Home > Harmony News > M. Camocardi - S. Z.Summers: un'intervista a cuore aperto tra due donne/scrittrici che osano parlarsi senza reticenze e manierismi.
(SYLVIA) Dopo queste prime domandine in libertà, così, di riscaldamento, è venuto il momento di salire sul “ring”, che ne dici Mariangela? ;)
Ecco qui una serie di quesiti uguali per entrambe attraverso cui confrontarci e confrontare il nostro lavoro.
(MARIANGELA) Bene, sono pronta, Sylvia, e tu?
Quali sono secondo te gli ingredienti fondamentali in un romanzo? E come sono i tuoi protagonisti?
SYLVIA: Qui parlo non solo da scrittrice ma anche, soprattutto, da lettrice. Quello che considero un bel romanzo deve essere ricco, sfaccettato, offrire al lettore diversi ingredienti. Deve avere l’amore, sì, ma anche la suspense, l’intrigo, la comicità, deve saper trasmettere delle sensazioni, saper dare emozione e, perché no, può anche far riflettere su qualcosa. Ci sono alcuni romanzi tra quelli che più ho amato leggere cui ancora ripenso, ogni tanto, perché mi hanno lasciato qualcosa nel cuore, e non solo per la storia d’amore di cui parlavano. In un romanzo mi piace che tutto abbia una giustificazione, che una scena “tiri l’altra” e traini in avanti il romanzo. Spesso nei romanzi d’amore che mi è capitato di leggere ho trovato “scene riempitive” che potevano essere benissimo eliminate perché non dicevano niente, non aggiungevano niente più di qualche pagina alla storia e mi domando se anche altre lettrici abbiano la mia
stessa impressione, ogni tanto, leggendo. Sono severa anche con le scene di sesso: le metto soltanto se trovo che siano importanti per la storia, perché questa proceda o prenda una direzione differente da prima, anche perché non credo che altrimenti avrebbero quel forte impatto emotivo che invece voglio creare in chi legge.I miei protagonisti sono uomini e donne con tanti pregi e difetti, hanno magari una particolarità che li fa spiccare rispetto agli altri (Odyle era un’artista, Pheabe vuole fare la giornalista...) ma poi sono anche insicuri, hanno mille paure del mondo e anche tanti difetti. Mi piace che compiano un cammino di crescita e consapevolezza durante il romanzo, che si trasformino perché le esperienze che vivono li fanno maturare e li migliorano. Mi piace che il lettore riesca a identificarsi con loro scoprendone i pensieri, le insicurezze, che sia partecipe dei loro dolori e riesca a comprendere anche il modo di agire del più cattivo tra i cattivi.
MARIANGELA: Io evito gli stereotipi in un genere di narrativa che di per sé ha già dei paletti abbastanza rigidi entro cui destreggiarsi. Detesto seguire una mappa prestabilita e le mie regole sono le eccezioni, quali che siano in un ordito che deve comunque offrire inamovibili punti di riferimento, come inserire il malvagio o la perfida di turno per dare filo da torcere al lui e alla lei della situazione (quanto adoro infliggere poi la giusta punizione ai cattivi!) Mi affascinano l’intrigo, la meschinità, la crudeltà fine a se stessa quando l’antieroe cospira, ma so esaltare lo spessore umano e le molteplici sfaccettature della personalità tutta da scoprire dei personaggi positivi. E, ovviamente, deve esserci la sensualità, lo smarrimento del desiderio, gli slanci che ciascuno di noi racchiude in sé. I sentimenti fanno parte del nostro quotidiano, e per sentimenti mi riferisco anche all’odio, l’altra faccia dell’amore. Riuscire a trasferire in una storia le infinite reazioni scaturite dagli stati d’animo dei protagonisti che via via si alternano alla ribalta della pagina, è una sfida che mi coinvolge sempre. I miei personaggi devono essere audaci, intensi, integerrimi, e benché ciascuno abbia inevitabilmente le proprie debolezze caratteriali, devono essere disposti a giocarsi il tutto per tutto per amore, se non per vendetta. Nel bene e nel male devono apparire assolutamente veri e credibili, non figurine di carta e basta.
