Home > Harmony News > Una collaborazione affascinante... come un romanzo d'amore.
Nel PACK ESTATE 2009 c'è un romanzo speciale, frutto di un progetto tra Harlequin Mondadori e la Scuola Holden di Torino che merita di essere condiviso.
1) L'IDEA DELLA SCUOLA HOLDEN
Cacciatori di storie: ecco come noi amiamo definire le persone che frequentano la Scuola Holden. Persone con culture, provenienza ed età diverse che hanno come unico e affascinante punto d'incontro il desiderio di raccontare, la passione per le storie scritte, orali o rappresentate con gesti o immagini. Persone che hanno anche la voglia di imparare a scrivere di sé attraverso un romanzo, un racconto, una sceneggiatura per un film o un fumetto. Intervistare e ascoltare Harlequin Mondadori, durante il "Corso di Scrittura&Storytelling" è stato utile per capire un modo consolidato e vincente di raccontare l'amore nelle sue diverse sfumature. Le parole trascinano volentieri altre parole, proprio come in una storia d'amore: prima la proposta ai ragazzi di scrivere una trama, poi la loro risposta concreta ed entusiasta, infine la scelta del testo migliore. La fatica è stata di quelle piacevoli e ripetibili, soprattutto se finisce su una "Crociera in Marocco" come quella di Chiara: un romanzo agile, scattante e limpido come lei. Nella bravura di Chiara ad arrivare fino in fondo, c'è un po' di tutti i cacciatori di storie che hanno fatto parte di questa avventura: i docenti della Scuola Holden, i compagni di classe di Chiara e la redazione di Harlequin Mondadori.
Lea Iandiorio
Direttore Scuola Holden di Torino
www.scuolaholden.it
2) L'IDEA DI HARLEQUIN MONDADORI
La mia crociera. Un po' per passione, un po' per sfida. Proprio come in certe storie d'amore, dove segui l'istinto del cuore e vai senza farti troppe domande. È nata così, la bellissima avventura con Harmony che vi raccontando in poche righe: un seminario sul "Romanzo rosa" alla Scuola Holden di Torino nell'ambito di un master di Tecniche della narrazione, l'analisi del romanzo rosa, una gara interna per elaborare una trama valida e coerente con il genere lettarario, la bozza del potenziale primo capitolo. Figurati se scelgono la mia! mi sono detta. E invece, dopo l'incontro "live" con i professionisti del rosa di Harmony - la direttrice editoriale Alessandra Bazardi e il coordinatore delle collane soft Stefano Blaco - è arrivata la grande nomination. "La tua trama è quella che ci è piaciuta di più, quando cominci a scrivere il romanzo d'amore che hai pensato?" Bum! A domande come questa conviene rispondere entro cinque secondi, e così ho fatto. La sera stessa ero già alla tastiera, qualche settimana dopo a Milano a rivedere i primi capitoli e soprattutto a far impazzire il mio "personal trainer". Con Stefano è cominciato un'entusiasmante e paziente collaborazione: i punti della trama da rivedere, la psicologia dei personaggi, il linguaggio brillante, lo stile agile, le piccole incoerenze, la scelta più appropriata delle parole. Quanta fatica, ma anche quanta soddisfazione! Quando ho scritto l’ultima pagina ero quasi dispiaciuta. Sì, perché Shirley e Anthony erano rapidamente diventati i compagni sicuri e insepararabili della mie giornate, un'oasi dove sentirmi libera di esprimermi. L’ultimo passo è stato quello di scegliere lo pseudonimo. Il nome Violet era nato all’inizio del seminario, quindi era intoccabile. Desideravo che ci fosse anche un richiamo ai nomi delle mie due figlie, Camilla e Sofia, ma l’anagramma più immediato era tutt'altro che orecchiabile. Poi Stefano mi ha offerto un consiglio: "Violet Sophie Clane (C come Camilla) ti piace?" Per l'ennesima volta ci siamo trovati sulla stessa frequenza. Dimenticavo l'ultimo "particolare": sono Chiara Dotta, ho trentadue anni, un carattere piuttosto vulcanico, sono un’insegnante di francese delle scuole medie e una scrittrice a tempo tutt'altro che perso. E questo è il mio primo, indimenticabile romanzo d’esordio. Grazie, Harmony!
Chiara Dotta
3) BREVE INTERVISTA ALL'AUTRICE
Com'è nato il progetto?
