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Emergenza: ex in corsia!

di CAROL MARINELLI

Ogni medico del Pronto Soccorso trema all'idea di poter riconoscere qualche paziente in questo reparto, persino il razionale ed efficiente dottor James Morrell. Rimane quindi doppiamente scioccato quando si imbatte in una donna priva di sensi identica alla sua ex moglie!

Lorna McClelland non sopporta di essere bloccata in un letto d'ospedale e di dover dipendere proprio dall'uomo che l'ha ferita di più. Tuttavia, una volta guarita, si rende conto che la passione che la lega a James è tutt'altro che sbiadita.

È stato proclamato lo stato d'emergenza! Livello di allerta: massimo. Consigli utili: barricarsi in casa, possibilmente in camera da letto.

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Lorna aveva dormito anche nel pomeriggio, dopo un leggero pasto a base di brodo di pollo. Ma nel cuore della notte si era svegliata, colta da un penoso attacco di tosse che non le dava tregua.

Non doveva essere dimessa, ma restare nel reparto, pensò James, risentito verso il sistema ospedaliero. A parte il fatto che la sua casa era a sei ore di macchina, aveva ancora bisogno di cure specialistiche. Figuriamoci se poteva andare in un albergo, sola, senza assistenza alcuna.

Con un certo imbarazzo, le auscultò il torace. I lividi erano davvero spaventosi, molto estesi. E gli antidolorifici, anche se forti, evidentemente necessari.

Lorna sopportava bene il dolore, lo sapeva. Non si era lamentata mai, anche dopo l'intervento per la gravidanza extrauterina. Adesso, però, perfino la cintura di sicurezza le aveva strappato un lamento.

James mise via lo stetoscopio. «Qualcosa non va» ammise. Anche la temperatura era più alta della norma. Oltre al respiro difficoltoso e alla tosse, era la prova dell'inizio di un'infezione alle vie respiratorie.

«Dovresti tornare in ospedale» disse, correggendosi subito, allo sguardo desolato di Lorna. «Va bene, cominciamo una terapia con antibiotici, ma se non migliori in fretta, sarà necessaria una radiografia ai polmoni. Cerca di respirare a fondo, e di tossire molto.»

«Ma se non riesco a smettere!»

James corse in ospedale.

«Ti hanno chiamato?» chiese May, appena lo vide.

«No, sono qui per questioni personali... Per Lorna, veramente. È a casa mia, in convalescenza per pochi giorni, prima di tornare in Scozia» spiegò poi, mentre scriveva la ricetta con i farmaci necessari.

Prese anche una siringa, ago e fiale, insieme alle capsule di antibiotici che gli porse May.

«Le farò subito una puntura, poi spero che possa seguire la terapia per bocca. Sarai in servizio notturno a lungo?»

«Due settimane. I dottori si danno da fare parecchio» replicò May, scontenta. «Lo so che non è il momento di recriminare, ma siete in pochi, e troppo lavoro ricade sulle infermiere!»

«Stiamo incontrando dei candidati da assumere, e aggiunto altre richieste di personale negli avvisi economici. Per ora non possiamo fare altro.»

«Allora di' a Lorna di guarire presto.»

«Non credo che lavorerei volentieri con la mia ex moglie» replicò James sorridendo, avviandosi lungo il corridoio insieme a May.

«Perché no? Adesso è da te, è chiaro che andate d'accordo. E per Ellie non è un problema. Brava ragazza, vero?»

«Già.»

«È stata una vera fortuna, incontrarla.»

Tornando a casa, James provò una certa inquietudine. Era la seconda volta che lasciava credere che lui ed Ellie fossero ancora insieme. In fondo era meglio così. May poteva immaginare cose non vere. Quanto a Lorna... Veramente, non sapeva cosa pensare.

«Ehi, ma fa male!»

«Lo so, però funziona» replicò James, mentre Lorna si riadagiava sui cuscini dopo l'iniezione. «Ti ho portato del succo di mirtillo, devi bere molto di più» aggiunse, porgendole un bicchiere colmo della bevanda preferita da Lorna.

«Domani devo tornare al lavoro. Non vorrei, non sarebbe prudente lasciarti senza assistenza.»

«Non preoccuparti, andrà tutto bene.»

«Senti, noi dottori siamo in pochi, facciamo il possibile, non posso assolutamente mancare... Ma l'ospedale è vicino, appena avrò un momento di calma ti prometto che farò un salto a casa. Ho anche chiesto alla mia governante di restare un paio di ore in più.»

Lorna lo fissò sbarrando gli occhi.

«Credevi che la casa andasse avanti da sola?» chiese lui, sorridendo. «Senza Pauline non avrebbe questo aspetto, credimi. Si è fatta in quattro, per il tuo arrivo. Di solito non è una maniaca dell'ordine, ma davvero gentile, e... Come dire, una specie di madre, ecco.»

«Non tipo la mia, spero!» esclamò Lorna.

James scoppiò a ridere, e rise anche lei, ricominciando a tossire.

«Ora cerca di dormire» suggerì lui. «Domani mattina verrò a vedere come stai, ma senza svegliarti.»

«Grazie... Grazie davvero, di tutto» disse Lorna, riconoscente. James l'aveva aiutata molto, a superare dei momenti terribili.

«Figurati, non c'è di che.»

«E scusami anche per tutta la confusione.»

«Certi guai arrivano per metterci alla prova» sentenziò James, mimando l'accento scozzese e la gestualità del padre di Lorna. Era la prima volta che osava tanto, ma non era il caso di pentirsene, perché aveva strappato a Lorna un'altra risata.

La generosa offerta di ospitarla si era rivelata più complicata del previsto, pensò. Adesso era evidente che Lorna non sarebbe ripartita tanto presto.

Altro che confusione. James aveva la precisa sensazione che una montagna di problemi non previsti stesse sconvolgendo all'improvviso la sua esistenza.

Ogni mercoledì un nuovo capitolo!
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