Ispirazione e pubblico. Come si poni di fronte ai “cliché” del genere rosa? Quanta parte giocano i gusti e le aspettative del lettore nella creazione delle sue trame?
SYLVIA: Non mi pongo. Cioè, per l’appunto come dicevo nella risposta precedente, seguo una mia idea personale. Credo che il mestiere di scrivere sia bellissimo proprio perché dà un’infinita gamma di possibilità. La pagina bianca è una distesa aperta su cui è possibile costruire di tutto. Sarei molto triste e, credo, non troverei ragione di scrivere più se dovessi tener conto di imposizioni narrative, anche se mi rendo conto che può essere più semplice creare delle trame avendo in testa questi schemi prestabiliti.
Ho molto rispetto di chi mi legge e credo che farei un torto a queste lettrici se mi “forzassi” e “falsassi”, perché quando si compra un romanzo si paga la fantasia dell’autrice e questa dev’essere donata integra e sincera.
MARIANGELA: Per me questa è una domanda quasi priva di senso! Io adoro leggere e leggo di tutto, perciò è con cognizione di causa che posso affermare che pochi romanzi sono privi della storia d’amore, si tratti di gialli, noir o di qualsivoglia altro colore. Eppure nessuno si sogna di muovere critiche all’autore di un giallo o di un noir per averci messo un tocco di rosa. Il giallo fa parte di quel tipo di narrativa giudicato serio a prescindere dal plot più o meno passionale proposto al lettore. Viceversa, in Italia la parola “rosa” diventa sinonimo di letteratura-spazzatura e questo è un pregiudizio mi va ormai stretto. Ho scritto romanzi come Appuntamento al Buio e Lo scorpione d’oro, dove mistero e suspense prevalgono in assoluto, ma l’etichetta di scrittrice romantica ti resta incollata addosso anche quando scrivi cose diverse. Quanto alle attese e ai gusti del lettore, come ho già sottolineato ho un grande rispetto per chi sceglie i miei libri. Ho fatto alcuni caffé letterari e la gente ti dice esplicitamente quello che gli piace o non gli piace. Un po’ ti ci devi adattare anche se in linea di massima non incide più di tanto sulla mia elaborazione delle trame. Probabilmente ho una naturale predisposizione a creare romanzi dove gli intrecci sono finalizzati all’eterno conflitto uomo-donna, ma ai sentimenti amo mescolare anche sfumature gialle o addirittura noir. L’insieme di un romanzo deve procedere armoniosamente, quindi ci metto anche un erotismo coinvolgente e mai volgare. Senza un tocco di passione, per altro molto apprezzata da chi legge, mi annoierei e farei annoiare.
Croci e delizie del mestiere di scrivere. Quali sono le gioie e le paure di una scrittrice?
SYLVIA: Be’... gioie... quando si ha tra le mani il proprio libro appena pubblicato, quando lo si vede sugli scaffali, quando si vede una persona che lo sta leggendo o qualcuno ti contatta per farti i complimenti... gioia. Ma anche l’atto stesso di scrivere, chiudere gli occhi e inventare, pensare a tutti gli agganci tra un personaggio e un altro, creare ogni sfaccettatura... Sembra un po’ di giocare al sudoku (a cui mi sono recentemente appassionata!) o di tessere una coperta patchwork dove ogni pezzo combacia con l’altro (magari sapessi cucire davvero!). Pura gioia. Assoluta. Ma queste gioie nascondono anche tanta fatica, tanto lavoro. Si devono fare i conti con attimi di sconforto, con la stanchezza della vita di tutti i giorni (e degli altri lavori, della casa e di tutto il resto, insomma)... si devono fare i conti con le critiche e si deve imparare ad accettarle.
