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Diamanti e desiderio

di SARAH MORGAN

Lauren Banks non avrebbe mai immaginato di trovarsi a sostituire la chiromante scomparsa nel nulla in quel prestigioso galà di beneficenza. D'altronde le alternative sono due: accettare oppure perdere il lavoro di cui ha un disperato bisogno.

Non è certo tipo da credere al destino né tanto meno alle favole, perciò Lauren è scettica quando vede entrare nella sua tenda un bell'uomo alto e bruno che si offre di ricoprirla di diamanti… e desiderio!

Ma la fiamma dell’attrazione che divampa tra loro le fa decidere di abbandonarsi a quella fantasia, seppure per una sola notte…

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lettura da 5 minuti

«Non sono mai stata a una festa del genere.»

A Lauren sembrava di trovarsi in una favola. Il parco dell’albergo era stato trasformato in un paradiso magico e scintillante; gli alberi erano illuminati da un milione di lucine e i fiochi d’artificio esplodevano in cielo accendendolo di colori.

Era disorientata. Fino a pochi istanti prima era intrappolata in una tenda nei panni della chiromante assente, e un attimo dopo era sottobraccio a un uomo dal fascino tanto letale che sentiva tutto il corpo in fiamme.

Era come un sogno. Troppo bello per essere vero.

«Lauren! Cosa credi di fare?» l’apostrofò la sua datrice di lavoro; la sua voce stridula penetrò la sua fantasticheria come una lama; Lauren si riscosse e vide il suo sogno ridotto a brandelli. Decisamente è troppo bello per essere vero.

«Io…» Stava per essere licenziata. Aveva rischiato tutto per qualche ora con quell’uomo. Come aveva potuto essere tanto stupida?

Il vento gelido della realtà la schiaffeggiò; cercò di scostarsi, ma l’uomo la tenne stretta al suo fianco bloccandola con il suo braccio possente.

«E’ con me» dichiarò con voce inflessibile, che non chiedeva scusa, gettando verbalmente il guanto di sfida ai piedi della donna inebetita.

Mentre aderiva al suo corpo muscoloso, in un contatto troppo intimo che le toglieva il fiato, Lauren fece il patetico tentativo di liberarsi, consapevole della coscia tornita che premeva contro la sua. Fu invasa da un’emozione che si diffuse rapida come un incendio nel suo ventre, e lo sentì imprecare sottovoce. «Smettila di dimenarti…»

Con il volto in fiamme, rassegnandosi al suo destino, Lauren si bloccò. «Gillian, posso spiegarti…»

«Signor Kozanitas?» esclamò Gillian con voce strozzata. «Non l’avevo riconosciuto al buio. Mi… mi scuso se mi sono intromessa nella sua serata.»

Kozanitas? Lauren guardò allibita l’uomo che ora la stringeva in una morsa ferrea, e comprese improvvisamente perché Gillian era sulle spine.

«Ho rapito la sua chiromante» dichiarò lui con una disinvoltura affascinante che rivestiva un’anima di acciaio. «E’ un problema?»

«Nessun problema.» Gillian fece una smorfia. «Mi fa piacere che abbia trovato… da divertirsi.» Indietreggiò, urtando le due guardie del corpo nella fretta di darsela a gambe.

«Rispetto a lei, un Rottweiler è un orsacchiotto di peluche» commentò Lauren seguendola con lo sguardo. «Temo di dover trovare un altro lavoro.»

«Se dovesse licenziarti fammelo sapere» replicò lui, gelido.

Anche se Lauren sapeva che il licenziamento era la sua fine più probabile, fu invasa da una sensazione di calore al pensiero che lui l’avesse difesa. Non l’aveva mai fatto nessuno per lei. Era abituata a combattere le sue battaglie nella vita. Da sola.

«Grazie» disse, imbarazzata.

Lui l’attirò a sé con un gesto tanto intimo da turbarla.

«Perché le permetti di essere così prepotente?»

«Perché mi paga lo stipendio.»

«Dovresti trovare un altro lavoro.»

Come se fosse facile! «Si sente che sei un miliardario» commentò Lauren con un sorriso tremulo. «Mi avevi detto di chiamarti Andros.»

«E’ il diminutivo di Alexandros.»

«Ah, quindi sei il temibile Alexandros Kozanitas.»

Lui le rivolse un sorriso sardonico. «Faccio paura?»

«Quello che mi fa paura è scrivere il tuo nome senza sbagliare l’ortografia» brontolò Lauren, ricordando i problemi che aveva avuto quando l’aveva inserito nella lista degli invitati. «Sono tutti agitati per la tua presenza stasera. Gillian è fuori di sé.» E anche lei era uscita di senno, per avere accettato di trascorrere la serata con un uomo come Alexandros Kozanitas. Ma come le era venuto in mente? «Non posso licenziarmi senza avere già un altro lavoro. Ma uno come te non può capire.»

«No, invece capisco.» Il luccichio divertito dei suoi occhi aveva lasciato il posto alla durezza della pietra e a un gelo che le ghiacciò il sangue.

Sconcertata dal mutamento della sua espressione, Lauren distolse lo sguardo. «Non riesco a immaginarti povero.»

«Perché ho fatto tutto il possibile per assicurarmi che non mi succeda più.»

E ora era ricco sfondato. Mentre passeggiavano per il parco dell’albergo godendosi l’atmosfera di festa, Lauren non poté fare a meno di accorgersi che tutte le donne presenti le lanciavano occhiate d’invidia.

«Che diavolo ci fai qui con me?» Lauren trasalì quando esplose un fuoco d’artificio che riempì il cielo con una cascata di stelline lucenti. «Dovresti essere in compagnia di una donna piena di diamanti.»

«Sono d’accordo.» Le sorrise. «Perciò devo riempirti di diamanti.» Le prese la mano e la condusse verso una tenda, sorvegliata dagli addetti alla sicurezza, che conteneva una collezione esclusiva di gioielli di diamanti dei migliori stilisti del mondo.

«Non essere ridicolo.» Lauren si bloccò. Lo guardò negli occhi e sentì di avere la gola secca. Erano in mezzo alla folla, ma vedeva solo lui. Mentre la stringeva a sé, le sfiorò la coscia con la sua e un calore intenso le infiammò i sensi. Non aveva mai provato un’attrazione tanto potente. La pulsazione smaniosa al basso ventre divenne più incalzante e Lauren reagì facendo un respiro strozzato.

Confusa e pericolosamente affascinata, azzardò un’occhiata alla bocca di lui e improvvisamente comprese che voleva qualcosa molto, ma molto di più di quanto volesse un diamante.

Voleva essere baciata da lui.

Anche senza mettere alla prova la sua teoria, era sicura che fosse un uomo che sapeva esattamente come baciare una donna. E lei voleva essere quella donna.

Mentre lui chinava la testa verso di lei, Lauren cominciò a tremare.

«Sei pronta a essere vestita di diamanti?» le sussurrò con voce roca, tesa per la stessa consapevolezza che le toglieva il fiato.

A quella domanda, il cuore di Lauren perse un battito, poi si fermò.

«Sono pronta…»

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