Sei già registrato? Entra oppure Registrati

Diamanti e desiderio

di SARAH MORGAN

Lauren Banks non avrebbe mai immaginato di trovarsi a sostituire la chiromante scomparsa nel nulla in quel prestigioso galà di beneficenza. D'altronde le alternative sono due: accettare oppure perdere il lavoro di cui ha un disperato bisogno.

Non è certo tipo da credere al destino né tanto meno alle favole, perciò Lauren è scettica quando vede entrare nella sua tenda un bell'uomo alto e bruno che si offre di ricoprirla di diamanti… e desiderio!

Ma la fiamma dell’attrazione che divampa tra loro le fa decidere di abbandonarsi a quella fantasia, seppure per una sola notte…

9
lettura da 4 minuti

Lauren gemette sotto l’assalto della sua bocca abile. Sentiva trasalire le persone che li guardavano, ma era troppo travolta da quel momento di passione per curarsene. Le importava solo il fatto che Andros la stava baciando e che tutto il suo corpo si scioglieva al calore quasi insostenibile creato dal contatto con quell’uomo sicuro ed esperto. Sentiva il suo corpo solido premuto contro il proprio e le mani che le reggevano la testa con decisione per bloccarla mentre le dava un bacio carico di promesse sensuali.

Nella mente annebbiata dal desiderio si fece largo l’eco dei rintocchi di un orologio in lontananza, e Alexandros si staccò lentamente.

«E’ mezzanotte.» Il modo in cui lo disse le fece capire che l’ora aveva una certa importanza, e Lauren si chiese se non le fosse sfuggito qualcosa.

«Che cosa succede a mezzanotte?»

Ci fu un lungo silenzio e lui assunse un’immobilità innaturale. «Ce ne andiamo.»

Si levò un sospiro collettivo dalle donne che li guardavano quando Alexandros intrecciò le dita alle sue e la condusse fuori dalla tenda.

«Dove andiamo? Ho ancor addosso la collana…» Lauren inciampò, cercando di tenersi al passo con la sua lunga falcata. «Non voglio essere arrestata per furto.»

«La collana è tua.»

«Non è possibile, non l’ho pagata.» Le finirono i capelli negli occhi e Lauren li tenne fermi con la mani, ridendo mentre correvano sul prato, schivando le celebrità che godevano di tutti i divertimenti offerti dalla festa.

«Sono un ottimo cliente.»

Trafitta da un dubbio improvviso, Lauren smise di correre. «Non so se volevo saperlo… Ma che ci faccio con te? Verrò licenziata per questo. Devo essere impazzita!»

Alexandros la guardò con i suoi occhi ardenti e sexy. «Non ancora, ma lo sarai presto, agape mou. Quando saremo finalmente soli a casa mia, ti farò impazzire davvero, te lo prometto.»

Lauren sapeva di essere nei guai. Aveva la bocca secca e lo stomaco che esplodeva per l’agitazione, ancora più eclatante e pirotecnica dei fuochi d’artificio. «Andiamo a casa tua?» Lì, in quell’albergo esclusivo, circondata dagli invitati, si sentiva relativamente al sicuro. Era stato solo un interludio folle e divertente. Invece il pensiero di andare a casa sua le provocava sensazioni completamente diverse. Decisamente non era al sicuro, e non era un divertimento superficiale, si disse. Quella era una cosa seria.

Alexandros Kozanitas non era un ragazzo spiritoso, disposto a flirtare e accontentarsi di concludere la serata con un casto bacio della buonanotte. No, lui era un uomo forte e virile,  sicuro di ciò che voleva e determinato a raggiungere i suoi obbiettivi senza farsi scrupoli. Quello che voleva, lo prendeva.

«Presumo che casa tua non sia in Grecia.»

Lui sorrise. «Ho una villa sulla costa a Cap Ferrat. È più vicina di casa mia in Grecia.»

Aveva più di una casa. Ovvio. Lauren trattenne una risatina isterica, pensando alla sua stanzetta in affitto nel quartiere più malfamato di Londra. «So che da un momento all’altro mi risveglierò nella mia noiosissima vita di tutti i giorni.»

«Per svegliarti, prima devi addormentarti, e l’unica cosa che sicuramente non faremo è dormire.» Trasudava sessualità sfrontata da tutti i pori, dal suo sguardo incendiario e dalla piega misteriosa della bella bocca. Lauren capì subito di non avere scampo.

«Forse dovremmo rimanere qui.»

«Vigliacca.»

«Sì.» Lauren trasalì quando lui le poggiò le labbra sul collo. Sentendo il suo respiro caldo contro la pelle, Lauren chiuse gli occhi, tremando per l’emozione. «Se non avessi paura sarei stupida.» E forse era davvero stupida, a stare con lui con i suoi damanti al collo, quando la fine era facile da immaginare. Era così tesa che sobbalzò quando esplose un altro fuoco d’artificio e Alexandros rise sommessamente, poi la prese di nuovo per mano e si avviò in mezzo alla folla scintillante degli invitati.

«Andiamocene via da qui. Preferirei che tu non avessi un infarto prima di arrivare al bello.»

Un delizioso fremito di paura la scosse tutta. «Le mie cose sono in albergo. Non ho nulla da indossare tranne questo ridicolo costume da chiromante.»

«Hai i diamanti, agape mou» le fece notare lui, suadente, facendola salire su un elicottero nero che aveva il suo logo sulla fiancata. «Nell’imminente futuro non ti servirà avere addosso altro.»

Lauren si aggrappò al sedile mentre l’elicottero si librava in volo e si tuffava nella notte nera, lasciandosi alle spalle la festa scintillante.

Diamanti e desiderio, pensò. Ma a quale costo?

Ogni mercoledì un nuovo capitolo!
< Vai a Capitolo 8 Vai a Capitolo 10 >