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Dopo mezzanotte

di DAKOTA CASSIDY

"Mi chiedo dove tutto questo sia cominciato…"
Ecco una novella speciale, perché riguarda i personaggi e il prequel di due romanzi Romance firmati da Dakota Cassidy. Li trovi in edicola e sullo shop in febbraio e in aprile 2016.

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lettura da 11 minuti

"Kit Cat?"
Landon avanzò lentamente verso di lei, varcando la porta del suo ufficio. La luce del crepuscolo faceva apparire il suo volto ancora più pallido e stanco di quanto non lo fosse la settimana precedente. Cathy lasciò cadere i faldoni che stava mettendo a posto. "Capo?"
“Perché sei ancora qui? È tardi."
Perché ho appena rotto con l'uomo più sorprendente del mondo, perché lui crede che io sia una prostituta.
Non ti ha detto che sei una prostituta, ti ha solo fatto una domanda legittima sul tuo lavoro. Tutti quelli che si frequentano prima o poi arrivano a parlare della loro vita lavorativa. Non ti ha chiesto l’ammontare del tuo conto in banca. Ti ha solo chiesto quello che fai per mantenerti.
Hai rovinato tutto, perché hai una paura fottuta. Ammettilo, Catherine Butler.
Sentiva su di sé un peso immenso. "Avevo del lavoro da sbrigare entro domani. Tu? Tutto okay?"
Landon incrociò le braccia sul petto. "Brutte notizie, tesoro."
“Non mi dire che Sheree è stata minacciata dalla moglie di un altro cliente, un’altra specie di puritana? Le ho detto l'altra sera: se una moglie ti chiama arrabbiata per l’ammontare della bolletta telefonica, passala pure a me".
Landon tese la mano verso di lei, i suoi occhi, di solito così brillanti, erano piuttosto cupi e tristi quella sera. "Vieni fuori in terrazza con me?"
Cathy si sentì invadere dal panico. Che cosa stava succedendo? "Landon, mi stai spaventando", gli disse seguendolo a pochi centimetri.
Per tutta risposta, Landon aprì la portafinestra e le fece cenno di seguirlo, fuori all'aria fresca della notte.
Il cuore di Cathy cominciò a battere furiosamente. Dio, ti prego, fai che non sia quello che penso. "Che cosa c'è che non va?"
"È tornato."
"Che cosa?"
"Il cancro, Kit Cat."
No. No, no, no. Cathy dovette afferrare la balaustra di ferro del balcone per reggersi in piedi. "No," sussurrò.
“Temo di sì, bella signora."
"Dovrai fare altri cicli di chemio?"
Landon la guardò dritto negli occhi. Non c'era paura nel suo sguardo. "Non questa volta, temo. Credo di essere in fase terminale, ora. Non c’è più niente da fare, tesoro."
"Ma… avevi detto di stare meglio quando te ne sei andato da Oakdale. Avevi detto di non avere più bisogno della chemio,” protestò Cathy in un sussurro.
"Questo è ciò che i medici mi avevano detto, Kit Cat. Ma conosco il mio corpo. Sapevo quello che mi stava accadendo, nonostante il parere dei medici. Se ti dico di essere vicino alla fine, è perché lo so. Se ti ho messo fretta quando ti ho offerto questo lavoro, non era solo perché passavi da un lavoro all'altro come un grillo… ma perché volevo aiutarti. E dovevo farlo in fretta. Sei così dolce e altruista con tutti, aiuti sempre chi ti sta accanto, Cat. Quando tutto ciò che devi fare è aiutare te stessa. Così ci ho pensato io…"
"Landon..." Ora tutto aveva un senso. L'aveva portata alla Call Girls per un motivo, per dimostrare la sua gratitudine e farle capire che ce la poteva fare anche da sola, e ricoprire un ruolo di responsabilità.
La vista le si offuscò per le lacrime. "Tu… hai pensato questo per me..."
"Oh, Cat. L’ho fatto per tutte quelle meravigliose chiacchierate che abbiamo avuto durante i mesi in cui andavo avanti e dietro da Oakdale, mi hai reso felice. Non ti sei mai dimenticata di fermarti a parlare con me anche se solo per due minuti. Sai quanto è importante ciò che hai fatto per alcune delle persone in cura a Oakdale? Potrà pure essere un’importante e costosa struttura privata, ma non tutto si compra con i soldi. A volte la solitudine è così tremenda che puoi anche pagare oro ma restare solo. Hai idea di che cosa significhi avere qualcuno che ti porta un delizioso cupcake per il tuo compleanno anche se tu, volendo, hai abbastanza denaro per comprare un’intera fabbrica di Cupcake? Sai cosa significa leggere romanzi rosa a Della o assicurarsi che Emmet Kingsley abbia un buon avversario con cui giocare a scacchi per mantenere la sua mente sveglia? Non sai nemmeno chi sia Emmet Kingsley, immagino…"
