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Capitolo 9

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A quelle parole Kendra si fece seria. Neanche per un minuto pensò che Slate avesse davvero bisogno di un esame della vista, soprattutto considerando il modo, in cui i suoi occhi l'avevano scrutata quella mattina e la stavano scrutando ancora in quel momento. Lei lo fissò perplessa. “E quando è stata l'ultima volta che hai fatto un controllo della vista?”
Lui alzò le spalle con noncuranza. “Non ricordo con esattezza. Probabilmente l'ultima volta deve avermi visitato tuo padre.”
Kendra emise un sospiro profondo. “D'accordo. Seguimi, allora.”
Il viso di Slate si illuminò di un ampio sorriso. “Certo.”
Quando furono nello studio, Kendra si richiuse la porta alle spalle. “Per favore siediti, mentre cerco la tua cartella. Sai se ci sono stati casi di glaucoma nella tua famiglia?” chiese poi, senza poter fare a meno di notare come la figura solida di Slate si adattasse alla sedia.
“Non mi risulta che qualcuno abbia avuto il glaucoma.”
Lei annuì in silenzio, mentre tirava fuori la cartella dallo schedario. “Bene. In ogni caso sarà meglio fare lo stesso il test.”
“Se lo ritieni opportuno.”
Kendra alzò un sopracciglio. Quello che non riteneva opportuno in quel momento era che loro due rimanessero soli nel suo studio. “Per ora siediti ben dritto e rilassati, mentre io sistemo l'apparecchio.”
“D'accordo.”
Kendra si chinò verso di lui, per illuminargli il viso con la lampada. Ma appena percepì il profumo del suo dopobarba, la testa cominciò a girarle. Era un profumo talmente maschile... Il suo corpo stava già rispondendo all'odore e alla vicinanza di Slate.
“Appoggia qui il mento e dimmi qual è l'ultima riga in basso che riesci a leggere.”
“Direi che riesco a leggere fino all'ultima riga.”
“Okay. Allora prova a leggerla. Da sinistra a destra.”
“Bene... E di estasi, S di sesso, P di passione, O di org...”
“E' sufficiente che tu legga le lettere.”
“Se preferisci.”
“Sì, lo preferisco.”
“D'accordo. Le altre lettere sono T e F” replicò lui con un sorriso. “Avrei delle ottime parole anche per queste.”
Lei scosse la testa, trattenendo a stento una risatina. “Ci scommetto.” Poi allontanò l'apparecchio dal viso di Slate e aggiornò la sua cartella.
“Allora?” domandò lui incuriosito.
Kendra pensava che, se non lo avesse fatto uscire al più presto, avrebbe perso il senso della ragione. Stava cercando di mantenere un atteggiamento professionale, ma le costava davvero fatica.
“Ti dirò qualcosa, dopo il test per il glaucoma” rispose, sistemando il tonometro.
Portò a termine l'esame nel giro di pochi minuti. “Hai dieci decimi, il che è sorprendente, dato il tipo di lavoro che svolgi. Evidentemente dosi bene il tempo che trascorri davanti al computer, che è proprio la cosa giusta da fare.”
Lui annuì soddisfatto e si alzò in piedi. “Hai finito?”
“Sì.”
“Sono il tuo ultimo paziente per oggi?”
Lei alzò un sopracciglio, prima di rispondere. “Sì, perché?”
“Per questo...”
E, per la seconda volta nella giornata, Kendra si ritrovò stretta tra le braccia di Slate.

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