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Emergenza: ex in corsia!

di CAROL MARINELLI

Ogni medico del Pronto Soccorso trema all'idea di poter riconoscere qualche paziente in questo reparto, persino il razionale ed efficiente dottor James Morrell. Rimane quindi doppiamente scioccato quando si imbatte in una donna priva di sensi identica alla sua ex moglie!

Lorna McClelland non sopporta di essere bloccata in un letto d'ospedale e di dover dipendere proprio dall'uomo che l'ha ferita di più. Tuttavia, una volta guarita, si rende conto che la passione che la lega a James è tutt'altro che sbiadita.

È stato proclamato lo stato d'emergenza! Livello di allerta: massimo. Consigli utili: barricarsi in casa, possibilmente in camera da letto.

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lettura da 4 minuti

«È fantastico, uscire con te, James!» esclamò Ellie ridendo, lasciando con James il noioso ricevimento di nozze del cugino. «Un dottore ha sempre una buona scusa per andare via.»

Lui sorrise. «Meglio, no?»

«Allora, cosa facciamo?»

Il sorriso di James si spense subito. «Dovrei andare a salutare una persona che va in pensione.»

«Potrei accompagnarti, e dopo andiamo da me.»

«Veramente domani avrò una giornata molto impegnativa.»

«Ma se è il tuo giorno di riposo!» protestò Ellie, e a ragione. Non si vedevano da una settimana. James sentì avvicinarsi il solito argomento di discussione tra loro. «Perché non mi porti mai nel tuo ambiente di lavoro? Stasera, per esempio, potrei accompagnarti.»

«Lo sai che preferisco tenere ben separati lavoro e vita privata. Te l'ho detto fin dall'inizio.»

«Più di un anno fa, me lo ricordo» precisò lei. «Io invece penso che preferiresti portarmi a casa, e poi correre a brindare con loro.»

«Questa sì che è una buona idea. Andiamo?»

Ellie si calmò all'istante. Era la prima volta che James si presentava ai colleghi in compagnia di una ragazza. Nel pub rumoroso, gli amici lo accolsero felici di vederlo. Mick era entusiasta del regalo personale del dottor Morrell, oltre quello collettivo. Una penna, sulla quale James aveva fatto incidere i ringraziamenti a Mick, per tanti anni di lavoro. Ma quando entrò nel locale insieme a Ellie, tra le donne presenti apparvero alcune facce contrariate, senza contare il deciso broncio esibito da May.

Non si fermarono a lungo. James guidò verso la casa di Ellie, si fermò senza spegnere il motore, pensando che stava comportandosi da vero bastardo.

Rifiutò l'invito a salire da lei. «Sono molto stanco.»

«Guarda che dispongo di un paio di letti» cercò di scherzare Ellie, anche se stava per piangere. «Non farmi questo, James...»

Poteva chiedere "fare cosa?", oppure ripetere che era stanco, e tranquillizzarla. Invece Ellie aveva capito benissimo cosa voleva dirle. «Vedi, ho solo bisogno di un po' di spazio» tentò di giustificarsi.

«No, non è questo, James» replicò lei, con fermezza. «Devi salire da me, così possiamo parlare.»

Parlare era davvero l'ultima cosa al mondo, in quel momento. E poi che dire, se ancora non aveva le idee chiare, non aveva analizzato a fondo le sue sensazioni, dopo aver rivisto Lorna?

James scosse il capo, con tristezza. «Ellie, tu sei una ragazza molto in gamba...»

Lo schiaffo lo colpì in pieno viso. Non reagì, perché Ellie lo era davvero, in gamba, e con lei aveva quasi recuperato la serenità perduta da anni, al punto di credere di aver trovato la donna giusta.

«Perché, James? Perché vuoi buttare via tutto?»

«Non è colpa tua...»

«Allora è per Lorna, vero?»

«Neanche per lei» tentò di spiegare James. «È finita da tanto tempo, so che frequenta un altro.»

«No, è per Lorna, ti dico!» esclamò Ellie, spalancando la portiera dell'auto. «Dopo tutto quello che ti ha fatto, per come ti ha trattato, tu ancora...»

«Ho bisogno di riflettere, di chiarirmi le idee.»

«E non puoi farlo insieme a me.»

James guardò Ellie. Vorrei che non fosse così, pensava, ma non sarebbe stato sincero e onesto fino in fondo. Anche se l'idea di tornare con Lorna gli sembrava assurda, lei era ancora nella sua mente. Doveva assolutamente risolvere quella situazione, anche per il rispetto dovuto a Ellie.

«No, non posso. Mi dispiace.»

«Non ne dubito» replicò lei, scendendo rapidamente dall'auto, e allontanandosi in fretta.

James voleva seguirla, scusarsi ancora, dirle quanto fosse desolato. Ma non sarebbe stato leale con lei.

Ripartì e, guidando, si accorse di essere in collera con Lorna. Sì, con Lorna, che era riapparsa nella sua vita proprio quando credeva di averla dimenticata, e gli aveva confuso le idee un'altra volta.

Passando vicino all'ospedale, la immaginò a letto, con uno di quei brutti pigiami dai colori squillanti, senza nessuna nostalgia per il loro matrimonio. Era stato un disastro, un vero inferno. Ripensandoci, Lorna aveva fatto bene ad andarsene, senza pretesti o discussioni.

James rientrò nella sua casa a due piani. Non notò sulla mensola gli orecchini dimenticati da Ellie, la sua giacca appesa all'ingresso. Andò dritto ad aprire un cassetto del mobile nella stanza da letto, ne estrasse una scatola in cui c'era qualcosa che avrebbe dovuto buttare via da tempo, e non aveva mai fatto.

Sedette sul letto, la aprì, sfogliando le fotografie del suo matrimonio con Lorna.

Com'era bella, il viso proteso verso di lui, gli splendidi occhi ambrati scintillanti d'amore. James ricordava benissimo cosa aveva provato in quel momento, guardandola. Orgoglio, speranza, certezza del futuro.

Anche se costretti a sposarsi così in fretta, erano sicuri che tutto sarebbe andato bene.

E invece non avevano raggiunto neanche il primo anniversario di quel giorno felice.

Ogni mercoledì un nuovo capitolo!
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