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Dopo mezzanotte

di DAKOTA CASSIDY

"Mi chiedo dove tutto questo sia cominciato…"
Ecco una novella speciale, perché riguarda i personaggi e il prequel di due romanzi Romance firmati da Dakota Cassidy. Li trovi in edicola e sullo shop in febbraio e in aprile 2016.

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lettura da 15 minuti

Un anno dopo…
"Che cosa ci fai qui, Kit Cat? Sono lei cinque del mattino."
"Lo so... so dove stai andando, Landon" sussurrò lei nel bagliore viola del primo mattino.
Si era svegliata accanto Flynn, felice, assaporando ancora una volta la gioia incredibile che provava da quando erano andati a vivere insieme, un paio di mesi prima. Quel senso di completezza si era radicato nel profondo del suo cuore, quando si era resa conto che Flynn ci sarebbe sempre stato nel suo letto, l’avrebbe sempre accolta tra le sue braccia. Poi uno strano senso di urgenza l’aveva fatta uscire dai confini sicuri delle coperte, e l’aveva spinta ad andare al piano di sopra, al superattico.
Per vedere Landon. Un'ultima volta.
Flynn aveva gettato le coperte da un lato e si era precipitato a farle una tazza di caffè mentre lei si vestiva. L’aveva vista uscire e le aveva mandato un bacio. "Sarò qui quando torni."
Lei e Flynn avevano passato molto tempo con Landon negli ultimi mesi, e lui era diventato un buon amico anche per Flynn. Erano capaci di parlare per ore e ore di strategie di business e di calcio e di scommesse, sorseggiando uno scotch in terrazza.
Cathy amava il modo in cui Flynn rideva con Landon e con le ragazze dell’ufficio. Amava il modo in cui le punte delle orecchie di Flynn diventavano rosse quando sentiva LaDawn o Marybell mentre intrattenevano i clienti al telefono.
Amava tutto ciò che le era successo da quando Flynn, le Call Girls e Landon erano diventati parte integrante della sua vita. Aveva tanto di cui ringraziare il Cielo, a volte quasi se ne stupiva. Era però così difficile essere grati, invece di piangere, quando pensava alla malattia di Landon… al dolore per la perdita inevitabile.
Landon aveva resistito molto più a lungo delle aspettative, da quanto cioè gli avevano detto che il cancro era tornado. E molto più lungo del periodo di tempo i medici gli avevano dato. Ma poi era arrivato il declino, rapido.
A volte, quando piangeva, Flynn la teneva stretta a sé, cullandola mentre si preparava all'inevitabile. Non avrebbe più rivisto Landon.
Andando da lui di buon mattino, Cathy si accorse di quanto quell’orribile malattia lo stesse consumando.
Cathy teneva la voce bassa per non svegliare le ragazze: aveva capito che Landon se ne stava andando. Bisognava rispettare le sue volontà, pur sapendo che nessuna delle ragazze, lei compresa, sarebbero mai state in grado di ricambiare l’immensa generosità del loro benefattore.
Landon voleva andar via tranquillamente, passare gli ultimi giorni in un posto tranquillo, prima di morire. Non voleva vedere le sue ragazze piangere per lui. Voleva assaporare il meglio che loro gli avevano sempre dato, così come aveva assaporato il calore del caffè che beveva ogni mattina: con un sorriso e un sospiro di apprezzamento. Landon era fatto così.
Tuttavia le lacrime rigavano il volto di Cathy, scivolando calde e pesanti lungo le guance. "Io... io dovevo..." Cat dovette combattere per trattenere un lamento, un urlo primordiale per l'ingiustizia a cui stava assistendo. Si morse le labbra.
"Non piangere, Kit Cat. Ti prego. Quando ti vedo arrivare da questo ascensore, voglio vederti sorridere. Proprio come facevi quando mi portavi il caffè ogni mattina a Oakdale. Questo è quello che voglio come il mio ultimo ricordo di te."
"Come, dimmi come?" Cathy trattenne a stento un singhiozzo. "Come faccio a lasciarti andare?" Come faccio a dirti addio per sempre?
Gli occhi di Landon erano dolci e la guardavano con tenerezza. "Lascia che sia. Fallo per me, perché ho bisogno che tu sia forte in questo momento. Ho ottenuto tutto ciò che ho sempre voluto in questa vita. Un sacco di soldi per fare quasi tutto, per viaggiare e vedere tutti gli angoli della terra. Ma alla fine, in questo momento, voglio solo questo. Voglio vedere il tuo sorriso."
