbra vibrarono appena. Sta per baciarmi...

“Sono a un passo dal buttarti sul divano e far uscire la mia parte peggiore”, mormorò Kit. “Sono a un passo dal baciarti fino a lasciarti senza fiato. Ma non credo che sarebbe una buona idea...”

“No?”

“No”, le accarezzò la guancia con un dito e scese lungo il collo fino all’attaccatura del seno. Chloe rabbrividì. “Sei ancora vergine, Chloe, e dobbiamo aspettare fino alla nostra prima notte di nozze”, le disse guardandola in viso. “Nessuno ti ha mai parlato... cioè so che tua sorella non è sposata, ma tua madre o una zia ti hanno mai parlato... o magari delle zie?”

“Ne ho tre.”

“E quindi ti hanno spiegato come... funziona” disse Kit. Sembrava sollevato al pensiero. “Devo andare, ora.”

Chloe lo vide allontanarsi, mentre lei raccoglieva da terra le rose e la tiara. Zie? Che c’entravano le sue zie? Ne aveva una in Irlanda, un’altra era una sorta di gorgone e l’altra ancora una zitella. Nessuno le aveva mai spiegato un bel niente. Doveva subito leggere qualche libro per non mettere in imbarazzo Kit durante la loro prima notte di nozze.

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