MARIANGELA: Le gioie scaturiscono dall’incomparabile piacere di scrivere, è implicito, di conseguenza gradisci l’apprezzamento di chi legge i tuoi libri. Quando mi dicono: “Brava, mi è piaciuto, davvero il tuo romanzo!”, be’, è la miglior ricompensa in un mestiere appassionante e ostico come il nostro. Mi piace credere di essermi conquistata un mio pubblico e cerco di scrivere al meglio delle mie possibilità affinché quel pubblico possa ritrovarlo all’uscita del prossimo romanzo. Le paure nascono all’idea di poter deludere in qualche modo il lettore. Capita che un romanzo possa risultare sottotono rispetto ai precedenti… capita in ogni mestiere e non perché hai lavorato con meno impegno. Io mio sforzo di dare il massimo, poi è chi legge che valuta il risultato finale e ti dà il voto. Auspico di aver meritato almeno la sufficienza per ciò che ho scritto dal mio debutto fin qua.
Per Mariangela: hai letto “Amore e altri sospetti” della Summers, cosa ne pensi? Da scrittrice, cambieresti qualcosa?
MARIANGELA: “Amore e altri sospetti” mi è piaciuto molto. La lettura cattura l’attenzione e la trama è ben strutturata. Il villaggio in cui si snoda la storia, con il suo perbenismo e i suoi singolari abitanti, è descritto con abilità e tutto ruota intorno a una serie di personaggi che sono stati sviluppati in maniera egregia, come il simpaticissimo Ags e la trepidante madre di Pheabe, che è l’eroina del romanzo. Pheabe è una giovane donna che non si lascia sgomentare dalle difficoltà insite nel mestiere di giornalista, anche se ovviamente deve firmare i suoi articoli con uno pseudonimo maschile. Il mistero che incombe su tutto il romanzo e su Julian, l’affascinante protagonista maschile, diventa più intrigante di pagina in pagina, convergendo in un finale che… ma non aggiungo altro per lasciare alle lettrici il piacere di scoprire da sé i colpi di scena di questo secondo libro di Sylvia Z. Summers. Da scrittrice le faccio i complimenti per la scioltezza con cui scrive: c’è un talento che viene fuori da ogni riga e che deve essere affinato con impegno. Avrei unicamente inserito più momenti di intimità tra Pheabe e Julian, ma ogni autrice ha le proprie modalità espressive e nessuno, io meno che mai, può muovere obiezioni in tal senso.
Per Sylvia: hai letto “Il talismano della Dea”, cosa ne pensi? Da scrittrice, cambieresti qualcosa?
SYLVIA: Rispetto molto il lavoro degli altri e conosco bene quelle che sono le fatiche dello scrittore. E ho la massima stima di Mariangela Camocardi, che considero un po’ la mia madrina, anche se i nostri stili e le storie che scegliamo di raccontare sono tanto diversi. Ho letto con emozione la storia del Talismano della Dea, mi sono piaciuti molto sia l’intreccio che l’ambientazione. Ogni frase, ogni paragrafo lascia trasparire l’impegno di una grande autrice sia dal punto di vista della ricerca stilistica che da quello della correttezza storica. È stato interessante, per me che vivo proprio a Milano, leggere un affresco tanto dettagliato della mia città, così come doveva essere nel 1600, riconoscere strade e palazzi, anche se quasi molto diversi da ora per il tempo trascorso. Ho trovato commovente la storia di Cora e molto divertenti le dispute tra Berenice e Drake, così come i personaggi femminili della seconda parte, la mamma, la nonna e la zia, bellissimo questo clan al femminile e delicato ed emozionante il modo in cui Mariangela tratteggia il passato di tutte queste donne. Se proprio dovessi intervenire su qualcosa, forse ridurrei la prima parte a beneficio della seconda, che ho apprezzato moltissimo per la sua freschezza ma anche per la suspense creata dall’elemento paranormale. Tuttavia non interverrei. La bellezza dello scrivere sta appunto nelle scelte personali che l’autore compie, che ne fanno una specie di marchio di fabbrica. E poi mi piace moltissimo la struttura che Mariangela ha voluto dare a questo suo lavoro, due romanzi in uno praticamente. Brava!