Il progetto è nato da un seminario sul "Romanzo rosa" che ho frequentato alla scuola Holden di Torino durante un Master di Tecniche della Narrazione, l'analisi del romanzo rosa, una gara interna per elaborare una trama valida e coerente con il genere letterario, la bozza del potenziale primo capitolo. Poi è arrivata la grande nomination: "La tua trama è quella che ci è piaciuta di più, quando cominci a scrivere il romanzo d'amore che hai pensato?" La sera stessa ero già alla tastiera, qualche settimana dopo a Milano a rivedere i primi capitoli con il mio "personal trainer".
Che cosa ti ha ispirato la storia?
Sono partita da un'immagine: un salone di una nave, lui e lei che incrociano i loro sguardi in uno specchio. Ho dato loro dei nomi: Shirley e Anthony. Sono entrambi in crociera, ma per dove? Io adoro il Mediterraneo, e quindi la scelta è stata facile. Inoltre, un mio amico dell'università ora abita a Casablanca, quindi ho sentito parlare spesso del Marocco. Così è nato "Crociera in Marocco".
Come ti sei documentata?
Inizialmente ho cercato indicazioni generiche sul Marocco su internet, poi man mano le informazioni diventavano sempre più approfondite. Io sono una persona desiderosa di sapere e non leggevo solo quello che mi interessava per la trama del romanzo, ma cercavo di approfondire la conoscenza di un mondo, lontano e sconosciuto per me. Apprendevo così curiosità sui prodotti tipici, i percorsi nel deserto, la storia, le tradizioni delle popolazioni che abitano in Marocco. Molte di queste suggestioni e nuove acquisizioni sono rientrate poi nella trama del libro. Naturalmente sentivo spesso il mio amico che vive a Casablanca per delucidazioni e suggerimenti, ripromettendomi di andarlo a trovare. Insomma, il Marocco non l'ho mai visto, ma lo conosco ormai come le mie tasche! L'ho conosciuto insieme a Shirley, ed è stato un viaggio bellissimo.
Come è stato il lavoro con la redazione?
La prima volta che ho visto Alessandra Bazardi, la mia direttrice editoriale e Stefano Blaco, il mio senior editor, è stato alla scuola Holden, al corso di romanzo rosa di cui parlavo. Sebbene mi siano subito sembrate delle persone disponibili, il rapporto con loro in quella sede era rimasto formale. Poi, dopo che mi hanno comunicato che avevano selezionato la mia trama per scrivere il romanzo, sono andata a Milano, alla sede dell'Harlequin Mondatori. Quando mi sono seduta al tavolo ovale della sala riunioni effettivamente ero un po' agitata. Ma Stefano ha rotto il ghiaccio con una battuta e ho subito capito che sarebbe stato un rapporto professionale piacevole. Con l'andar del tempo e degli incontri e delle chiacchierate telefoniche, ho scoperto di avere vicino oltre che un bravissimo editor, anche un amico, al quale a un certo punto raccontavo anche avventure e disavventure della mia vita.
Che cosa hai imparato da questa esperienza?
Scrivendo "Crociera in Marocco" ho imparato come si scrive un romanzo, come si gestiscono una trama secondo una scaletta, come si costruiscono i personaggi. Fino ad allora avevo scritto racconti. Perciò per me è stata una "palestra" di scrittura importante, che mi ha dato fiducia nelle mie capacità. Certo, non ci fosse stato Stefano a indicami - quando mi perdevo - come riprendere le fila del discorso, non so come avrei fatto! Adesso questa esperienza è per me un'acquisizione importante, e fa parte del mio "curriculum" di scrittrice.
Quali sono i tuoi progetti professionali?
Ho diversi progetti legati alla scrittura, e oggi che ho il mio primo romanzo davanti agli occhi, mi sento veramente una scrittrice. Una raccolta di racconti alla quale lavoro da molto tempo a cui sono molto affezionata, che è in attesa di un editore che la pubblichi. Un soggetto e un trattamento per una fiction in due puntate che ho scritto in collaborazione con una mia collega e amica, appena terminato e spedito alle case di produzione. Poi credo che continuerò a insegnare, perché è un mestiere bellissimo anche se impegnativo, che mi permette di essere sempre a contatto con i ragazzi e il loro mondo. Infine (segretamente) spero di collaborare ancora con Alessandra e Stefano, che sono state le prime prime guide e quindi... non si scorderanno mai!
2 COMMENTI
- ciao a tutti... volevo ringraziare di cuore la scittrice Chara Dotta alias Violet Sophie Clane per la magnifica storia che ha scritto... Crociera in Marocco è uno dei miei libri preferiti...
Spero di poterne leggere altri di questa autrice....
Un grosso grazie a tutti
Commentato da Ary89, Lunedì, 19 Ottobre 2009 - 22:05