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Dopo mezzanotte

di DAKOTA CASSIDY

"Mi chiedo dove tutto questo sia cominciato…"
Ecco una novella speciale, perché riguarda i personaggi e il prequel di due romanzi Romance firmati da Dakota Cassidy. Li trovi in edicola e sullo shop in febbraio e in aprile 2016.

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lettura da 12 minuti

Se Flynn McGrady aveva avuto problemi al solo sentire una frase tutto sommato innocente come “Sculacciami forte”... chissà quante gocce di calmante avrebbe dovuto prendere se avesse saputo che Cathy lavorava in una compagnia telefonica erotica. Era meglio tacere.
Tuttavia, trattandosi di Della, Cathy si sentì quasi in dovere di rispondergli: “Ti farebbe piacere, se andassi da tua madre ogni che posso? Il nuovo lavoro non mi permette di essere sempre presente, ma ti prometto di andarci tutte le volte che vado a trovare mia mamma.”
Il viso di Flynn si contrasse in una strana smorfia. Non era convinto. “Apprezzo il tuo sforzo, grazie.”
“Posso usare la toilette prima di andare via?” chiese Cathy.
Lui annuì. Aveva un atteggiamento di totale chiusura nei suoi confronti, ora. “Alla fine del corridoio, sulla sinistra.”
Cathy cominciò ad avviarsi ma si fermò di colpo. Con la coda dell’occhio aveva visto il libro che lui stava leggendo e che aveva lasciato incautamente sul divano: “Per sempre tua…?” lesse il titolo guardandolo poi con aria interrogativa.
Flynn arrossì, mentre farfugliava: “Ehm… sai, sto cercando di capire cosa ci sia di tanto eccitante in questi libri che hai fatto leggere a mamma. Se li leggo, almeno posso parlare con lei di qualcosa che le piace.”
Cathy sorrise, sfiorando la copertina del romanzo con la punta delle dita. Stava leggendo quei romanzetti - come li chiamava lui - solo per capire meglio come interagire con sua madre? Lo aveva giudicato troppo in fretta? In fondo, per quanto retrogrado fosse su certe cose, aveva un gran cuore. Che dolce! “Non sono poi così brutti, no?” gli chiese.
Flynn non rispose. Infilò le mani nei jeans e si fece scuro in viso. “Non pensar male di me, lo sto facendo solo per mia madre. Sono romanzi ridicoli e fin troppo fantasiosi. Gente così non esiste nella vita vera.”
Dicono tutti così, ma poi li leggono… avrebbe voluto ribattere Cathy, ma si limitò a dirgli: “Ma certo, Flynn McGrady, gente così non esiste…”
“Che vuoi dire?”
“Voglio dire che tu sei troppo al di sopra. Tuttavia, il fatto che tu sia un genio nel tuo lavoro non ti impedisce di arrossire come un teenager quando leggi frasi come ‘Sculacciami forte’, vero?”.
Smettila di stuzzicarlo, Cathy… smettila! Perché lo fai?
La mascella di lui si contrasse. Era tremendamente sexy. Sorrise appena e le chiese: “Perché per te non ci sarebbe alcun problema se tua madre leggesse ad alta voce, davanti a tutti, romanzi in cui si parli di farsi sculacciare con più vigore, vero?”
Cathy seguì con il dito il contorno del busto dell’uomo ritratto in copertina. L’illustrazione era abbastanza spinta e ritraeva un uomo a torso nudo.
“Se avesse significato farle del bene, indurla a parlare dopo mesi di silenzio... non avrei avuto alcun problema, no.”
“Bene, visto che siamo in vena di chiacchiere in libertà, ti dico anche che le storie contenute in questi romanzetti sono così surreali da sfiorare il ridicolo. E inoltre mettono gli uomini, quelli veri, alla berlina: chi diamine può competere con una specie di sexy cow-boy che ha i poteri di un vampiro bello e tormentato?”
“Non sei obbligato a metterti in competizione con i personaggi di un romanzo” rispose lei, trattenendo una risata.
“Robaccia del tutto inverosimile…”
“Io sono d’accordo con te solo su una cosa: nella vita raramente c’è il lieto fine… ma che c’è di male a lasciarsi andare con la fantasia?”.
Lo stava prendendo in giro e le piaceva da  matti, anche se Flynn non aveva davvero nulla da invidiare a quei personaggi sexy che tanto lo facevano indignare. Era bello, sexy e anche tormentato.
“Scusa, ma hai letto i dialoghi?”
Cathy aprì il libro, mentre posava la borsa sul tavolo. I suoi occhi scorsero qualche pagina e infine si posarono su una in particolare. Lesse ad alta voce: “Ti desidero come non ho mai desiderato nessun’altra donna da secoli, Lucinda. Sei la mia unica ragione di vita…” Cathy aveva letto l’ultima frase, cercando di usare un tono di voce drammatico e sexy.
In un attimo Flynn le fu accanto ed esclamò: “Ottima scelta! Punto numero uno: il personaggio che parla è un vampiro e i vampiri non sono vivi quindi lei non può essere la sua ragione di vita!”
