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Capitolo 6

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Era appoggiato a un'Alfa Romeo nera e lucida, parcheggiata proprio di fronte allo scooter. Teneva le braccia incrociate davanti al petto e un piede appoggiato a una delle ruote scintillanti dell'auto. Durante il giorno si era cambiato e aveva sostituito vestito e cravatta con una camicia bianca, che teneva aperta sul collo. Aveva le maniche arrotolate e indossava un paio di occhiali da sole.
La stava guardando e Lucia fece fatica a deglutire... Quella macchina nera sembrava il simbolo del peccato. Roberto, poi, le appariva ancora più pericoloso. La tentazione fatta persona.
Di nuovo deglutì, pensando che sarebbe stato meglio, se avesse bevuto qualcosa prima di uscire. L'aspettava un viaggio di 45 minuti in quell'aria calda e lei aveva la gola completamente secca. Dovette farsi forza per allontanare lo sguardo da Roberto e girare intorno alla macchina, accennando soltanto un movimento del capo, come se non lo avesse affatto nemmeno riconosciuto. Poi cominciò a rovistare imbarazzata nella borsa, alla ricerca delle chiavi.
"Posso offrirle un passaggio?" chiese Roberto, senza muoversi dalla posizione, in cui era.
"Grazie" rispose Lucia, fingendo indifferenza e senza neanche guardarlo. Aveva paura di alzare gli occhi, in caso lui la stesse osservando da dietro gli occhiali scuri. Il cuore le batteva all'impazzata.
Che cosa ci faceva lì Roberto? Aveva forse in mente di concedersi una breve avventura, mentre si trovava sull'isola dove era nato? L'isola dalla quale aveva avuto fretta di andarsene e dove non era più tornato per tanto tempo? Pensava forse che lei si ritenesse in debito con lui, perché l'aveva difesa davanti a Sebastiano?
Non ci pensava proprio a sentirsi in debito!
Finalmente trovò le chiavi e le mostrò a Roberto, facendole ondeggiare tra le dita. "Ho qui il mio scooter."
"La mia auto è sicuramente più comoda" replicò lui, allontanandosi dalla macchina per seguirla. Si muoveva con estrema eleganza. Lucia decise di concedergli un sorriso. "Ma lo scooter posso usarlo senza condizioni" affermò lei, mentre montava sulla moto e infilava le chiavi nell'accensione, stringendo il manubrio come se fosse un'ancora di salvezza.
Roberto si avvicinò e le tolse le chiavi di mano. "Chi ha parlato di condizioni?"
Esasperata da quel gesto, Lucia alzò lo sguardo verso di lui. "Perché l'ha fatto?"
Il sorriso sicuro che Roberto le rivolse spiegava perfettamente il perché. Sa di poterlo fare.
Il cuore di Lucia batteva all'impazzata e lei riuscì a stento a sentire le proprie parole, quando iniziò a parlare. Sperava solamente di apparire più sicura di quello che era in realtà. "Che cosa vuole da me?"
Ma si pentì subito di averglielo chiesto, perché lui si chinò verso di lei e appoggiò le mani sulla moto, avvicinando talmente il proprio viso a quello di Lucia, che lei riuscì a percepire con estrema precisione la fragranza del suo profumo maschile.
"Sei cambiata, Lucia" mormorò a quel punto Roberto. "Una volta non eri tanto sprezzante."

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