Cathy scosse la testa, l’angoscia sembrava averla sopraffatta. "No…"
"Te lo dico io chi è. È l'amministratore delegato - in pensione - di una delle più grandi compagnie petrolifere del mondo, mia bella ragazza. Sai perché non sai quello che fa? Perché non t’importa nulla del suo denaro. Tu ti sei solo preoccupata di farlo stare bene a prescindere dai suoi soldi. Ti sei preoccupata del suo cuore, dei suoi sentimenti. Era solo, Cat. Così solo che non immagini, ma poi sei arrivata tu e lo hai trattato come una persona… un essere umano, non il capo in pensione, non il ricco da cui poter spillare soldi… e questo è ciò che voglio per la mia compagnia telefonica quando io non ci sarò più."
Basta. Non poteva sopportare una parola di più. Cathy non riusciva a parlare: le lacrime le inondavano il viso. Landon l’abbracciò, appoggiando il mento sul suo capo.
"Tu sai rendere felici le persone. Sei brava a trattare con loro. Sei brava a organizzare le cose. Sei brava a capire quando qualcuno ha bisogno di un abbraccio. Le ragazze che lavorano qui da me hanno avuto brutte esperienze, nella vita. Avevo bisogno di qualcuno che ci prendesse cura di loro; qualcuno che sapesse quando occorre un abbraccio. Sapevo che stavi male da Arlo. Eri sprecata per lui. Ho anche capito che non potevo più farcela da solo qui alla Call Girls, ma ho anche capito che la persona da lasciare in carica doveva essere qualcuno a cui non fregava niente dei soldi. Le ragazze sono la mia famiglia. Non volevo lasciare una persona qualsiasi a prendersi cura di loro. Un freddo, impersonale bastardo che avrebbe eseguito i miei ordini come una macchina ben oliata. Non lascerò mai le ragazze con qualcuno che non le capisca a fondo. Quindi, come si suol dire, il tempismo è tutto. Ho sempre creduto di averti incontrata per un motivo, Kit Cat. La ragione è questa."
Cathy avrebbe voluto urlare la sua indignazione per l'ingiustizia della vita. Ma non riusciva a parlare, non riusciva a emettere alcun suono a causa del nodo alla gola.
Landon si fidava di lei così tanto di lei da lasciarle in eredità tutto ciò che aveva costruito e amato più di se stesso? Era quasi più di quanto potesse sopportare. A lei? Ex assistente di un Clown… non era dunque così irresponsabile, dopo tutto.
"Quando…?" riuscì a chiedere in un soffio.
"Mesi, forse. Non posso dirlo con certezza. Sono gli stessi dottori che avevano sbagliato prima, lo sai. Ma questa volta, Kit Cat, lo sento. Proprio qui” disse indicandole la pancia.
"Le ragazze. Non mi vuoi..." come poteva anche solo cominciare a dire quelle parole ad alta voce?
"Parlerò con le ragazze domani, Cat. Passa un po ' di tempo con loro."
"Ti aiuterò, Landon. Farò tutto quello che serve. E sarò lì con te, per tutto il tempo di cui hai bisogno...". Non riusciva a vedere un domani senza di lui, ma era pronta a fare tutto ciò di cui lui aveva bisogno perché lui le aveva dato una famiglia. Oltre anche una grande fiducia.
Cathy era scossa dai singhiozzi, ormai. Non riusciva a smettere. "No, Cat. Non voglio vedeti reagire così. Per quanto io ami tutte voi, non voglio che nessuna pianga per me. Mi capisci? Sto andando in un posto tranquillo. Capirò quando arriverà il momento di lasciare Atlanta. Ora, so bene che non pensi che sia giusto, ma è così che voglio lasciare questa terra".
Cathy fece un respiro profondo. Oddio, Landon era così coraggioso.
"Ora, c'è un'ultima cosa che mi devi promettere. Be’… forse due."
Cathy non riusciva a smettere di tremare, prese due boccate d'aria e gli chiese: "Se anche fossero tre, ti direi di sì".