"Allora io voglio solo quest'ultima cosa." Cathy non aspettò la sua risposta. Si lanciò verso di lui e gli mise le braccia intorno alla vita, abbracciandolo stretto. "Grazie, Landon. Grazie per avermi dato tutto questo. Per avermi mostrato come credere in me stessa. Grazie."
Landon le strinse le spalle con le dita, gli mancava il respiro per la commozione. “Hai dimostrato a me, mese dopo mese, che gli angeli esistono. Sei così buona e sei molto brava in questo lavoro. Le ragazze ti adorano e ti prendono a esempio per imparare, per crescere nel caso in cui vogliano a lasciare la Call Girls. Le sproni. Le incoraggi. Quindi, Kit Cat, ricordati sempre che sei la migliore General Manager che abbia mai avuto. Ricordati sempre che hai riempito il mio cuore di gioia. Sono così dannatamente contento."
Quando Cathy si allontanò, entrando in ascensore, Landon si portò un dito alle labbra per ricordarle il suo ultimo desiderio.
E lei sorrise. Sorrise. Un sorriso luminoso, completo, in ricordo di ogni momento felice che avevano condiviso, di ogni secondo della loro amicizia, di ogni parola gentile, di averla aiutata a trovare finalmente la sua strada.
Le porte dell'ascensore si chiusero con un silenzio… Landon se n’era andato.
Era stato un vero addio.
Cathy si lasciò andare sulla sedia imbottita dell'ascensore, tirò le ginocchia fino al mento e pianse. Non di rabbia, ma in segno di gratitudine per quel­l'amicizia che aveva toccato la sua anima.
Lasciò che le lacrime scorressero, non si preoccupò di trattenerle. Voleva obbedire alle ultime volontà di Landon, perché lui contava su di lei perché tutto funzionasse al meglio alla Call Girls.
Ora era arrivato il momento per Cathy di mantenere la sua promessa, ovvero mantenere unite tutte le ragazze, come in una squadra.
Cathy si alzò in punta di piedi per dare un bacio sulle labbra a Flynn; sospirò felice. Ogni notte, quando lui varcava la porta di casa, era un meraviglioso ri­trovarsi. Ogni giorno, da quando aveva deciso di seguire il consiglio di Landon, vedeva tutto sotto una luce diversa. La migliore possibile.
Nessuno tranne Sanjeev sapevano dove Landon fosse andato a trascorrere i suoi ultimi giorni. Tutto ciò che si sapeva era che Landon era andato in cielo se­reno perché sicuro di essere amato. Come ogni sera, Cathy si sedette ac­canto alla finestra, dal punto in cui poteva scrutare il cielo mentre sorseggiava un tè alla luce tenue della luna. Emmaline Amos, la cugina di Flynn, era venuta ad aiutarlo quel mese, anche lei aveva voluto stare con Landon e salutarlo per un’ultima volta. Anche un altro dei loro vecchi amici comuni di Plum Orchard era riuscito a venire a dirgli addio.
Anche se lei, Flynn e le ragazze avrebbero voluto stare con lui e magari anche pregare con lui, Landon aveva fatto in modo invece che la squadra della Call Girls rimanesse al suo posto e svolgesse il lavoro di sempre. Era questo il modo migliore per rendergli omaggio, diceva.
La notizia della sua morte era arrivata il giorno precedente. Landon era davvero andato via, e lei e le ragazze avevano organizzato una piccola festa per celebrare la sua dipartita ma soprattutto la sua memoria. Avevano pre­parato tutti i suoi piatti preferiti, appeso le foto che lo ritraevano sorridente, si erano anche messe a ridere raccontandosi storie divertenti su di lui.
Poi si erano tutti presi per mano, sistemandosi in un unico grande cerchio, e avevano promesso di essere sempre una squadra, proprio come voleva lui.
Landon aveva lasciato una scia d’amore e gratitudine dietro di sé.
Cathy respirò profondamente, e si rannicchiò tra le braccia di Flynn. "Sei riuscito a essere presente per la consegna del divano per il monolocale di tua madre?" Adesso Della risiedeva accanto a sua madre Tessa.
Grazie alla generosità e all'influenza di Landon, Della e Tessa non avevano dovuto attendere tempi biblici per l'ingresso nella nuova struttura medica nella quale ora risiedevano entrambe. Della aveva fatto dei passi da gigante nel suo recupero, anche se di tanto in tanto i suoi discorsi apparivano sconnessi. Ma ciò che influiva maggiormente era lo spirito: Della ora era felice. Anche Tessa non doveva più preoccuparsi. Su entrambe avrebbe vegliato Cathy, d’ora in poi.