Cathy alzò gli occhi al cielo e si girò verso di lui: “Sai qual è il tuo problema, McGrady? Che non riesci ad accettare che si possa anche sognare di tanto in tanto. Okay, il vampiro non è vivo, ma se fa sentire vive le lettrici, ben venga. E ce ne sono milioni di lettrici che divorano questo tipo di romanzi, credimi.” Gli restituì il libro.  “Sai che c’è? Secondo me tu sei il classico uomo che non ne perdona una, che non lascia correre e che non si lascia mai andare.”
Flynn non batté ciglio, nonostante avesse le labbra serrate. Per un attimo Cathy fu tentata di leccargliele, ma si trattenne appena in tempo.
“È impossibile che un vampiro sia vivo. Anche se dovessimo credere alla loro esistenza, questo romanzo non avrebbe comunque senso.”
Come non detto, era rigido come non mai… ma quanto era adorabile. Aveva l’espressione del bambino offeso.
“Si tratta di finzione. Capisco la tua necessità di regole e di canoni, ma questo è un romanzo, un’opera di fantasia. Se la scrittrice si prende qualche licenza artistica, che t’importa? È l’idea che il vampiro non possa stare senza la sua amata quella che ci fa sospirare non le regole tecniche.”
“La sua amata…? Ma come parli?”
Cathy lo guardò dritto negli occhi. Era serissimo e forse anche arrabbiato, ma accidenti a lui quanto era sexy. Non poté fare a meno di chiedergli: “Quand’è stata l’ultima volta che te ne sei fregato delle regole?”
Flynn sollevò le sopracciglia in un’espressione meravigliata: “Che intendi dire? Definisci la parola regole...”
“Quando è stata l’ultima volta che hai fatto una cosa infischiandotene delle conseguenze, solo per il gusto di farla? Ti è mai capitato di vivere come se non ci fosse un domani?”.
Flynn la guardò intensamente negli occhi. Un lampo di sfida passò attraverso le sue pupille e la mascella si contrasse ancora una volta. Cathy sorrise, non lo aveva mai visto così bello.
“Quando, mi chiedi?” esclamò. “Proprio adesso”. Prima ancora che lei potesse reagire o ribattere, Flynn la prese tra le braccia e posò le labbra sulle sue.
Il cuore di Cathy cominciò a battere all’impazzata nel momento in cui le loro labbra si sfiorarono. Flynn baciava benissimo, provocandole sensazioni peccaminose ma dolci allo stesso tempo. Così come doveva essere. La sua lingua cominciò a esplorarle la bocca e ad assaggiarla. Cathy fu investita da un turbinio di sensazioni mai provate prima. Lo afferrò per la maglia in modo tale che i loro corpi aderissero meglio l’uno all’altro.
Flynn aveva un buon sapore, come di un vino dolce e i suoi muscoli contratti e perfetti aderivano così bene a lei. Inarcò il bacino e si avvicinò alla patta dei suoi jeans. Flynn si lasciò sfuggire un mugolio di piacere quando nella foga, andarono a finire a ridosso della parete. Cathy avvolse le sue gambe attorno ai fianchi di lui e lo baciò con più foga.
“Chiedimi di fermarmi se non vuoi…” le mormorò tra un bacio e l’altro. La voce rotta dal desiderio.
“No, non ti fermare…” sussurrò lei. Incapace di pensare ad altro.
Flynn non se lo fece ripetere due volte e infilò le mani sotto la sua maglietta, sollevando anche il reggiseno per poterle toccare i seni.
A Cathy parve di vedere le stelle. Sentiva, come da lontano, i suoi stessi mugolii di piacere e il suo respiro farsi sempre più corto. Le sembrava che il suo corpo irradiasse calore, erano anni che non si sentiva così viva e così eccitata.
Flynn  sollevò l’orlo della gonna e gliela alzò fino alla vita per poi infilare le dita nelle sue mutandine. Con i polpastrelli le accarezzò la pancia e con un movimento deciso le abbassò gli slip.
“Ohhh...,” mormorò Cathy sollevando le natiche. Il contatto delle dita callose di Flynn dentro di lei la fece impazzire. Gli si avvinghiò ancora di più e con una mano raggiuse la zip dei suoi jeans, per aprirla e infilarci la mano. Il membro di Flynn era rigido, eretto, lungo e l’unica cosa che Cathy riusciva a pensare in quel momento era che lo voleva tutto dentro di sé.  Voleva che lui la riempisse con la sua virilità e la portasse dritta all’orgasmo.
“Profilattico?” chiese in un sussurro.
“Camera da letto…” le rispose lui con voce roca, muovendosi lentamente lungo il corridoio, verso la stanza.
I loro corpi si separarono solo per qualche istante, il tempo per Flynn di aprire il cassetto del comodino e tirare fuori un pacchetto di preservativi. Cathy non riusciva a star ferma così si tolse la maglietta e sfilò via anche quella di Flynn.