"Eccola qui, la mia ragazza preferita. Vai da quel ragazzo, tesoro. Quel ragazzo da cui sei fuggita a causa della tua folle paura. Lui è per te una spiaggia tropicale. Te lo assicuro. Promettimi che gli parlerai…"
“Come fai a sapere sempre tutto, tu?"
"Ti ho vista piangere, amore mio. Di certo una storia seria non finirà per un po’ di sesso telefonico."
Cathy rise. "Numero due?"
"Sorriderai ogni volta che penserai a me, vero? Per favore. Per favore, sorridi sempre."
"Sempre."
Sempre.
Flynn seguì Nella, una delle infermiere, mentre spostava la sedia a rotelle della madre verso la finestra. Fuori c’era un bellissimo sole.
"Grazie, Nella," le disse con un sorriso.
Prese una sedia e si sedette, prendendo la mano di sua madre. "Ehi, mamma. Come va oggi? "
L'angolo della bocca di Della si sollevò mentre gli stringeva la mano. C'era calore in quella stretta. Man mano che passavano i giorni, la madre muoveva piccoli ma significativi passi in avanti.
"Hai finito La moglie dello sceicco?" la prese in giro.
Della si sforzò di sorridere e gli lanciò uno sguardo di rimprovero per la battuta.
Flynn rise. "Ok, bene. Perché, sai, io ho finito Per sempre tua... ".
Gli occhi di sua madre brillavano di approvazione mentre aspettava che lui finisse di parlare.
"Vuoi il mio parere?"
Della annuì.
"Direi che va bene, ora è tutto tuo. So che puoi leggerlo. Cathy mi ha detto che puoi farlo. Quindi conta pure su di me, ora." sorrise
Le labbra di Della si mossero. Flynn la guardò e attese che sua madre riuscisse a esprimersi. "Voi... st..."
"Questo romanzo è scritto abbastanza bene, mamma. Va bene per te, quindi ecco i miei due centesimi della scommessa. Dimitri è un buon personaggio. Lo sai che Lucinda doveva fare la prostituta per vivere? Perché diavolo non l’ho capito prima…?". Flynn aveva parlato tutto di seguito per evitare di dover parlare di Cathy con sua madre.
Della gli diede dei colpetti alla mano. "Bas ... ta, da... te", era furiosa, i suoi occhi sembravano lanciar fiamme.
Flynn sorrise di nuovo. "Oh, andiamo, mamma. Quante donne pensi che sia una donnaccia? Va bene, allora ti do quest’altro libro: lui è un vampiro, con tutti gli annessi e connessi del caso. Bevono sangue, vivono di notte e bla bla bla. Lui cerca la sua anima gemella. Ti leggo il prologo: Non riesco a ricordare l'ultima volta che ho parlato con una donna, convinto fin dal primo istante che fosse la mia anima gemella, perché sono un vampiro dal 1822…"
"Rooomantico." Della riuscì a dire quella parola al figlio che, soddisfatto, si appoggiò allo schienale della sedia.
"Voi donne sempre in cerca di romanticismo! Ora non vi bastano più la pizza e un film?" Flynn canzonò sua madre. "Sai qual è la mia parte preferita del libro? La resa dei conti tra Gor e Dimitri".
"Bah," mormorò Della, per poi inclinare la testa. "Cathy?"
Già… Cathy. "Che mi dici di lei?" domandò lui a sua volta.
"Tu e le... e lei!", esclamò infine, trionfante.
"Cathy è molto bella, mamma."
Della gli afferrò un braccio e lo scosse. "Ragazza."
Eccola che ora, all’improvviso, sua madre poteva parlare. Cathy sembrava la parola magica che apriva tutte le porte. "No. Non è la mia ragazza, mamma ".
"Peeerchè?"
Perché era finita. Perché lui viveva a New York e lei qui in Georgia. Perché lei era il caos e lui era l'organizzazione.
Perché il ponte che aveva cercato di costruire tra loro era crollato. Perché lei non voleva stare con lui. E perché lui le aveva chiesto se fosse una prostituta.
"Perché non siamo fatti l’uno per l'altra, mamma. Cathy non vuole le cose che voglio io. Lei è tutto quello che io non sono. Ho bisogno di qualcuno che sia... "
La madre lo aveva ascoltato con pazienza, ripiegando il mento sul petto.
"Non importa. Che ne dici di lasciare perdere? Cat non è la ragazza giusta per me…"
Dannazione, quanto era doloroso accettare la realtà.

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