Aveva persino sistemato Emmet Kingsley: aveva parlato con il suo agente immobiliare al telefono e l’aveva pregato di cercare un appartamento anche per lui.
Flynn le accarezzò la schiena con il palmo della mano, attirandola a sé. "Mamma sta davvero bene. È giunto il momento per lei di andare avanti, di voltare pagina, una volta per tutte."
"Vedi?" Cathy lo prese in giro, facendogli cenno di sedersi accanto a lei sul divano. "Tutti quei romanzi rosa che tanto disprezzavi, sono serviti a qualcosa. Le hanno insegnato qualche trucco…"
Flynn la prese in braccio e la guardò, sembrava pensieroso. "Allora, tu come stai? Stai bene?"
Si riferiva al DVD che Sanjeev le aveva consegnato qualche ora prima. Quello che Landon aveva lasciato per lei e che avrebbe dovuto vedere solo dopo la sua morte.
Landon aveva lasciato le Call Girls tre mesi fa, ma nel cuore di Cathy, lui era morto il giorno in cui lei era salita su a salutarlo, quando le porte dell'ascen­so­re si erano chiuse sul suo bel viso. Da allora aveva trascorso tutto il tempo a realizzare le sue ultime volontà. "Non l’ho ancora guardato. Volevo che tu fossi qui con me."
"Io sarò sempre qui con te, Cat. Ma se non te la senti..."
Cathy scosse la testa. "No, sono pronta. Secondo Sanjeev, Landon aveva chie­sto che lo guardassi non appena... non appena avessimo saputo della sua morte. Quando Landon decise di spostare il quartier generale della Call Girls a Plum Orchard, fu il giorno in cui mi raccontò della sua prognosi. Mi disse che c’era un motivo specifico per cui voleva che la Call Girls tornasse nella sua città natale. Ho bisogno di sapere qual è questo motive, in modo che possa fare esat­tamente come lui voleva."
Flynn la prese tra le braccia e la strinse forte. "Allora facciamolo per Landon" disse prendendo il telecomando e premendo sul tasto PLAY.
Landon apparve sullo schermo, era a letto, sorretto da grandi cuscini dietro la schiena e circondato dai fiori che amava. Sembrava fragile, ma il suo sorriso, la parte più pura di lui, era ancora riuscito a trovare la strada at­tra­ver­so le labbra.
"Mia dolce Catherine. Ti ho detto quanto mi mancherà la tua gioia di vivere? Il tuo spirito di avventura e il tuo alto senso di giustizia?"
Cathy combatté contro se stessa per non scoppiare a piangere e per ri­pren­de­re fiato. Landon appariva debolissimo, era così cambiato. Aveva perso molti chili dall'ultimo giorno in cui l’aveva visto, prima di partire. I suoi occhi erano vitrei e cerchiati, e la sua pelle grigia.
"Ricordi quando ti ho detto quanto fossi brava a rendere felici le persone? Ho bisogno che tu mi aiuti a dare la felicità a due persone. Ho bisogno della mia ragazza speciale ora più che mai. Spero che tu possa aiutarmi, Kit Cat. Spero che gli occhi di chi voglio aiutare non siano troppo ciechi per vedere che hanno bisogno di aiuto, e spero che ciò che sto per chiederti di fare per me non sia chiederti troppo."
Cathy mise in pausa il DVD, la morsa al petto la stava quasi soffocando. Flynn la strinse ancora più forte e lei nascose il viso nel calore del suo petto. "Non posso... non posso. Questo non è il mio Landon."
Flynn la baciò sul capo. "Ed è per questo che ha scelto di lasciare la città, amore mio. Non voleva che nessuno piangesse per lui. Voleva che lo ricordaste co­me l’avevate visto l’ultima volta. Proprio adesso, proprio in questo momento devi essere forte. Sai cosa mi ha detto quel giorno in cui mi ha parlato del tuo lavoro alla Call Girls? Mi ha detto: Flynn, se davvero ami Cathy, devi dirglielo in questo momento. Proprio in questo istante. Non ha importanza se siete diversi come la notte e il giorno. È proprio per questo che la ami. Vai, amala, il resto verrà da sé. Ma proprio in questo istante dalle tutto l’amore di cui sei capace o la perderai per sempre. E aveva ragione. Ecco come aveva vissuto Landon. Ogni secondo di ogni giorno della sua vita era degno di essere vissuto. Ed è così che intendo seguire le sue orme e rendergli omaggio.