Le pesanti tende erano chiuse e nella stanza regnava la penombra del crepuscolo. La luce che penetrava era sufficiente da permettere a Cathy di guardare il petto di Flynn, così maschio e ricoperto di una sottile peluria scura. Fu presa dal desiderio non solo di toccarlo ma di assaggiarlo, guastarlo e sentirlo dentro di sé… a lungo, per ore e ore.
Flynn la prese dalla vita e l’avvicinò a sé, cominciando a succhiarle i capezzoli e ad accarezzarle il seno mentre lei gli infilava le dita tra i capelli e lo tirava verso di sé con più vigore.
Caddero sul letto e Cathy inarcò la schiena fino a sentire il membro di Flynn tra le sue gambe. Gemette di piacere quando lui le sfilò via le mutandine. Era pronta. Pronta e umida. Le tremavano le gambe per l’intensità del desiderio che aveva di lui.
Quando si tolse i boxer, Flynn si lasciò sfuggire un grido di piacere: Cathy gli aveva preso il membro e lo stava posizionando tra le cosce per farlo entrare dentro di lei. E lui la penetrò con una forza primordiale quanto  animalesca che li lasciò entrambi senza fiato.
I loro sguardi si incontrarono ed entrambi presero a muoversi all’unisono. Era tutto così naturale, come se fossero fatti l’uno per l’altra. Il desiderio si mischiava al bisogno che avevano l’uno dell’altra. Cathy posò le mani su petto di lui e chiuse gli occhi. Tutto ciò che voleva era godersi quell’uomo, viverlo, sentirlo e lasciare che quel momento diventasse indimenticabile. Entrambi si toccavano, si accarezzavano e infilano le dita l’uno nella carne viva dell’altra. Continuavano ad accarezzarsi mentre si muovevano sempre più velocemente. Il ritmo aumentò e così i loro gemiti. Il bisogno era tale che entrambi non poterono più trattenersi.
Nel momento in cui Cathy si rese conto di non essere mai stata così bene, di non essersi mai sentita così appagata e così felice, si lasciò andare del tutto. Si mise cavalcioni su di lui e cominciò a spingere il suo membro sempre più dentro di lei. Fino a raggiungere un orgasmo liberatorio, appagante, meraviglioso.
Flynn le afferrò le natiche e urlò. I muscoli contratti si rilassarono e venne anche lui.
I loro respiri divennero pian piano regolari e i battiti dei loro cuori rallentarono lentamente. E fu in quel momento che entrambi si resero conto di ciò che avevano fatto.
Cathy si sollevò, rimanendo però seduta sulle gambe di Flynn, e aspettò che gli occhi si abituassero all’oscurità in cui era piombata la stanza. Fuori era buio, ormai.
Accidenti a lei e ai suoi istinti. Di solito si sapeva domare benissimo, ma cavoli, quell’uomo le faceva perdere il controllo.
E Flynn… qualcosa era successo… era strano. Non avevano fatto solo un incredibile e straordinario sesso… c’era qualcos’altro. Non riusciva a guardarlo negli occhi. Non era più l’uomo con cui aveva litigato e avuto a che fare a Oakdale. Il tipo arrogante che veniva da New York e che sapeva tutto lui. L’uomo con cui aveva fatto sesso era un uomo straordinario, devoto a sua madre. Sembravano due persone diverse.
Oh, quest’uomo che aveva davanti a sé era decisamente un altro…
E ora che cosa mi dici Miss Non-ho-paura-di-niente-io?
Flynn guardò Cathy che sedeva sulle sue cosce. Era bella, disinibita e perfetta. Fare l’amore con lei era stato come raggiugere, nudo, la vetta del Monte Everest.
Cathy posò gli occhi sui suoi e dopo un attimo di incertezza gli chiese: “Allora, sono o no la tua unica ragione di vita?” sorrise e scese dal letto.
Flynn non rispose. Si mise a sedere sul letto e la osservò: Cathy lo stava guardando con l’aria di chi sta per dirti: “Non avremmo dovuto farlo!”
“C’è forse del rimorso nelle sue parole, Miss Vivo-come-mi-pare?” le domandò infine.
Cathy s’infilò la gonna, facendola salire lungo le sue bellissime gambe: “Non mi sentirai mai e poi mai ammettere di provar rimorso.”
Flynn sorrise e si alzò dal letto. “Non so. Mr. So-tutto-io pensa invece di aver avvertito come una nota di rimorso nel tuo tono di voce.”
Cathy gli lanciò uno sguardo torvo e fiero: “Devo andare!”
Tuttavia a qualcuno non piacevano i repentini dietro-front… “Ma scusa, niente coccole, niente chiacchierata di routine?” il tono era canzonatorio. Flynn si rese conto che non gli importava nulla. Era felice così e le formalità erano una stupidaggine, almeno tra loro due.
Cathy raggiunse la porta della stanza ed esclamò: “Non hai tempo per le coccole. Devi finire il romanzo che stavi leggendo. Sai, dovresti aderire a qualche book-club.”
La fragorosa risata di lui la raggiunse nonostante gli avesse sbattuto la porta in faccia.

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