Per cosa sei riconoscente al passato e cosa chiedi al futuro?
MARIANGELA: Sono ovviamente grata al passato per avermi dato l’opportunità di fare professionalmente quello che più mi piace, cioè scrivere: è un privilegio riservato a pochi e ne sono consapevole. Al futuro chiedo di continuare nel percorso che ho intrapreso, magari incontrando meno ostracismo da parte delle case editrici verso le autrici italiane. Voglio vedere i miei romanzi in libreria come ogni scrittore ambisce, e voglio restare me stessa, cioè genuina, onesta e sincera fino al midollo. L’ultima cosa che chiedo e di poter sempre contare sull’affetto e sul calore delle mie amate, fedelissime lettrici.
SYLVIA: Sono riconoscente di aver avuto la possibilità di studiare e di farlo come volevo io, per questo sono grata ai miei genitori, che nonostante non ne fossero entusiasti mi hanno anche lasciato fare la scuola di cinema a cui tenevo tanto e che mi è stata utile a capire molti meccanismi della narrazione, ad approfondire i personaggi, ma che mi ha anche fatto incontrare tante persone speciali e fatto vivere momenti emozionanti. Ovviamente, come scrittrice, chiederei di veder sempre pubblicati e stimati i miei romanzi, ma per me stessa, se avessi a disposizione il genio della lampada chiederei chiarezza, serenità e saggezza.
Dopo “Il talismano della dea” e “Amore e altri sospetti”, quali progetti ci sono nel cassetto, o sulla scrivania, di Mariangela Camocardi e Sylvia Z. Summers?
MARIANGELA: Io sono alle prese con l’ennesima sfida, cimentarmi in un romanzo contemporaneo, e sto già mettendo a punto la trama di Ricominciare (il titolo è ancora provvisorio). Si tratta di una storia intricata e coinvolgente che proietta in primo piano conflitti familiari abbastanza inesplicabili e a tinte forti, e che mi sta già prendendo parecchio. Ho scritto anche una favola, Wipo e l’incantesimo di Babalok, e mi auguro di vederla presto pubblicata. Mi sono molto divertita a giocare con la fantasia fine a se stessa che trovi solo nel mondo dei bambini.
SYLVIA: Ovviamente, sulla scrivania, c’è un altro romanzo! E’ una storia che sento moltissimo, che mi emoziona al solo pensarci e in cui sto mettendo tutta la mia anima, ponderando ogni singola scena e personaggio. Anche qui ci sono tanti caratteri a confronto, personaggi molto diversi tra loro che si scontrano con l’ipocrisia della società inglese di metà Ottocento. In questo romanzo la sessualità gioca un ruolo centrale (perciò sì, qualche scena di sesso in più del solito è garantita!) ma non solo per quanto riguarda i due protagonisti e l’amore che li spinge l’uno verso l’altro. La sessualità di cui parlo è da intendersi a 360° e riguarda tutti i personaggi del romanzo; rispecchia un po’ tutte le tendenze, i gusti e anche, sì, le perversioni di un’epoca dove il perbenismo era soltanto una facciata. E’ una storia con molte storie, con molti punti di vista, spesso in antitesi tra loro, è un cammino di crescita, di trasformazione e cambiamento. Non voglio dare troppe anticipazioni sulla trama, un po’ per scaramanzia e un po’ perché non si sa mai che le cose cambino in corso d’opera! Se apro il cassetto... oddio, a parte una caterva di fogli, di appunti, di penne (adoro le penne pubblicitarie, ne ho una variopinta e disordinata collezione!) trovo anche qualche idea per un romanzo “gotico”... per un “giallo”... e qualcosa di surreale, diciamo, quasi fantascientifico... Qualsiasi cosa decida di scrivere, però, credo conterrà sempre una storia d’amore perché è quello che riesce a dare le emozioni più forti.
Un ultimo pensiero e saluto l’una per l’altra.