L'amore verso Flynn riempì il cuore di Cathy." Tanto amore in mezzo a tanta tristezza. Le lacrime scendevano dai suoi occhi, ma si costrinse a premere nuo­vamente PLAY. Qualunque fossero le ultime volontà di Landon, qualunque cosa volesse, lei l’avrebbe fatta. Il DVD si riaccese.
"Quindi, so che posso contare su di te. Se decidi di rimanere con le Call Girls a Plum Orchard, fai in modo che anche le ragazze abbiano la vita migliore possibile, almeno fino a quando lavorano per me. Per quanto riguarda la tua mamma e anche la madre di Flynn, Della, vorrei che si trasferissero anche loro lì. Ho solo bisogno di sapere che siete tutti là, sani e salvi. Ho curato tutti gli aspetti legali e Sanjeev penserà al resto. Sarà lui a spiegarvi tutto, in caso decidiate di esaudire la mia richiesta. Tutto ciò che vi chiedo è di fare in modo che le cose funzionino così come le ho impostate io. Avere quindi cura di ognuna delle ragazze, sempre. Ora, Plum Orchard è una piccola città, Cat. La mentalità di paese non sarà di aiuto: ma se non facciamo questo, due delle per­sone che amo di più al mondo sono destinate alla rovina. Io non posso es­sere lì per aiutarle a risolvere il problema, devo contare su di te, Kit Cat. Una di queste persone è Dixie, il mio migliore amico…”
Dixie e Caine erano i suoi due amici d'infanzia. Landon le aveva molto parlato di loro.
"E ora arrivo al punto. Dixie e Caine. Quello che sto per chiederti di fare con quei due imbecilli è probabilmente una cosa folle. Aiutali, inseriscili in qualche mo­do nell’azienda e fai in modo che non combinino grossi guai. Ho amato il breve periodo di tempo passato insieme, Kit Cat. Spero che anche tu ti ri­cor­derai sempre di me. Spero che tu sappia quanto tu abbia significato per me. È davvero possibile avere un happy-ending… tu e Flynn lo dimostrerete a tutti. Me lo sento. Flynn, sei lì? Ti prenderai cura della mia ragazza, vero? Ma tieniti forte. Perché stare con lei equivarrà a una cavalcata selvaggia." Landon sor­rise di nuovo. "Vi auguro di amarvi sempre… per sempre."
Il lettore DVD si spense con uno scatto, lasciandoli nel silenzio. Le lacrime sgorgavano a fiumi dagli occhi di Cathy. Avevano pianto così tanto, nell’ultimo periodo, lei e le ragazze, tanto da poter riempire un oceano.
Ora, però, non voleva più piangere. Voleva fare quello che le aveva chiesto Landon. Voleva vivere ogni singolo istante della sua vita. Viverlo e goderselo.
Flynn le prese il mento tra le dita e le baciò la punta del naso. "Stai bene?"
"Lo sapevi, vero?"
"Che cosa?"
"Quello che Landon voleva a Plum Orchard?"
"Io non sapevo che cosa intendesse esattamente fino a questo momento: quando mi ha detto di non rinunciare a te, però, mi ha chiesto se fossi disposto a tra­sferirmi a Plum Orchard."
"Davvero? Ci sei mai stato prima?"
Il sorriso di Flynn si illuminò. "Solo un paio di volte, quando mio padre an­dava a far visita alla madre di Em, sua sorella, mia zia Clora. Un gran bel posto."
"Così te la sentiresti di andare lì, di trasferirti? Cioè, faresti questo per me e per Landon?"
Flynn premette le labbra sulle sue.
“Puoi scommetterci, Kit Cat."
"Lui ti ha chiesto se volevi trasferirti a Plum Orchard?" avrebbe dovuto sa­pere che Landon aveva capito tutto.
"Ebbene sì."
"E tu che cosa gli hai risposto?"
Flynn le diede un altro bacio. "Ho detto che ti avrei seguita ovunque perché ero e sono follemente innamorato di te. Sai, anche se erano passate solo poche settimane io sapevo già che non avrei mai voluto perderti."
Cat sorrise tra le lacrime, lasciando che Flynn le accarezzasse le guance per asciugargliele.
Questa volta non sarebbe fuggita.
Questa volta sarebbe arrivata fino alla fine.
"Ti amo troppo, Flynn McGrady. Quindi andiamo a Plum Orchard e vediamo come va a finire," gli mormorò tra un bacio e l’altro.
Con Flynn al suo fianco, non aveva nulla da temere.

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