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Esperimento d’amore

di LOUISE ALLEN

Convinta di non poter mai ricevere un’offerta di matrimonio come si deve, l’anticonformista Lady Chloe Albright prende al volo l’opportunità di fingere un fidanzamento con Lord Christopher – Kit – Fellingham, Conte di Twyford. Avendo amato Kit per anni e in segreto, ha imparato a nascondere le sue pene d’amore. Per lui non può essere più della sorella minore del suo migliore amico e compagno di studi. Ora deve mettere in pratica le sue tecniche di consumata attrice dei sentimenti per un esperimento d’amore. Funzionerà?

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lettura da 3 minuti

Kit osservò le sue calze di seta. Odiava vestirsi da gran sera e quelle odiose calze erano incredibilmente strette. “Le calzano a pennello, milord” gli aveva detto Mayes.

Persino l’abito blu gli sembrava troppo aderente. E il colletto sembrava stroz­zarlo, trône d’amour, lo chiamavano... Kit diede una rapida occhiata all’orologio da taschino. Non si aspettava che Chloe l’avrebbe fatto attendere così a lungo.

Un tossire leggero lo fece girare. “Buonasera.” Non aveva capito che ci sarebbe stata un’altra ospite. Un momento. Guardò meglio... era Chloe! Aveva acconciato i capelli attorno a una tiara e piccoli boccioli di rosa ricadevano sulle spalle in­sieme ai boccoli.

Il suo abito era stupendo, adatto a una ragazza non fidanzata, a dire il vero. Di un giallo limone pallido con maniche a sbuffo di taffetà. Aveva una scollatura generosa e un filo di perle come unico ornamento al suo collo lungo. Indossava anche lunghi guanti di seta per completare la mise.

“Ti ho fatto aspettare troppo? Mi dispiace.” Sembrava che stesse trattenendo il respiro, ma forse era lui che lo stava trattenendo alla vista di quello splendida visione. Chloe evidentemente non sapeva di avere un corpo sinuoso ed elegante.

“Nient’affatto”, si affrettò a dire Kit, prendendo il cappotto. “Andiamo?”

Aveva messo la cipria o era lui a non vedere bene? Pensò, porgendole il braccio per scortarla alla carrozza. Le lentiggini erano sparite e anche i segni degli occhiali che lei usava quando leggeva. Peccato, a lui piacevano tanto le sue lentiggini e gli occhialini tondi lo mettevano di buonumore. Quella accanto a lui non era Chloe. Dov’è la mia Chloe? Si scoprì a pensare.

King Street era stracolma di carrozze. Almack sarebbe stato stracolmo, quella sera. Si inoltrarono tra la folla festante e mentre Chloe si recava al guardaroba, Kit entrò nel salone alla ricerca di un posto per farla accomodare.

Quando ebbe finalmente modo di osservarla meglio, si sentì a disagio. Sorrideva, ma c’era qualcosa di sbagliato in lei. “Posso avere l’onore del prossimo ballo?” le chiese. “È un valzer e non so se la madrina della serata approverebbe...”

“Abbiamo già ballato un valzer, Kit” gli disse facendosi scortare al centro della sala.

Chloe ballava bene, eppure gli sembrava di stringere un palo tra le braccia. “Che c’è, Chloe?” le chiese in un sussurro. “Sembri tesa...”

“Sono i capelli, mi sento tirare dappertutto”, ammise lei, ansiosa. “Penny dice che questa pettinatura è molto alla moda e che dovevo indossare il corsetto ma non riesco a respirare!” arrossì.

“Non ti avevo quasi riconosciuta, prima” le disse portandola in un angolo della sala con un movimento veloce.

“L’intento era quello, infatti”, spiegò lei. “Sto cercando di fare la fidanzata per­fetta, quella che tu vorresti al tuo fianco.”

“Perché?” chiese Kit.

“Compromessi”, rispose lei alzando gli occhi verso di lui. Era rossa in viso. “Dopo quello che è successo oggi, non volevo che tu pensassi che... Ecco, sembra che io non voglia scendere a compromessi ma...”

“E tu credi davvero” la interruppe lui, “che io ti voglia senza fiato, con un chilo di cipria e con un mal di testa perenne per via dell’acconciatura?”

“Oh, zitto! Non intendevo dire questo. Volevo solo farmi bella per te, credo...” mormorò sconsolata.

Kit continuò a danzare il valzer ma solo per allontanarsi dalla sala e portare Chloe verso l’uscita. Si fermarono a riprendere i loro cappotti. La carrozza era ancora lì ad attenderli, il cocchiere era immerso in una fitta conversazione con un suo collega.

“Ma che fai? Dove andiamo?” chiese Chloe sconcertata, mentre saliva sulla carrozza.

“Andiamo a casa. Dobbiamo parlare... seriamente!”, esclamò Kit. “E se la tua cameriera non è disponibile appena arriviamo, te lo slaccio io, quel dannato cor­setto!”

Ogni mercoledì un nuovo capitolo!
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