MARIANGELA: Al di là del piacere che provo per la nostra bella amicizia, per il costruttivo scambio intellettuale che ovviamente fluisce tra noi - come potrebbe essere altrimenti?- posso soltanto esprimere il mio apprezzamento a Sylvia Z. Summers per i romanzi tutt’altro che banali che escono dalla sua penna. Brava Sylvia, continua a regalarci storie così avvincenti da tenerci inchiodati dalla prima all’ultima pagina! E, naturalmente, non può mancare un grande IN BOCCA AL LUPO!!
SYLVIA: Anche se l’ho già detto, ribadisco a Mariangela tutta la mia stima e non solo come scrittrice ma anche come donna. Ci siamo conosciute tramite delle email ma quando ci siamo viste di persona è stato come se ci frequentassimo da sempre. Mariangela Camocardi, al di là di essere una scrittrice affermata, è una donna speciale, forte e piena di coraggio, e anche una persona semplice e dall’animo buono. L’augurio che mi sento di esprimere a lei è di vincere tutte le sue battaglie professionali e personali, quello per entrambe è che la nostra amicizia continui e prosperi al di là della scrittura e dei libri, che si consolidi nel tempo e sia contornata, ovviamente, da tanti successi.
Un bacio, cara Mariangela. La tua “figlioccia letteraria”, Sylvia.
4 COMMENTI
- Mariangela è un emozione per me leggere il tuo commento. Non mi devi ringraziare, anche se ammetto che mi fa un immenso piacere, ciò che ho scritto è quel che penso. A proposito dell'amicizia... sarà un onore per me considerami tua amica^-^.
Grazie e un abbraccio
Commentato da veronica, Sabato, 25 Luglio 2009 - 15:47 - Cara Veronica, volevo già ringraziarti per il graditissimo commento che hai lasciato per il Talismano, e lo faccio ora per aver espresso il tuo apprezzamento riguardo all'intervista mia e di Sylvia... non sono una che gira intorno agli argomenti e ti dico subito che mi fa enorme piacere sentirti dire che leggerai alltri miei romanzi. Mi procura altrettanto piacere che questo primo approccio tra noi due sia stato così felice, perchè adesso possiamo considerarci amiche, vero? Se davvero il Talismano porta fortuna come si dice, te ne auguro tanta!
Un abbraccio da Mariangela Camocardi
Commentato da mariangela, Sabato, 25 Luglio 2009 - 10:02 - Un seguito d'intervista degno di due scrittrici decisamente in gamba.
Della Summers ho letto Di tenebra e di amore ovvioamente e avendo avuto la fortuna di intervistarla per un blog col quale collaboro ho letto anche Amore e altri sospetti. Che dire a riguardo... Sylvia è un'autrice esordiente ma completa e soprattutto bravissima. Le auguro un grande in bocca al lupo e a me auguro di avere almeno, ogni anno, un suo romanzo da leggere. Se poi Sylvia riuscisse a pubblicarne anche due o tre sappi che non disdegnerei affatto^-^
Riguardo alla Camocardi invece mi limito afarle i miei più calorosi auguri. Ho appena finito il Talismano della dea, che ho trovato splendido e di cui ho già lasciato la mia opinione in sito. Non mi ripeto dunque ma ci tengo afarle sapere che mi procurerò sicuramente altri suoi romanzi.
Per la redazione: dovreste farle più spesso queste interviste doppie, sono davvero piacevoli e interessanti^-^
Commentato da veronica, Venerdì, 24 Luglio 2009 - 13:42 - Non pensavo che la seconda parte sarebbe uscita così presto. Questa sfida sul "ring" è stata davvero coinvolgente. Molte risposte me le aspettavo, conoscendo un minimo i lavori di entrambe è stato semplice farsi anche una idea del loro carattere.
Ma la domanda che più mi ha incuriosito è stata quella di esprimere un giudiziin , anche come scrittrice, sul romanzo della collega. Credo che siano state dette delle cose molto interessanti.
E che dire dei progetti futuri di entrambe.... sono qui che attendo con ansia!;)
Complimenti Mariangela e Sylvia!
Commentato da Silvia Basile, Giovedì, 16 Luglio 2009 - 10:16